Le aree verdi a San Felice del Benaco

Il 9 novembre 2006 scrissi una lettera alla consigliere di minoranza Simona Robusti in risposta ad una sua sollecitazione alla giunta sul tema delle aree verdi.

Io le risposi esponendole il mio punto di vista al riguardo.

A Simona Robusti
Consigliere di minoranza
del Comune di San Felice dl Benaco

San Felice del Benaco, 9 novembre 2006

Oggetto: in risposta alla lettera prot.6801 del 29.09.2006 indirizzata al Sindaco e alla Giunta

Gent.ma Simona Robusti,
vorrei cogliere l’occasione della Tua lettera, nella quale evidenzi alcune criticità dell’area verde comunale sita in via Vallette a San Felice del Benaco, per alcune riflessioni sul tema.
Io ho sempre manifestato, come Tu giustamente sottolinei, un particolare interesse per le aree verdi attrezzate, esistenti e da realizzare.
Questo perché ritengo che gli spazi pubblici siano una grande ricchezza per tutti noi, che valorizza e completa la qualità degli spazi privati.
La fortuna che noi tutti abbiamo di vivere in un luogo qualitativamente straordinario per il paesaggio e gli spazi ancora inedificati che lo caratterizzano non può sicuramente giustificare un calo di attenzione per quegli spazi deputati ad essere luogo di aggregazione, come lo è il parco di via Vallette. E come sicuramente sarà l’area verde di Portese, situata tra via Benaco e via dei Pescatori, che a breve verrà realizzata, a dieci anni di distanza (!) dall’intervento urbanistico all’interno del quale era prevista. Se in questi dieci anni non si fosse perso del tempo a trovare modi per vendere tale area ai privati, come si è fatto e promesso da parte di taluni, la collettività avrebbe avuto a disposizione un luogo dove fermarsi a chiacchierare o a giocare, alternativo alla strada.
La presenza di numerosi bambini e adulti negli spazi attrezzati del nostro paese dimostra che l’avere un giardino privato, come è nella gran parte delle nostre case, non può essere sostitutivo dell’avere a disposizione spazi nei quali poterci incontrare e relazionare con gli altri.
Concordo con Te sul fatto che però tali spazi devono avere e mantenere un adeguato livello di qualità e di sicurezza.
È per questo che da tempo personalmente pongo particolare attenzione, in sede di pianificazione delle risorse a disposizione della nostra comunità, alle aree verdi esistenti, tra cui il parco di via Vallette, ma non solo.
Attenzione questa condivisa dall’intera giunta, che ha previsto, per il prossimo anno, di destinare risorse alla manutenzione e sistemazione delle aree verdi esistenti.

Un cordiale saluto

Michela Tiboni
Vicesindaco di San Felice del Benaco

Le aree verdi a San Felice del Benaco

Il 9 novembre 2006 scrissi una lettera alla consigliere di minoranza Simona Robusti in risposta ad una sua sollecitazione alla giunta sul tema delle aree verdi.

Io le risposi esponendole il mio punto di vista al riguardo.

A Simona Robusti
Consigliere di minoranza
del Comune di San Felice dl Benaco

San Felice del Benaco, 9 novembre 2006

Oggetto: in risposta alla lettera prot.6801 del 29.09.2006 indirizzata al Sindaco e alla Giunta

