Partito democratico: partecipo, decido, cresco

Il 2 giugno 2007 a Roma si è parlato di Partito Democratico utilizzando questo slogan: partecipo, decido, cresco.
Walter Veltroni, nel suo intervento, ha parlato di un Paese, l’Italia, “in una profonda crisi democratica, che riguarda i meccanismi di decisione”.
Veltroni ha detto: “La democrazia non è ci riuniamo e parliamo. La democrazia è decisione. Ci riuniamo, sentiamo le ragioni degli uni e degli altri, e poi decidiamo; e decidendo cambiamo la nostra comunità.”
Come potrei non condividere queste parole?
Non solo le condivido, ma orgogliosamente dico: io a San Felice avevo già tentato di avviare un processo democratico di questo tipo, con gli Incontri di Ascolto nell’ambito della stesura del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Partito democratico: partecipo, decido, cresco

Il 2 giugno 2007 a Roma si è parlato di Partito Democratico utilizzando questo slogan: partecipo, decido, cresco.
Walter Veltroni, nel suo intervento, ha parlato di un Paese, l’Italia, “in una profonda crisi democratica, che riguarda i meccanismi di decisione”.
Veltroni ha detto: “La democrazia non è ci riuniamo e parliamo. La democrazia è decisione. Ci riuniamo, sentiamo le ragioni degli uni e degli altri, e poi decidiamo; e decidendo cambiamo la nostra comunità.”
Come potrei non condividere queste parole?
Non solo le condivido, ma orgogliosamente dico: io a San Felice avevo già tentato di avviare un processo democratico di questo tipo, con gli Incontri di Ascolto nell’ambito della stesura del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Partito democratico: partecipo, decido, cresco

Il 2 giugno 2007 a Roma si è parlato di Partito Democratico utilizzando questo slogan: partecipo, decido, cresco.
Walter Veltroni, nel suo intervento, ha parlato di un Paese, l’Italia, “in una profonda crisi democratica, che riguarda i meccanismi di decisione”.
Veltroni ha detto: “La democrazia non è ci riuniamo e parliamo. La democrazia è decisione. Ci riuniamo, sentiamo le ragioni degli uni e degli altri, e poi decidiamo; e decidendo cambiamo la nostra comunità.”
Come potrei non condividere queste parole?
Non solo le condivido, ma orgogliosamente dico: io a San Felice avevo già tentato di avviare un processo democratico di questo tipo, con gli Incontri di Ascolto nell’ambito della stesura del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Crisi d’identità in Consiglio Comunale

Qualche giorno fa si è consumata in Consiglio Comunale a San Felice del Benaco l’ennesima farsa, riguardo alla quale mi piacerebbe spendere qualche parola.
Il Consiglio era convocato per la ratifica di una deliberazione di giunta di approvazione della seconda variazione al bilancio di previsione 2007 ed al piano esecutivo 2007.
Il Sindaco ha incentrato quasi tutto il suo intervento sulla variazione di 5.000 euro relativa al centro estivo, organizzato dal Comune in collaborazione con la Parrocchia, mentre quasi nulla ha detto a proposito di una variazione di bilancio con una cifra in più, 50.000 euro!, relativa a proventi da sponsorizzazioni per manifestazioni turistiche.
A proposito di questi soldi che “transitano” attraverso il nostro bilancio, meglio non spendere troppe parole.
Il Sindaco ha trovato molto più opportuno elogiare lo splendido lavoro della Parrocchia nell’organizzare il centro estivo.
Ottimo lavoro che nessuno mette in discussione, anche perchè senza l’oratorio anche per quest’anno il comune non sarebbe stato in grado di organizzare nulla; ma non era certo quello il nocciolo della discussione.
Si stava discutendo di variazioni di bilancio.
Io ho fatto presente ai colleghi di minoranza che senza di noi non era possibile procedere: infatti la maggioranza non aveva il numero legale per deliberare, essendo assenti Elena Lombardi, vicesindaco e assessore alla Cultura, e Giacomo Bellini, assessore ai Servizi Sociali. Forse non ritenevano così importante prender parte a questo consiglio.
Io ho lasciato la sala del Consiglio.
Il Consiglio è stato sospeso, per lasciare il tempo ai consiglieri di minoranza presenti in aula di decidere sul da farsi.
Alla fine due consigliere di minoranza, Paolo Rosa e Cristina Berlendis, hanno ritenuto opportuno fare da stampella a questa maggioranza traballante e permetterle così di avere il numero legale per procedere con la votazione.
Probabilmente spaventati dalle voci che, nei giorni precedenti, qualcuno aveva iniziato a far circolare; voci circa il fatto che se non si fosse deliberata in Consiglio Comunale la variazione di bilancio, questo avrebbe comportato l’impossibilità di pagare gli animatori del centro estivo.
Un bilancio di cinque milioni e mezzo di euro è così ingessato da non poter far fronte ad una variazione di 5.000 euro per il centro estivo?
O forse quello era solo lo specchietto per le allodole dietro il quale nascondere la variazione relativa alla sponsorizzazione?
Mi dispiace per questa ennesima crisi d’identità da parte di minoranze che non si capisce bene se siano realmente tali o se siano invece semplicemente una maggioranza ombra….

