Un anno!

Un anno fa esatto ho cominciato questa avventura chiamata rosso di sera.
Dopo un anno varrebbe la pena tirare un pò di somme ma sinceramente non ne ho voglia e forse non ne vale la pena.
Un anno di notti in bianco e di ragionamenti. Un anno di scrittura e cestinatura. Un anno in cui ho provato […]

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l’e-commerce è in buona compagnia!

Fra Emma Marcegaglia -presidente Confindustria-, Ennio Doris -Presidente di Banca Mediolanum-, Marco Tronchetti Provera -Presidente Pirelli S.p.A.-, Afef Jnifen, Gianfranco Fini e Elisabetta Tulliani ecco spuntare AICEL e l’e-commerce
La mia intervista rilasciata a Pangora qualche giorno fa è rimbalzata sul quotidiano on-line affaritaliani.it .
Hanno rimaneggiato anche il titolo che adesso è decisamente migliore: e-commerce, la […]

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I Giro…che?

Ho ricevuto una telefonata.
Lui – Ma come Simo, è successo un putiferio con i Girotondi e tu che sei stato uno dei padri (minori ndr) non ne parli nel tuo blog? Tu che sei stato con Pardi, Moretti e D’Arcais a Castel San Pietro, tu che hai organizzato i pulman da Brescia e provincia per […]

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Intervista

E’ uscita l’intervista su Pangora BLog: Agosto: tempo di vacanze ma anche di e-commerce
Mi pare che ci sia tutto e che sia passato molto bene il concetto di fiducia nel commercio elettronico.
Anche parlando della condanna inflitta ad eBay sono riuscito a rimanere su un livello mmhh  diciamo professionale!

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Riformisti coi baffi

“Le riforme ci vogliono, le riforme!”

Io non avevo voglia di discutere stamattina, con un esame da preparare e il caro vecchio sonno arretrato a pulsare dietro le tempie, ma guarda te se in fila alla macchinetta del caffè uno deve sentirsi i comizi.

“Perchè la gente si aspetta quelle, le abbiamo promesse e ora non ci possiamo tirare indietro solo perchè Berlusoconi si sistema un paio di processi, questa è una legislatura costituente!”
“Ma non si dovrebbero giudicare alla fine, le legislature?”

Boccaccia mia che non sa stare zitta.

“Come, prego?”
“Voglio dire, se non c’è l’opportunità di fare riforme serie forse è il caso di, chessò, preparare il terreno mentre si combatte per evitare che Lui sfasci tutto?”
“Questo è un discorso da disfattista, la Storia recente insegna come si possa dialogare anche con Berlusconi, non serve a niente demonizzarlo, se non a perdere”
“Guardi, lo so che quello furbo tra noi due è lei, ma la storia recente è la bicamerale e…”
“Appunto, il grande esperimento della bicamerale, finito male per quei quattro disfattisti come lei che non capivano la necessità di fare qualche concessione a Berlusconi”
“…”
“E poi mi scusi, ma cosa vuol dire riforme serie? c’è forse un riformismo giusto e un riformismo sbagliato? questo modo di pensare è antico, appartiene a un passato che disconosciamo”
“Si, vabbè, ma non è che si possono avvallare riforme che..”
“E poi si deve tenere conto della volontà degli italiani, che hanno scelto Berlusconi come interlocutore, lei vuole per caso delegittimare la volontà popolare?”
“Chi, io? no no, figurarsi, ma credo che il popolo abbia diritto a un’informazione migliore prima di..”
“Oh, questa storia dell’informazione, diciamoci la verità: se hanno votato Berlusconi è perchè sapevano benissimo a cosa andavano incontro, e sta a noi tenerne conto e agire di conseguenza”
“E il conflitto di interessi?”
“Quello è un falso problema, non a caso noi come Grande Partito Riformista non abbiamo mai fatto niente in proposito. Cos’è, non si fida di noi?”
“Beh..”
“Senta, lo vuole un consiglio? lei si rimetta a studiare e lasci fare a noi che facciamo questo lavoro da un sacco di tempo e sappiamo come si risolvono queste situazioni.”
“Sicuro?”
“Sicuro, sicuro, anzi guardi, le pago pure il caffè perchè mi sta simpatico, arrivederci!”
“Arrivederci, arrivederci…ma quand’è che se ne va per sempre?”
“Come, prego? non ho sentito..”
“Niente, niente, arrivederci e buona fortuna!”
“A lei”
Bah, almeno ci ho guadagnato un caffè, anche se il mal di testa è peggiorato. Lui e i suoi dannati baffetti, mi sa che per oggi lascio stare la politica e mi riposo un poco.