Gent.ma Simona Robusti,
vorrei cogliere l’occasione della Tua lettera, nella quale evidenzi alcune criticità dell’area verde comunale sita in via Vallette a San Felice del Benaco, per alcune riflessioni sul tema.
Io ho sempre manifestato, come Tu giustamente sottolinei, un particolare interesse per le aree verdi attrezzate, esistenti e da realizzare.
Questo perché ritengo che gli spazi pubblici siano una grande ricchezza per tutti noi, che valorizza e completa la qualità degli spazi privati.
La fortuna che noi tutti abbiamo di vivere in un luogo qualitativamente straordinario per il paesaggio e gli spazi ancora inedificati che lo caratterizzano non può sicuramente giustificare un calo di attenzione per quegli spazi deputati ad essere luogo di aggregazione, come lo è il parco di via Vallette. E come sicuramente sarà l’area verde di Portese, situata tra via Benaco e via dei Pescatori, che a breve verrà realizzata, a dieci anni di distanza (!) dall’intervento urbanistico all’interno del quale era prevista. Se in questi dieci anni non si fosse perso del tempo a trovare modi per vendere tale area ai privati, come si è fatto e promesso da parte di taluni, la collettività avrebbe avuto a disposizione un luogo dove fermarsi a chiacchierare o a giocare, alternativo alla strada.
La presenza di numerosi bambini e adulti negli spazi attrezzati del nostro paese dimostra che l’avere un giardino privato, come è nella gran parte delle nostre case, non può essere sostitutivo dell’avere a disposizione spazi nei quali poterci incontrare e relazionare con gli altri.
Concordo con Te sul fatto che però tali spazi devono avere e mantenere un adeguato livello di qualità e di sicurezza.
È per questo che da tempo personalmente pongo particolare attenzione, in sede di pianificazione delle risorse a disposizione della nostra comunità, alle aree verdi esistenti, tra cui il parco di via Vallette, ma non solo.
Attenzione questa condivisa dall’intera giunta, che ha previsto, per il prossimo anno, di destinare risorse alla manutenzione e sistemazione delle aree verdi esistenti.

Un cordiale saluto

Michela Tiboni
Vicesindaco di San Felice del Benaco

Le aree verdi a San Felice del Benaco

Il 9 novembre 2006 scrissi una lettera alla consigliere di minoranza Simona Robusti in risposta ad una sua sollecitazione alla giunta sul tema delle aree verdi.

Io le risposi esponendole il mio punto di vista al riguardo.

A Simona Robusti
Consigliere di minoranza
del Comune di San Felice dl Benaco

San Felice del Benaco, 9 novembre 2006

Oggetto: in risposta alla lettera prot.6801 del 29.09.2006 indirizzata al Sindaco e alla Giunta

Gent.ma Simona Robusti,
vorrei cogliere l’occasione della Tua lettera, nella quale evidenzi alcune criticità dell’area verde comunale sita in via Vallette a San Felice del Benaco, per alcune riflessioni sul tema.
Io ho sempre manifestato, come Tu giustamente sottolinei, un particolare interesse per le aree verdi attrezzate, esistenti e da realizzare.
Questo perché ritengo che gli spazi pubblici siano una grande ricchezza per tutti noi, che valorizza e completa la qualità degli spazi privati.
La fortuna che noi tutti abbiamo di vivere in un luogo qualitativamente straordinario per il paesaggio e gli spazi ancora inedificati che lo caratterizzano non può sicuramente giustificare un calo di attenzione per quegli spazi deputati ad essere luogo di aggregazione, come lo è il parco di via Vallette. E come sicuramente sarà l’area verde di Portese, situata tra via Benaco e via dei Pescatori, che a breve verrà realizzata, a dieci anni di distanza (!) dall’intervento urbanistico all’interno del quale era prevista. Se in questi dieci anni non si fosse perso del tempo a trovare modi per vendere tale area ai privati, come si è fatto e promesso da parte di taluni, la collettività avrebbe avuto a disposizione un luogo dove fermarsi a chiacchierare o a giocare, alternativo alla strada.
La presenza di numerosi bambini e adulti negli spazi attrezzati del nostro paese dimostra che l’avere un giardino privato, come è nella gran parte delle nostre case, non può essere sostitutivo dell’avere a disposizione spazi nei quali poterci incontrare e relazionare con gli altri.
Concordo con Te sul fatto che però tali spazi devono avere e mantenere un adeguato livello di qualità e di sicurezza.
È per questo che da tempo personalmente pongo particolare attenzione, in sede di pianificazione delle risorse a disposizione della nostra comunità, alle aree verdi esistenti, tra cui il parco di via Vallette, ma non solo.
Attenzione questa condivisa dall’intera giunta, che ha previsto, per il prossimo anno, di destinare risorse alla manutenzione e sistemazione delle aree verdi esistenti.