Crisi d’identità in Consiglio Comunale

Qualche giorno fa si è consumata in Consiglio Comunale a San Felice del Benaco l’ennesima farsa, riguardo alla quale mi piacerebbe spendere qualche parola.
Il Consiglio era convocato per la ratifica di una deliberazione di giunta di approvazione della seconda variazione al bilancio di previsione 2007 ed al piano esecutivo 2007.
Il Sindaco ha incentrato quasi tutto il suo intervento sulla variazione di 5.000 euro relativa al centro estivo, organizzato dal Comune in collaborazione con la Parrocchia, mentre quasi nulla ha detto a proposito di una variazione di bilancio con una cifra in più, 50.000 euro!, relativa a proventi da sponsorizzazioni per manifestazioni turistiche.
A proposito di questi soldi che “transitano” attraverso il nostro bilancio, meglio non spendere troppe parole.
Il Sindaco ha trovato molto più opportuno elogiare lo splendido lavoro della Parrocchia nell’organizzare il centro estivo.
Ottimo lavoro che nessuno mette in discussione, anche perchè senza l’oratorio anche per quest’anno il comune non sarebbe stato in grado di organizzare nulla; ma non era certo quello il nocciolo della discussione.
Si stava discutendo di variazioni di bilancio.
Io ho fatto presente ai colleghi di minoranza che senza di noi non era possibile procedere: infatti la maggioranza non aveva il numero legale per deliberare, essendo assenti Elena Lombardi, vicesindaco e assessore alla Cultura, e Giacomo Bellini, assessore ai Servizi Sociali. Forse non ritenevano così importante prender parte a questo consiglio.
Io ho lasciato la sala del Consiglio.
Il Consiglio è stato sospeso, per lasciare il tempo ai consiglieri di minoranza presenti in aula di decidere sul da farsi.
Alla fine due consigliere di minoranza, Paolo Rosa e Cristina Berlendis, hanno ritenuto opportuno fare da stampella a questa maggioranza traballante e permetterle così di avere il numero legale per procedere con la votazione.
Probabilmente spaventati dalle voci che, nei giorni precedenti, qualcuno aveva iniziato a far circolare; voci circa il fatto che se non si fosse deliberata in Consiglio Comunale la variazione di bilancio, questo avrebbe comportato l’impossibilità di pagare gli animatori del centro estivo.
Un bilancio di cinque milioni e mezzo di euro è così ingessato da non poter far fronte ad una variazione di 5.000 euro per il centro estivo?
O forse quello era solo lo specchietto per le allodole dietro il quale nascondere la variazione relativa alla sponsorizzazione?
Mi dispiace per questa ennesima crisi d’identità da parte di minoranze che non si capisce bene se siano realmente tali o se siano invece semplicemente una maggioranza ombra….

