Perchè sono sempre più convinta che sia importante scegliere Rosy

Vorrei aggiungere un motivo in più al perchè io scelgo Rosy.
In realtà è stato forse il primo motivo che mi ha avvicinata a lei, per cercare di capire quale fosse la sua posizione al riguardo.
Non ne avevo però parlato nel post precedente, pensando che fosse un tema per certi versi personale.
Ma in questi giorni ho maturato la convinzione che sia fondamentale parlare anche di questo.
Aggiungo un’ultima parola, che però è, a mio parere, uno dei motivi forti che ci deve spingere a votare per Rosy Bindi alle primarie del 14 ottobre 2007.
Questa parola è laicità.
Nel suo manifesto “Per un’Italia più libera, più ricca, più giusta”, Rosy Bindi ha scritto : “Se il Pd è pensato e progettato al servizio del bene del nostro Paese, capace cioè di guidare il rinnovamento della democrazia e superare in una nuova sintesi le vecchie appartenenze, dovrà anche diventare la casa e la scuola di una nuova laicità, il luogo in cui tutti i cittadini possano sentirsi rappresentati, a qualunque fede, etica e cultura appartengano.
Io credo che Rosy Bindi abbia veramente a cuore questo tema. Un tema importante, che non dobbiamo sottovalutare.

Una decina di giorni fa a San Felice del Benaco si è svolta l’assemblea per la costituzione del comitato locale per il . Sicuramente un successo per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini.

Durante quella serata ad un certo punto un cittadino ha chiesto alle persone che sedevano al tavolo della presidenza di “qualificarsi” dal punto di vista politico.
C’erano Ambrogio Florioli, della Margherita, che è stato sindaco per 15 anni; c’era mio marito, che fa parte del direttivo dei DS della Valtenesi, che ha aggiunto di aver maturato la sua scelta di campo anche grazie all’esperienza vissuta in famiglia, con il padre consigliere comunale del PCI a Salò e per tanti anni presidente della Cooperativa Lavoratori del Garda; c’era inoltre il segretario provinciale dei DS, Franzoni, che ha concluso la sua presentazione dicendo:”Io invece vengo da una famiglia cattolica.”
Vi confesso che mi sono cadute le braccia.
Sentire questa affermazione fatta dal mio segretario provinciale mi ha fatto capire che di strada da fare ne abbiamo tanta, tanta, tanta. E tutta in salita.
Io e David passiamo il nostro sabato pomeriggio in oratorio a fare catechismo insieme alle nostre figlie, perché questo è ciò che il nostro Vescovo ha da qualche anno proposto alle famiglie della nostra diocesi.
Ma queste sono questioni nostre. Sono aspetti che appartengono al nostro essere famiglia.
È un po’ triste pensare che sia ancora così radicata la convinzione che da una parte ci sia la sinistra e dall’altra ci siano i cattolici.
È un po’ triste vedere i nostri amministratori seduti al primo banco delle messe comandate o peggio ancora alle processioni per la Madonna del Carmine, come se fosse una passerella politica dalla quale non puoi mancare.
È anche per questo che io scelgo Rosy, perché sono convinta che a lei veramente stia a cuore la laicità dello stato, non certo a chi fa dell’appartenenza religiosa uno strumento per raccogliere il consenso o, peggio ancora, uno strumento per dividere.

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