Un cordiale saluto

Michela Tiboni
Vicesindaco di San Felice del Benaco

Quali compiti per un consiglio comunale?

Il 6 marzo 2007 il giornale Bresciaoggi pubblicava questa mia Lettera al Direttore, sul tema del ruolo che dovrebbe avere un Consiglio Comunale, in particolare quando si tratta di parlare di bilancio.

Caro Direttore,
vorrei sottoporre a Lei e ai suoi lettori una riflessione sul ruolo politico che ha, o che, secondo me, dovrebbe avere, un Consiglio Comunale.
Ieri sera, 22 febbraio 2007, il Consiglio Comunale di San Felice del Benaco, di cui io sono membro come consigliere di minoranza, è stato chiamato ad esprimersi circa l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2007 e altre disposizioni a ciò strettamente connesse, relative all’addizionale IRPEF e alle aliquote sull’ICI.
La presentazione del bilancio di previsione 2007 era stata fatta in un consiglio comunale precedente, durante il quale non era stato però possibile dibattere in merito. Il consigliere delegato al bilancio si era in quella occasione limitata ad una presentazione tecnica, poco più articolata del dire quali fossero le previsioni di entrata e di uscita.
In sede di dibattito per l’approvazione io mi aspettavo qualche delucidazione in più relativamente alle scelte fatte, invece nulla.
Allora io ho espresso le mie motivazioni per il voto successivo, che sarebbe stato contrario.
Io avrei votato contro un bilancio del quale mi risultava impossibile comprendere la “progettualità” su cui si basa.
Se escludiamo infatti la parte rigida del bilancio, legata alle spese per far funzionare la macchina amministrativa, io ritengo che la parte restante del bilancio debba essere impostata rispondendo alla domanda “Quali sono le esigenze della nostra comunità e in che modo riteniamo opportuno farvi fronte?”.
Facciamo un esempio: San Felice del Benaco si definisce comune turistico. E per questo una parte consistente delle nostre risorse viene dedicata a questo settore, attraverso l’adesione alla Comunità del Garda e alla Riviera dei Castelli, nonché all’organizzazione di manifestazioni e iniziative di tipo turistico. Ma qual è il “disegno” che sta dietro tutto ciò? Quali sono gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere attraverso tali azioni? Rispondiamo realmente alle esigenze del settore turistico organizzando un calendario fittissimo di manifestazioni concentrate nei tre mesi estivi?
Ma ancora, se ci spostiamo in un altro settore, altrettanto importante, quello dei servizi sociali, quali sono i problemi sociali di un comune come il nostro? E questa amministrazione, ne è veramente consapevole e sta andando nella direzione del fornire una risposta a tali problemi? Io ho qualche perplessità, dal momento che nessuno dice nulla riguardo al disagio giovanile che emerge dai fatti di cronaca riportati anche dal Suo giornale, che ci mettono di fronte al fatto reale che la nostra frazione di Portese fosse centro di spaccio di sostanze stupefacenti, prima dell’intervento dei Carabinieri.
E cosa fa la nostra amministrazione? Organizza manifestazioni, dedica risorse ad un servizio di trasporto dei turisti dai campeggi verso gli altri comuni del Garda, in modo che possano andare alle feste, ai mercatini…
Io invitavo pertanto ad una riflessione su queste ed altre questioni, riconducibili in sintesi ad un discorso di progettualità per il futuro di San Felice del Benaco.
A fronte di queste mie riflessioni NESSUNO della maggioranza ha ritenuto di doversi esprimere, mentre si è dibattuto solo relativamente ad alcuni emendamenti proposti da altri consiglieri di minoranza che chiedevano tra l’altro un paio di servizi igienici in corrispondenza delle spiagge e della pista ciclabile, e di rivedere i costi dell’isola ecologica per lo smaltimento dei rifiuti.
Di fronte al silenzio assoluto sui temi da me sollevati, ho chiesto al Sindaco se io dovessi prendere atto del fatto che la discussione del bilancio si limitava al problema dei bagni e dell’isola ecologica.
E lui cosa mi ha risposto?
Le questioni che io avevo sollevato, come pure le questioni sollevate da un altro consigliere di minoranza, che invitava a riflettere sulle difficoltà economiche con le quali le famiglie si trovano a dover fare i conti anche per effetto delle scelte attuate dall’amministrazione comunale, tutte queste questioni erano, secondo il Sindaco, questioni di carattere POLITICO, alle quali quindi non riteneva di dover dare risposa in quella sede.
Confesso che questa sua posizione mi ha lasciata allibita.
Ma allora, se non dobbiamo parlare di scelte politiche, qual è il ruolo di un Consiglio Comunale? Quello di verificare che l’ufficio ragioneria abbia fatto bene i conti? Questo non è forse compito del revisore?
Io ho un’idea diversa sul ruolo che dovrebbe avere un amministratore e sul ruolo che dovrebbe avere un Consiglio Comunale.
Ma forse sono io che non capisco cosa sia la politica. Sono io che non riesco a cogliere lo spessore politico degli amministratori che abbiamo.