Crisi d’identità in Consiglio Comunale

Qualche giorno fa si è consumata in Consiglio Comunale a San Felice del Benaco l’ennesima farsa, riguardo alla quale mi piacerebbe spendere qualche parola.
Il Consiglio era convocato per la ratifica di una deliberazione di giunta di approvazione della seconda variazione al bilancio di previsione 2007 ed al piano esecutivo 2007.
Il Sindaco ha incentrato quasi tutto il suo intervento sulla variazione di 5.000 euro relativa al centro estivo, organizzato dal Comune in collaborazione con la Parrocchia, mentre quasi nulla ha detto a proposito di una variazione di bilancio con una cifra in più, 50.000 euro!, relativa a proventi da sponsorizzazioni per manifestazioni turistiche.
A proposito di questi soldi che “transitano” attraverso il nostro bilancio, meglio non spendere troppe parole.
Il Sindaco ha trovato molto più opportuno elogiare lo splendido lavoro della Parrocchia nell’organizzare il centro estivo.
Ottimo lavoro che nessuno mette in discussione, anche perchè senza l’oratorio anche per quest’anno il comune non sarebbe stato in grado di organizzare nulla; ma non era certo quello il nocciolo della discussione.
Si stava discutendo di variazioni di bilancio.
Io ho fatto presente ai colleghi di minoranza che senza di noi non era possibile procedere: infatti la maggioranza non aveva il numero legale per deliberare, essendo assenti Elena Lombardi, vicesindaco e assessore alla Cultura, e Giacomo Bellini, assessore ai Servizi Sociali. Forse non ritenevano così importante prender parte a questo consiglio.
Io ho lasciato la sala del Consiglio.
Il Consiglio è stato sospeso, per lasciare il tempo ai consiglieri di minoranza presenti in aula di decidere sul da farsi.
Alla fine due consigliere di minoranza, Paolo Rosa e Cristina Berlendis, hanno ritenuto opportuno fare da stampella a questa maggioranza traballante e permetterle così di avere il numero legale per procedere con la votazione.
Probabilmente spaventati dalle voci che, nei giorni precedenti, qualcuno aveva iniziato a far circolare; voci circa il fatto che se non si fosse deliberata in Consiglio Comunale la variazione di bilancio, questo avrebbe comportato l’impossibilità di pagare gli animatori del centro estivo.
Un bilancio di cinque milioni e mezzo di euro è così ingessato da non poter far fronte ad una variazione di 5.000 euro per il centro estivo?
O forse quello era solo lo specchietto per le allodole dietro il quale nascondere la variazione relativa alla sponsorizzazione?
Mi dispiace per questa ennesima crisi d’identità da parte di minoranze che non si capisce bene se siano realmente tali o se siano invece semplicemente una maggioranza ombra….

L’INIZIO DI UN NUOVO DIALOGO

Alla fine di gennaio 2007 il Sindaco mi scrisse invitandomi, se lo ritenessi, a scrivere un contributo per il periodico Insieme. Io accolsi con piacere l’invito, scrivendo questa lettera indirizzata ai cittadini di San Felice del Benaco.
Cari concittadini,
quando ho ricevuto l’invito a proporre, come consigliere comunale, un contributo per il notiziario “Insieme”, mi sono tornate in mente le parole pronunciate dal nostro Presidente nel discorso di fine anno, che qui vorrei richiamare alla vostra attenzione.
A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente. Lessi molti anni fa e non ho mai dimenticato le parole della lettera che un condannato a morte della Resistenza, un giovane di 19 anni, scrisse alla madre: ci hanno fatto credere che “la politica è sporcizia” o è “lavoro di specialisti”, e invece “la cosa pubblica siamo noi stessi”. Quelle parole sono ancora attuali: non ci si può rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettività, e la partecipazione dei cittadini è indispensabile affinché quelle scelte corrispondano al bene comune. Ma a questo fine è importante che vi sia più dialogo, più ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici piuttosto che polemiche tra avversari. E’ questo l’appello che ho rivolto e che continuo testardamente a rivolgere ai protagonisti della vita politica, interpretando, credo, il comune sentire dei cittadini. “(dal discorso del 31.12.06 di G. Napolitano).
Io ascoltai queste parole con uno stato d’animo particolare.
Da 11 giorni mi ero dimessa da vicesindaco e assessore. Da 11 giorni avevo messo fine alla mia esperienza in amministrazione; esperienza durante la quale, con grande fatica, avevo cercato di fare della partecipazione la nostra parola d’ordine.
Da 11 giorni avevo detto “fine!” sperando di allontanare la sofferenza che stavo provando.
Ma quelle parole mi hanno fatto capire che forse era giusto che i miei concittadini venissero messi al corrente, con calma e serenità, di ciò che era accaduto e del perché ciò era accaduto.
A cosa mi riferisco? Il 30 novembre 2006, durante un Consiglio comunale in cui si stava parlando di altro, alcuni consiglieri di minoranza mi hanno attaccato molto pesantemente, affermando in sostanza che il mio operato fosse finalizzato a portare avanti interessi personali invece dell’interesse della comunità.
Questo attacco è stato tra l’altro accentuato da affermazioni non corrette riportate da un articolo comparso sul Giornale di Brescia nei giorni a seguire.
Di fronte a questo attacco molto grave, il Sindaco mi ha fatto capire che non ero più gradita in giunta, senza porsi il problema se fossero vere oppure no le accuse che la minoranza mi rivolgeva. Tutto ciò perché già da tempo non vi era tra di noi una condivisone nei modi di amministrare il nostro Comune. Forse non c’è mai stata.
E così non ho avuto altra scelta se non dimettermi, rimanendo però in consiglio, fuori dal gruppo di maggioranza, per poter dimostrare che tutto ciò che io ho fatto come amministratore l’ho fatto per passione, perché credevo in ciò che facevo.
Ma forse sapete già tutto. C’è già stato chi si è preso la briga di raccontare come stanno le cose, di convincervi che anche da noi la politica è sempre stata sporcizia.
Allora io vi chiedo di non accontentarvi, ma di iniziare un dialogo. Insieme.