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Come avete fatto a votare per un complessato come questo?

Foto di gruppo del G8 in Giappone. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi prova a guadagnare qualche centimetro nel difficile confronto con l’alto collega canadese Stephen Harper.
 
Nella foto sotto da sinistra: Berlusconi, Harper, il presidente russo Dmitry Medvedev, il presidente americano George W. Bush, il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il […]

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Ma le nostre saranno più sicure!

Non siamo mica francesi, noi!

Corriere.it – 09 luglio 2008
E’ successo durante l’operazione di pulitura di una cisterna
Francia, incidente nella centrale
Acqua contaminata nei fiumi
Fuoriuscita di liquido, allarme nella zona di Avignone

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Proprio un bel Bioritmo

Lo scorso fine settimana a San Felice c’è stata una bella manifestazione, BIORITMO, una due giorni (più la cena del venerdì) all’insegna della buona musica e dei prodotti biologici.

Ogni sera erano presenti in tre punti diversi del paese tre gruppi musicali che suonavano generi diversi.
Il venerdì c’era una mini-orchestra di musica classica, un gruppo di classiche […]

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Partenza per Pieve di Bono

Per i prossimi giorni, come del resto negli ultimi, non posterò perché vado a fare l’animatore al campo parrocchiale a Pieve di Bono (TN) con i ragazzi di prima e seconda media, alcuni dei quali li ho anche a catechismo, dato che ho la seconda. Ah, ops! Scusate, ormai sono di terza.

Siccome sono l’incaricato alla “macchina del tempo”, che porterà i ragazzi dal 09 luglio 2008 al 09 luglio 1308, ai tempi di re Artù, ed essendo la macchina del tempo una presentazione di slide e filmatini che rappresentano alcune vicende storiche, avrò con me il mio Mac su cui spero di riuscire a tenere un diario degli avvenimenti del campo come ha fatto Cassa quest’inverno. Mi è sembrata una bella cosa.

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Accosta un attimo

Magari qualcuno si aspetta che io mi metta a parlare della manifestazione di Roma, considerato che come un po’ si temeva è stata buttata in caciara sul finire da Grillo. Nemmeno troppo dai, lui e la Guzzanti hanno usato parole un po’ forti, ma importa davvero qualcosa? c’era tanta gente (e questo è positivo), sul palco c’è stato spazio per tutti e non credo dovrebbe importare se qualcuno ha alzato il tono un po’ oltre la buona educazione, io per esempio mi sono un po’ stufato di essere educato (ma poi di fronte a una folla, e alla mamma davanti alla televisione, tornerei un ragazzo a modo non crediate). Ad ogni modo io a Roma non c’ero (gli ultimi esami mi trattengono a Bologna) e di farvi il commentino di quello che si legge in giro, stasera, non mi va.

Oggi volevo scrivere un po’ di questo blog, che circa tre mesi fa ho cominciato ad aggiornare con costanza nonostante la pagina fosse stata creata già qualche mese prima (c’erano un paio di post di prova, ora cancellati). Volevo, ma mi sono reso conto che sarebbe a) noioso per voi b) noioso per me c) Franco d) in controtendenza rispetto a come ho deciso di impostare il blog, e lì per lì non mi sembrava più il caso, finchè non mi sono reso conto di starmi prendendo troppo sul serio. Non so voi, ma a me l’idea di prendermi troppo sul serio (checché ne dica il mio coinquilino, che mi ha esortato a prendere questo blog perlappunto maggiormente sul serio) non piace per niente, sarà per via delle mie origini trentine ma mi sembra di sentire qualcuno che mi urla dietro “vèi zò dal figher!” (“vieni giù dal fico”, per chi non capisse), riportandomi coi piedi ben saldati al terreno. E quindi, ricapitolando, devo parlare del blog. Credo.