Michela Tiboni
Consigliere comunale DS
San Felice del Benaco

Quali compiti per un consiglio comunale?

Il 6 marzo 2007 il giornale Bresciaoggi pubblicava questa mia Lettera al Direttore, sul tema del ruolo che dovrebbe avere un Consiglio Comunale, in particolare quando si tratta di parlare di bilancio.

Caro Direttore,
vorrei sottoporre a Lei e ai suoi lettori una riflessione sul ruolo politico che ha, o che, secondo me, dovrebbe avere, un Consiglio Comunale.
Ieri sera, 22 febbraio 2007, il Consiglio Comunale di San Felice del Benaco, di cui io sono membro come consigliere di minoranza, è stato chiamato ad esprimersi circa l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2007 e altre disposizioni a ciò strettamente connesse, relative all’addizionale IRPEF e alle aliquote sull’ICI.
La presentazione del bilancio di previsione 2007 era stata fatta in un consiglio comunale precedente, durante il quale non era stato però possibile dibattere in merito. Il consigliere delegato al bilancio si era in quella occasione limitata ad una presentazione tecnica, poco più articolata del dire quali fossero le previsioni di entrata e di uscita.
In sede di dibattito per l’approvazione io mi aspettavo qualche delucidazione in più relativamente alle scelte fatte, invece nulla.
Allora io ho espresso le mie motivazioni per il voto successivo, che sarebbe stato contrario.
Io avrei votato contro un bilancio del quale mi risultava impossibile comprendere la “progettualità” su cui si basa.
Se escludiamo infatti la parte rigida del bilancio, legata alle spese per far funzionare la macchina amministrativa, io ritengo che la parte restante del bilancio debba essere impostata rispondendo alla domanda “Quali sono le esigenze della nostra comunità e in che modo riteniamo opportuno farvi fronte?”.
Facciamo un esempio: San Felice del Benaco si definisce comune turistico. E per questo una parte consistente delle nostre risorse viene dedicata a questo settore, attraverso l’adesione alla Comunità del Garda e alla Riviera dei Castelli, nonché all’organizzazione di manifestazioni e iniziative di tipo turistico. Ma qual è il “disegno” che sta dietro tutto ciò? Quali sono gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere attraverso tali azioni? Rispondiamo realmente alle esigenze del settore turistico organizzando un calendario fittissimo di manifestazioni concentrate nei tre mesi estivi?
Ma ancora, se ci spostiamo in un altro settore, altrettanto importante, quello dei servizi sociali, quali sono i problemi sociali di un comune come il nostro? E questa amministrazione, ne è veramente consapevole e sta andando nella direzione del fornire una risposta a tali problemi? Io ho qualche perplessità, dal momento che nessuno dice nulla riguardo al disagio giovanile che emerge dai fatti di cronaca riportati anche dal Suo giornale, che ci mettono di fronte al fatto reale che la nostra frazione di Portese fosse centro di spaccio di sostanze stupefacenti, prima dell’intervento dei Carabinieri.
E cosa fa la nostra amministrazione? Organizza manifestazioni, dedica risorse ad un servizio di trasporto dei turisti dai campeggi verso gli altri comuni del Garda, in modo che possano andare alle feste, ai mercatini…
Io invitavo pertanto ad una riflessione su queste ed altre questioni, riconducibili in sintesi ad un discorso di progettualità per il futuro di San Felice del Benaco.
A fronte di queste mie riflessioni NESSUNO della maggioranza ha ritenuto di doversi esprimere, mentre si è dibattuto solo relativamente ad alcuni emendamenti proposti da altri consiglieri di minoranza che chiedevano tra l’altro un paio di servizi igienici in corrispondenza delle spiagge e della pista ciclabile, e di rivedere i costi dell’isola ecologica per lo smaltimento dei rifiuti.
Di fronte al silenzio assoluto sui temi da me sollevati, ho chiesto al Sindaco se io dovessi prendere atto del fatto che la discussione del bilancio si limitava al problema dei bagni e dell’isola ecologica.
E lui cosa mi ha risposto?
Le questioni che io avevo sollevato, come pure le questioni sollevate da un altro consigliere di minoranza, che invitava a riflettere sulle difficoltà economiche con le quali le famiglie si trovano a dover fare i conti anche per effetto delle scelte attuate dall’amministrazione comunale, tutte queste questioni erano, secondo il Sindaco, questioni di carattere POLITICO, alle quali quindi non riteneva di dover dare risposa in quella sede.
Confesso che questa sua posizione mi ha lasciata allibita.
Ma allora, se non dobbiamo parlare di scelte politiche, qual è il ruolo di un Consiglio Comunale? Quello di verificare che l’ufficio ragioneria abbia fatto bene i conti? Questo non è forse compito del revisore?
Io ho un’idea diversa sul ruolo che dovrebbe avere un amministratore e sul ruolo che dovrebbe avere un Consiglio Comunale.
Ma forse sono io che non capisco cosa sia la politica. Sono io che non riesco a cogliere lo spessore politico degli amministratori che abbiamo.