Un cordiale saluto
Michela Tiboni
michela.tiboni@yahoo.it

S.Felice d/B, 5/2/2007

L’INIZIO DI UN NUOVO DIALOGO

Alla fine di gennaio 2007 il Sindaco mi scrisse invitandomi, se lo ritenessi, a scrivere un contributo per il periodico Insieme. Io accolsi con piacere l’invito, scrivendo questa lettera indirizzata ai cittadini di San Felice del Benaco.
Cari concittadini,
quando ho ricevuto l’invito a proporre, come consigliere comunale, un contributo per il notiziario “Insieme”, mi sono tornate in mente le parole pronunciate dal nostro Presidente nel discorso di fine anno, che qui vorrei richiamare alla vostra attenzione.
A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente. Lessi molti anni fa e non ho mai dimenticato le parole della lettera che un condannato a morte della Resistenza, un giovane di 19 anni, scrisse alla madre: ci hanno fatto credere che “la politica è sporcizia” o è “lavoro di specialisti”, e invece “la cosa pubblica siamo noi stessi”. Quelle parole sono ancora attuali: non ci si può rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettività, e la partecipazione dei cittadini è indispensabile affinché quelle scelte corrispondano al bene comune. Ma a questo fine è importante che vi sia più dialogo, più ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici piuttosto che polemiche tra avversari. E’ questo l’appello che ho rivolto e che continuo testardamente a rivolgere ai protagonisti della vita politica, interpretando, credo, il comune sentire dei cittadini. “(dal discorso del 31.12.06 di G. Napolitano).
Io ascoltai queste parole con uno stato d’animo particolare.
Da 11 giorni mi ero dimessa da vicesindaco e assessore. Da 11 giorni avevo messo fine alla mia esperienza in amministrazione; esperienza durante la quale, con grande fatica, avevo cercato di fare della partecipazione la nostra parola d’ordine.
Da 11 giorni avevo detto “fine!” sperando di allontanare la sofferenza che stavo provando.
Ma quelle parole mi hanno fatto capire che forse era giusto che i miei concittadini venissero messi al corrente, con calma e serenità, di ciò che era accaduto e del perché ciò era accaduto.
A cosa mi riferisco? Il 30 novembre 2006, durante un Consiglio comunale in cui si stava parlando di altro, alcuni consiglieri di minoranza mi hanno attaccato molto pesantemente, affermando in sostanza che il mio operato fosse finalizzato a portare avanti interessi personali invece dell’interesse della comunità.
Questo attacco è stato tra l’altro accentuato da affermazioni non corrette riportate da un articolo comparso sul Giornale di Brescia nei giorni a seguire.
Di fronte a questo attacco molto grave, il Sindaco mi ha fatto capire che non ero più gradita in giunta, senza porsi il problema se fossero vere oppure no le accuse che la minoranza mi rivolgeva. Tutto ciò perché già da tempo non vi era tra di noi una condivisone nei modi di amministrare il nostro Comune. Forse non c’è mai stata.
E così non ho avuto altra scelta se non dimettermi, rimanendo però in consiglio, fuori dal gruppo di maggioranza, per poter dimostrare che tutto ciò che io ho fatto come amministratore l’ho fatto per passione, perché credevo in ciò che facevo.
Ma forse sapete già tutto. C’è già stato chi si è preso la briga di raccontare come stanno le cose, di convincervi che anche da noi la politica è sempre stata sporcizia.
Allora io vi chiedo di non accontentarvi, ma di iniziare un dialogo. Insieme.