Divagazione n.1

Voi ve lo ricordate quando sono usciti i primi blog? ecco, bravi, io no. Ricordo vagamente che mentre a casa mia arrivava l’adsl flat (e finivano le bollette salatissime del 56k) qualcuno ogni tanto tirava fuori questa storia che c’erano i famosi blogger, gente scaltrissima che faceva tremare tutti nelle direzioni dei Grandi Giornali (in Trentino no, se vai da un trentino e gli dici che ci sta gente scaltra che fa tremare i Grandi Giornali quello ti lancia lo sguardo che si riserva ai pazzi e poi riprende a leggere l'”Adige”), ma non si sapeva bene chi fossero, o perlomeno io e i miei amici eravamo troppo occupati a passare da Napster a WinMx, da WinMx a Kazaa e da Kazaa a eMule per preoccuparcene. La rete allora era solo una grande banca dati, e io non avevo ancora la fame di informazioni che mi sarebbe venuta dopo.

Crescendo e passando di classe in classe cominciavo a diventare più colto, i miei voti salivano (non di tanto) ed essendo da sempre portato per le materie umanistiche (anche se con un professore di Scienze che non avesse fatto per buona parte Chimica forse sarei finito a Biologia) saliva in me anche la voglia di scrivere e di tenere uno dei famosi blog (che nel frattempo erano sempre più famosi, parlo del 2002-2003 circa). Il problema però era (è?) che mi mancavano sia gli argomenti sia la capacità di scrivere in maniera piacevole da leggere, e capirete che non sono due cose da niente, perciò il progetto naufragò…una mezza dozzina di volte. Eppure sembrava così facile per gli altri blogger! loro si mettevano alla tastiera e raccontavano le loro vite, apparentemente così interessanti ma a guardar bene molto ordinarie, e io che avevo una vita scoppiettante (a paragone di alcuni di loro, perlomeno), non riuscivo ad aprirmi o a scrivere qualcosa. Più tardi trovai uno sfogo per la voglia di scrivere (un gioco di ruolo testuale on line che mi tenne occupato quasi 3 anni, più un paio di forum connessi, ma è un’altra storia), ma questa cosa del blog che non riuscivo a scrivere mi rimase dentro, come quelle vesciche che si formano in bocca: a un certo punto ti dimentichi di averle, ma prima o poi la lingua ci passa sopra ricordandoti il fastidio che provocano.

Intermezzo

C’è da dire che ho cominciato a seguire seriamente alcuni blog solo da qualche mese, ovvero da quando ho cominciato a seguire quello di un mio ormai ex coinquilino, riscoprendo sia il piacere un po’ morboso di entrare per un poco nella vita degli altri in loro assenza sia quello di crearsi il proprio bar raccogliendo qua e là qualche fonte di dati e opinioni. E poi in tutto questo tempo (i 3 anni di prima) sono cresciuto, ho cominciato a diventare più consapevole del mondo in cui vivo e per il quale posso lottare, ho cominciato e ormai quasi finito l’università. Era forse così banale il problema? mi bastava accumulare qualche nozione e affinare un poco il senso critico? non lo so, ma ha funzionato.

Divagazione n.2

La colpa è di Berlusconi. Voglio dire, da quello che ho capito c’è una generazione che più o meno lo odia, gli attuali trentenni, una che più o meno lo ama, i ragazzini d’oggi, e io sto nel mezzo. Non nel senso che non lo odi, anche se forse lo faccio un po’ più freddamente, ma nel senso che il rapporto che la mia generazione ha con Berlusconi mi è sempre sembrato più complicato. Credo non ci pensi mai nessuno, ma la mia è la prima generazione che ha avuto sempre davanti Berlusconi e che in qualche maniera è cresciuta con lui, ma allo stesso tempo l’ultima che ha ha un vivo ricordo di Mani Pulite e delle monetine a Craxi, della Democrazia Cristiana universalmente riconosciuta come ladra e mafiosa (oggi tira aria di riabilitazione) e con un po’ di sforzo anche della caduta del Muro. In qualche maniera noi abbiamo sempre saputo che Berlusconi è un’anomalia, ma spesso ci sembra un’anomalia tutto sommato inevitabile, è un rapporto strano, che per molti non si risolverà mai in un giudizio vero e proprio.