Michela Tiboni
Consigliere comunale DS
San Felice del Benaco

Quali compiti per un consiglio comunale?

Il 6 marzo 2007 il giornale Bresciaoggi pubblicava questa mia Lettera al Direttore, sul tema del ruolo che dovrebbe avere un Consiglio Comunale, in particolare quando si tratta di parlare di bilancio.

Caro Direttore,
vorrei sottoporre a Lei e ai suoi lettori una riflessione sul ruolo politico che ha, o che, secondo me, dovrebbe avere, un Consiglio Comunale.
Ieri sera, 22 febbraio 2007, il Consiglio Comunale di San Felice del Benaco, di cui io sono membro come consigliere di minoranza, è stato chiamato ad esprimersi circa l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2007 e altre disposizioni a ciò strettamente connesse, relative all’addizionale IRPEF e alle aliquote sull’ICI.
La presentazione del bilancio di previsione 2007 era stata fatta in un consiglio comunale precedente, durante il quale non era stato però possibile dibattere in merito. Il consigliere delegato al bilancio si era in quella occasione limitata ad una presentazione tecnica, poco più articolata del dire quali fossero le previsioni di entrata e di uscita.
In sede di dibattito per l’approvazione io mi aspettavo qualche delucidazione in più relativamente alle scelte fatte, invece nulla.
Allora io ho espresso le mie motivazioni per il voto successivo, che sarebbe stato contrario.
Io avrei votato contro un bilancio del quale mi risultava impossibile comprendere la “progettualità” su cui si basa.
Se escludiamo infatti la parte rigida del bilancio, legata alle spese per far funzionare la macchina amministrativa, io ritengo che la parte restante del bilancio debba essere impostata rispondendo alla domanda “Quali sono le esigenze della nostra comunità e in che modo riteniamo opportuno farvi fronte?”.
Facciamo un esempio: San Felice del Benaco si definisce comune turistico. E per questo una parte consistente delle nostre risorse viene dedicata a questo settore, attraverso l’adesione alla Comunità del Garda e alla Riviera dei Castelli, nonché all’organizzazione di manifestazioni e iniziative di tipo turistico. Ma qual è il “disegno” che sta dietro tutto ciò? Quali sono gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere attraverso tali azioni? Rispondiamo realmente alle esigenze del settore turistico organizzando un calendario fittissimo di manifestazioni concentrate nei tre mesi estivi?
Ma ancora, se ci spostiamo in un altro settore, altrettanto importante, quello dei servizi sociali, quali sono i problemi sociali di un comune come il nostro? E questa amministrazione, ne è veramente consapevole e sta andando nella direzione del fornire una risposta a tali problemi? Io ho qualche perplessità, dal momento che nessuno dice nulla riguardo al disagio giovanile che emerge dai fatti di cronaca riportati anche dal Suo giornale, che ci mettono di fronte al fatto reale che la nostra frazione di Portese fosse centro di spaccio di sostanze stupefacenti, prima dell’intervento dei Carabinieri.
E cosa fa la nostra amministrazione? Organizza manifestazioni, dedica risorse ad un servizio di trasporto dei turisti dai campeggi verso gli altri comuni del Garda, in modo che possano andare alle feste, ai mercatini…