Un cordiale saluto
Michela Tiboni
michela.tiboni@yahoo.it

S.Felice d/B, 5/2/2007

L’INIZIO DI UN NUOVO DIALOGO

Alla fine di gennaio 2007 il Sindaco mi scrisse invitandomi, se lo ritenessi, a scrivere un contributo per il periodico Insieme. Io accolsi con piacere l’invito, scrivendo questa lettera indirizzata ai cittadini di San Felice del Benaco.
Cari concittadini,
quando ho ricevuto l’invito a proporre, come consigliere comunale, un contributo per il notiziario “Insieme”, mi sono tornate in mente le parole pronunciate dal nostro Presidente nel discorso di fine anno, che qui vorrei richiamare alla vostra attenzione.
A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente. Lessi molti anni fa e non ho mai dimenticato le parole della lettera che un condannato a morte della Resistenza, un giovane di 19 anni, scrisse alla madre: ci hanno fatto credere che “la politica è sporcizia” o è “lavoro di specialisti”, e invece “la cosa pubblica siamo noi stessi”. Quelle parole sono ancora attuali: non ci si può rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettività, e la partecipazione dei cittadini è indispensabile affinché quelle scelte corrispondano al bene comune. Ma a questo fine è importante che vi sia più dialogo, più ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici piuttosto che polemiche tra avversari. E’ questo l’appello che ho rivolto e che continuo testardamente a rivolgere ai protagonisti della vita politica, interpretando, credo, il comune sentire dei cittadini. “(dal discorso del 31.12.06 di G. Napolitano).
Io ascoltai queste parole con uno stato d’animo particolare.
Da 11 giorni mi ero dimessa da vicesindaco e assessore. Da 11 giorni avevo messo fine alla mia esperienza in amministrazione; esperienza durante la quale, con grande fatica, avevo cercato di fare della partecipazione la nostra parola d’ordine.
Da 11 giorni avevo detto “fine!” sperando di allontanare la sofferenza che stavo provando.
Ma quelle parole mi hanno fatto capire che forse era giusto che i miei concittadini venissero messi al corrente, con calma e serenità, di ciò che era accaduto e del perché ciò era accaduto.
A cosa mi riferisco? Il 30 novembre 2006, durante un Consiglio comunale in cui si stava parlando di altro, alcuni consiglieri di minoranza mi hanno attaccato molto pesantemente, affermando in sostanza che il mio operato fosse finalizzato a portare avanti interessi personali invece dell’interesse della comunità.
Questo attacco è stato tra l’altro accentuato da affermazioni non corrette riportate da un articolo comparso sul Giornale di Brescia nei giorni a seguire.
Di fronte a questo attacco molto grave, il Sindaco mi ha fatto capire che non ero più gradita in giunta, senza porsi il problema se fossero vere oppure no le accuse che la minoranza mi rivolgeva. Tutto ciò perché già da tempo non vi era tra di noi una condivisone nei modi di amministrare il nostro Comune. Forse non c’è mai stata.
E così non ho avuto altra scelta se non dimettermi, rimanendo però in consiglio, fuori dal gruppo di maggioranza, per poter dimostrare che tutto ciò che io ho fatto come amministratore l’ho fatto per passione, perché credevo in ciò che facevo.
Ma forse sapete già tutto. C’è già stato chi si è preso la briga di raccontare come stanno le cose, di convincervi che anche da noi la politica è sempre stata sporcizia.
Allora io vi chiedo di non accontentarvi, ma di iniziare un dialogo. Insieme.

Un cordiale saluto
Michela Tiboni
michela.tiboni@yahoo.it

S.Felice d/B, 5/2/2007

Cambiamo, insieme!

Perché “Cambiamo, insieme”?
Il titolo che mi è venuto in mente per questo mio blog dedicato in particolare al dialogo con tutta la comunità di San Felice del Benaco vuole essere un invito, rivolto a tutti coloro che hanno realmente a cuore il nostro territorio e la comunità che in esso vive e lavora, a cambiare, insieme!
E di motivi per cambiare ce ne sono sicuramente tanti.
Almeno così io credo. E cercherò di spiegarvi le ragioni per le quali, secondo me, è proprio ora di cambiare.

Cambiamo, insieme!

Perché “Cambiamo, insieme”?
Il titolo che mi è venuto in mente per questo mio blog dedicato in particolare al dialogo con tutta la comunità di San Felice del Benaco vuole essere un invito, rivolto a tutti coloro che hanno realmente a cuore il nostro territorio e la comunità che in esso vive e lavora, a cambiare, insieme!
E di motivi per cambiare ce ne sono sicuramente tanti.
Almeno così io credo. E cercherò di spiegarvi le ragioni per le quali, secondo me, è proprio ora di cambiare.

Cambiamo, insieme!

Perché “Cambiamo, insieme”?
Il titolo che mi è venuto in mente per questo mio blog dedicato in particolare al dialogo con tutta la comunità di San Felice del Benaco vuole essere un invito, rivolto a tutti coloro che hanno realmente a cuore il nostro territorio e la comunità che in esso vive e lavora, a cambiare, insieme!
E di motivi per cambiare ce ne sono sicuramente tanti.
Almeno così io credo. E cercherò di spiegarvi le ragioni per le quali, secondo me, è proprio ora di cambiare.