Cresciuto in un ambiente un po’ ovattato, la mia presa di coscienza politica è avvenuta a scoppio ritardato e alla fine gira che ti rigira sempre perchè Berlusconi stava davvero esagerando, forse un po’ lo dovete ringraziare se vi piace questo blog (ma non fatelo con troppa convinzione). Col tempo ho studiato anche un po’ di teoria politica, e sono arrivato al punto da comprarmi storie del pensiero politico come quella di Chevalier per il solo fatto di averla trovata a metà prezzo (e non costa poco nemmeno scontata), oltre a volumi e volumi di storia e di attualità. Forse sto pure cominciando a entrare nell’età dell’attivismo, vedremo, sarebbe quasi ora. Insomma, da un’entrata nel “mondo degli argomenti da grandi” impulsiva, dettata dal midollo spinale, ora riesco pure a sostenere conversazioni interessanti, credo.

Cosa dovrebbe uscire da tutto ciò?

Confesso che mi sono un po’ perso, dov’ero rimasto? ah si, cosa vuole questo blog dal mondo (o più semplicemente da me). Beh, alla fine mi sono reso conto che non erano le nozioni e la capacità di scrivere a mancarmi, o mancavano ma non era importante perchè quello che mancava era la voglia di mettere la propria vita in rete. Me ne sono reso conto, perlappunto, quando mi sono fermato la prima volta che volevo parlare del blog (e quindi di me), ed è per questo che alla fine mi sono sforzato di fare oggi quello che non sono mai riuscito a fare, forse in una maniera che non avevo mai provato. Fateci caso, questo post parla di me ma non sembra davvero importante, e questo perchè ha anche altro da dire, dietro quella patina personale che sembra avvolgerlo. Per questo credo supererò il “complesso” che finora mi aveva fatto scrivere come se fossi un giornalista stipendiato da qualche testata un po’ faceta, e comincerò a metterci anche un po’ di me in questo blog. Anche per umanizzare una pagina che ha il difetto di sembrare, a volte, un po’ “artefatta”, freddina e forse un po’ legnosa.

Dove voglio arrivare? da nessuna parte in particolare, ma credo che aumentare gli accessi sia sempre piacevole, soprattutto per chi scrive pezzi destinati, idealmente, a essere letti da altre persone. Per questo, forse, ultimamente mi sta prendendo la sindrome da blogger novellino. Ma passerà, passano sempre queste manie, l’importante è che io non perda la voglia di scrivere, perché quello serve soprattutto a me per mettere in ordine i pensieri e costringermi a riflettere su quello che accade, racimolando pazientemente i dati necessari a inventarsi una spiegazione soddisfacente. Ed è una cosa che viene meglio se si ha anche un pubblico, reale o immaginario, da soddisfare.

post scriptum

Siete arrivati fino in fondo? secondo il contatore sono 8524 caratteri, complimenti! io, per esempio, non ho voglia di ricontrollare quello che ho scritto.

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Una promessa è una promessa!

Oggi avevo promesso al piccolo Nico che sarei tornato presto e saremmo andati un po’ in bici io e lui. Detto fatto! alle 17.30 ci siam messi in bici e abbiam fatto un bel giretto, con visita da Flover a Sirmione (cercavamo il diserbante … abbiam trovato solo i profuma abiti alla vaniglia … va […]

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Povera Italia, povera Brescia

Ho letto una sconcertante lettera di Claudio Bragaglio su QuiBrescia.it. Poco entusiasmante anche quella di Paolo Mori
Spero che Claudio e Paolo abbiano esagerato altrimenti i cittadini di Brescia si pentiranno del voto che hanno dato alla Destra.
Intanto i cittadini Bresciani si pipperanno i rifiuti campani alla faccia di quanto giurato e spergiurato in campagna elettorale […]

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