Io invitavo pertanto ad una riflessione su queste ed altre questioni, riconducibili in sintesi ad un discorso di progettualità per il futuro di San Felice del Benaco.
A fronte di queste mie riflessioni NESSUNO della maggioranza ha ritenuto di doversi esprimere, mentre si è dibattuto solo relativamente ad alcuni emendamenti proposti da altri consiglieri di minoranza che chiedevano tra l’altro un paio di servizi igienici in corrispondenza delle spiagge e della pista ciclabile, e di rivedere i costi dell’isola ecologica per lo smaltimento dei rifiuti.
Di fronte al silenzio assoluto sui temi da me sollevati, ho chiesto al Sindaco se io dovessi prendere atto del fatto che la discussione del bilancio si limitava al problema dei bagni e dell’isola ecologica.
E lui cosa mi ha risposto?
Le questioni che io avevo sollevato, come pure le questioni sollevate da un altro consigliere di minoranza, che invitava a riflettere sulle difficoltà economiche con le quali le famiglie si trovano a dover fare i conti anche per effetto delle scelte attuate dall’amministrazione comunale, tutte queste questioni erano, secondo il Sindaco, questioni di carattere POLITICO, alle quali quindi non riteneva di dover dare risposa in quella sede.
Confesso che questa sua posizione mi ha lasciata allibita.
Ma allora, se non dobbiamo parlare di scelte politiche, qual è il ruolo di un Consiglio Comunale? Quello di verificare che l’ufficio ragioneria abbia fatto bene i conti? Questo non è forse compito del revisore?
Io ho un’idea diversa sul ruolo che dovrebbe avere un amministratore e sul ruolo che dovrebbe avere un Consiglio Comunale.
Ma forse sono io che non capisco cosa sia la politica. Sono io che non riesco a cogliere lo spessore politico degli amministratori che abbiamo.

Michela Tiboni
Consigliere comunale DS
San Felice del Benaco

Chi sono


Michela Tiboni
Nata a Salò il 15.09.1970
Sposata dal 1996 con David Vetturi e mamma di Alice, Elena e Silvia

– maturità scientifica nel 1989 nel Liceo scientifico statale “E. Fermi” di Salò (BS)
– laurea in Ingegneria Civile nel 1995 nell’Università degli Studi di Brescia
– Dottorato di Ricerca in Urbanistica Tecnica al Politecnico di Milano nel 2000
– Dal 2000 ricercatore in Tecnica e pianificazione urbanistica, nel Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Brescia (Facoltà di Ingegneria)
Dal 2005 professore associato di Tecnica e pianificazione urbanistica, nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente dell’Università degli Studi di Brescia (Facoltà di Ingegneria)

– Dal 1996 iscritta all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Brescia
– Dal 1998 membro della Commissione consuntiva permanente “Urbanistica” dell’Ordine degli ingegneri di Brescia
– Dal 2000 membro del Consiglio Direttivo del Centro Provinciale di Studi Urbanistici (C.P.S.U) di Brescia
– Dal 1997 al 1999 membro della Commissione urbanistica del Comune di Salò (BS)
– Dal 1999 al 2004 membro della Commissione edilizia del Comune di San Felice del Benaco (BS)
– Dal giugno 2004 al dicembre 2006 Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di San Felice del Benaco (BS)

– Dal giugno 2004 Consigliere comunale a San Felice del Benaco
– Dal 2006 Delegato Italiano nel Management Committee dell’Azione COST C27 dell’Unione Europea “Sustainable Development Policies for Minor Deprived Communities

Chi sono


Michela Tiboni
Nata a Salò il 15.09.1970
Sposata dal 1996 con David Vetturi e mamma di Alice, Elena e Silvia

– maturità scientifica nel 1989 nel Liceo scientifico statale “E. Fermi” di Salò (BS)
– laurea in Ingegneria Civile nel 1995 nell’Università degli Studi di Brescia
– Dottorato di Ricerca in Urbanistica Tecnica al Politecnico di Milano nel 2000
– Dal 2000 ricercatore in Tecnica e pianificazione urbanistica, nel Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Brescia (Facoltà di Ingegneria)
Dal 2005 professore associato di Tecnica e pianificazione urbanistica, nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente dell’Università degli Studi di Brescia (Facoltà di Ingegneria)

– Dal 1996 iscritta all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Brescia
– Dal 1998 membro della Commissione consuntiva permanente “Urbanistica” dell’Ordine degli ingegneri di Brescia
– Dal 2000 membro del Consiglio Direttivo del Centro Provinciale di Studi Urbanistici (C.P.S.U) di Brescia
– Dal 1997 al 1999 membro della Commissione urbanistica del Comune di Salò (BS)
– Dal 1999 al 2004 membro della Commissione edilizia del Comune di San Felice del Benaco (BS)
– Dal giugno 2004 al dicembre 2006 Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di San Felice del Benaco (BS)

– Dal giugno 2004 Consigliere comunale a San Felice del Benaco
– Dal 2006 Delegato Italiano nel Management Committee dell’Azione COST C27 dell’Unione Europea “Sustainable Development Policies for Minor Deprived Communities

Chi sono


Michela Tiboni
Nata a Salò il 15.09.1970
Sposata dal 1996 con David Vetturi e mamma di Alice, Elena e Silvia

– maturità scientifica nel 1989 nel Liceo scientifico statale “E. Fermi” di Salò (BS)
– laurea in Ingegneria Civile nel 1995 nell’Università degli Studi di Brescia
– Dottorato di Ricerca in Urbanistica Tecnica al Politecnico di Milano nel 2000
– Dal 2000 ricercatore in Tecnica e pianificazione urbanistica, nel Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Brescia (Facoltà di Ingegneria)
Dal 2005 professore associato di Tecnica e pianificazione urbanistica, nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente dell’Università degli Studi di Brescia (Facoltà di Ingegneria)

– Dal 1996 iscritta all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Brescia
– Dal 1998 membro della Commissione consuntiva permanente “Urbanistica” dell’Ordine degli ingegneri di Brescia
– Dal 2000 membro del Consiglio Direttivo del Centro Provinciale di Studi Urbanistici (C.P.S.U) di Brescia
– Dal 1997 al 1999 membro della Commissione urbanistica del Comune di Salò (BS)
– Dal 1999 al 2004 membro della Commissione edilizia del Comune di San Felice del Benaco (BS)
– Dal giugno 2004 al dicembre 2006 Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di San Felice del Benaco (BS)

– Dal giugno 2004 Consigliere comunale a San Felice del Benaco
– Dal 2006 Delegato Italiano nel Management Committee dell’Azione COST C27 dell’Unione Europea “Sustainable Development Policies for Minor Deprived Communities

Il mio impegno dal 1999 al 2004

Nella primavera del 2004 ha avuto inizio il mio impegno formale a San Felice, quando sono stata eletta consigliere comunale e nominata dal Sindaco Assessore all’urbanistica e Vicesindaco.
In realtà avevo già avuto occasione in precedenza di avvicinarmi all’attività amministrativa, avendo fatto parte, nei cinque anni precedenti, della commissione edilizia, su proposta del gruppo di maggioranza (quella con sindaco Ambrogio Florioli per intenderci). Confesso che dopo l’entusiasmo iniziale che aveva suscitato in me questo impegno, gli ultimi anni erano stati una sofferenza, in quanto più passava il tempo più mi rendevo conto dell’assoluta inutilità di tale commissione, che aveva come unico compito quello di prendere atto del parere elaborato dal tecnico comunale, circa la conformità agli strumenti urbanistici e alle normative vigenti dei progetti che venivano presentati al comune, come pure prendere atto del parere degli esperti ambientali, i soli aventi titolo ad esprimersi relativamente a questioni soggettive, quali l’inserimento ambientale dell’intervento.
Da tale esperienza ho potuto però rendermi conto che le scelte urbanistiche vengono prese in altra sede.
Ma allora perché impegnarsi in prima persona con la stessa compagine amministrativa?
Forse perché quella amministrazione mi aveva dato una certa dimostrazione di saper ascoltare le esigenze della cittadinanza. Ed ora vi racconto qualcosa in più al riguardo.

Il mio impegno dal 1999 al 2004

Nella primavera del 2004 ha avuto inizio il mio impegno formale a San Felice, quando sono stata eletta consigliere comunale e nominata dal Sindaco Assessore all’urbanistica e Vicesindaco.
In realtà avevo già avuto occasione in precedenza di avvicinarmi all’attività amministrativa, avendo fatto parte, nei cinque anni precedenti, della commissione edilizia, su proposta del gruppo di maggioranza (quella con sindaco Ambrogio Florioli per intenderci). Confesso che dopo l’entusiasmo iniziale che aveva suscitato in me questo impegno, gli ultimi anni erano stati una sofferenza, in quanto più passava il tempo più mi rendevo conto dell’assoluta inutilità di tale commissione, che aveva come unico compito quello di prendere atto del parere elaborato dal tecnico comunale, circa la conformità agli strumenti urbanistici e alle normative vigenti dei progetti che venivano presentati al comune, come pure prendere atto del parere degli esperti ambientali, i soli aventi titolo ad esprimersi relativamente a questioni soggettive, quali l’inserimento ambientale dell’intervento.
Da tale esperienza ho potuto però rendermi conto che le scelte urbanistiche vengono prese in altra sede.
Ma allora perché impegnarsi in prima persona con la stessa compagine amministrativa?
Forse perché quella amministrazione mi aveva dato una certa dimostrazione di saper ascoltare le esigenze della cittadinanza. Ed ora vi racconto qualcosa in più al riguardo.

Il mio impegno dal 1999 al 2004

Nella primavera del 2004 ha avuto inizio il mio impegno formale a San Felice, quando sono stata eletta consigliere comunale e nominata dal Sindaco Assessore all’urbanistica e Vicesindaco.
In realtà avevo già avuto occasione in precedenza di avvicinarmi all’attività amministrativa, avendo fatto parte, nei cinque anni precedenti, della commissione edilizia, su proposta del gruppo di maggioranza (quella con sindaco Ambrogio Florioli per intenderci). Confesso che dopo l’entusiasmo iniziale che aveva suscitato in me questo impegno, gli ultimi anni erano stati una sofferenza, in quanto più passava il tempo più mi rendevo conto dell’assoluta inutilità di tale commissione, che aveva come unico compito quello di prendere atto del parere elaborato dal tecnico comunale, circa la conformità agli strumenti urbanistici e alle normative vigenti dei progetti che venivano presentati al comune, come pure prendere atto del parere degli esperti ambientali, i soli aventi titolo ad esprimersi relativamente a questioni soggettive, quali l’inserimento ambientale dell’intervento.
Da tale esperienza ho potuto però rendermi conto che le scelte urbanistiche vengono prese in altra sede.
Ma allora perché impegnarsi in prima persona con la stessa compagine amministrativa?
Forse perché quella amministrazione mi aveva dato una certa dimostrazione di saper ascoltare le esigenze della cittadinanza. Ed ora vi racconto qualcosa in più al riguardo.