L’asilo nido a San Felice del Benaco!!

L’apertura dell’asilo nido a San Felice del Benaco è stata per me motivo di grande soddisfazione, perché personalmente mi sono impegnata molto per convincere l’amministrazione affinché anche nel nostro comune venisse attivato un servizio di questo tipo per le famiglie.
Dopo essermi data da fare nel 2000 per raccogliere le firme di una ventina di genitori di bambini nati nel 1999 per chiedere alla scuola materna la possibilità di istituire la sezione di pre-asilo (per i bambini di due anni, come esisteva in passato), e non avendo avuto dalla scuola alcuna risposta, mi rivolsi al sindaco, affinché si facesse carico di questa esigenza delle famiglie. Al sindaco Florioli iniziò a piacere l’idea di aprire un piccolo asilo nido, e cominciò a prospettare la possibilità di destinare parte della ex scuola elementare di Portese a tale uso, quando lo stabile fosse stato lasciato libero dalla società Garda Uno.
E così, su sua sollecitazione, preparai una bozza di progetto di sistemazione dell’immobile in via Chiusure a Portese, insieme a Chiara, un’amica psicologa, interessata a portare avanti in prima persona la realizzazione e la gestione di un centro educativo per l’infanzia, che fosse al tempo stesso asilo nido e centro di supporto alle famiglie nella fase che precede e segue la nascita.


Preparai una proposta di sistemazione degli spazi che prevedeva lo spostamento dell’ambulatorio in un’altra stanza e l’individuazione di spazi ove potesse trovare collocazione anche la biblioteca. Consegnammo la bozza del progetto al sindaco, insieme ad un bellissimo progetto educativo e formativo che era stato predisposto da Chiara, anche sulla scorta di quanto lei aveva potuto maturare in Emilia Romagna, in una sua esperienza formativa per operatori di scuole per l’infanzia. All’epoca avemmo anche un incontro con la signora Venturelli, consigliere con delega ai servizi sociali, e l’assistente sociale, per illustrare loro la proposta.
Poi non seppi più nulla, se non che, ad un certo punto, era uscito il bando pubblico per l’individuazione di un soggetto privato che si facesse carico di attrezzare l’asilo nido e gestirlo, sulla base di una convenzione con l’amministrazione comunale di San Felice. Chiara prese contatti con una cooperativa molto seria, specializzata nella gestione di scuole dell’infanzia, che partecipò al bando. Si aggiudicarono l’appalto dei privati, che però non furono poi in grado di gestire il progetto e la realizzazione delle opere necessarie per allestire l’asilo nido. Allora subentrò la cooperativa che era stata contattata da Chiara, che ha realizzato il servizio e lo gestisce.
Quando l’asilo nido è stato inaugurato, nell’autunno 2004, ho saputo che, dopo i nostri contatti con la consigliere Venturelli, il tema dell’asilo nido era passato nelle mani di Elena Lombardi, con la quale non ci fu alcun incontro. Forse nessuno le aveva detto che alcuni cittadini si erano dati da fare per sostenere la cosa o forse lei aveva ritenuto non importante far partecipi della cosa i cittadini di San Felice.
Ricordo ancora che all’epoca qualcuno mi disse: “Scordati l’asilo nido. Ne abbiamo fatte noi di battaglie per l’asilo nido negli anni ’70 senza ottenere nulla!”.
Lo ritenni uno strano modo di incoraggiare chi si stava dando da fare perché si facesse qualcosa di utile per la nostra comunità…
Comunque potete immaginare la mia soddisfazione quando l’asilo nido è stato inaugurato, anche se non mi sarebbe dispiaciuto che qualcuno si ricordasse del fatto che non solo era stato fortemente voluto dall’amministrazione, ma era anche una risposta dell’amministrazione alle sollecitazioni che venivano da una parte della cittadinanza. Sollecitazioni che avevano peraltro giocato un ruolo determinante nel far cambiare programmi all’amministrazione, poichè ricordo bene che nel 1999, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative di allora, io andai all’incontro della lista di Ambrogio Florioli in castello a Portese e quando chiesi se ci fosse in programma la realizzazione di un asilo nido la candidata Berlendis mi disse categoricamente di no.

L’asilo nido a San Felice del Benaco!!

L’apertura dell’asilo nido a San Felice del Benaco è stata per me motivo di grande soddisfazione, perché personalmente mi sono impegnata molto per convincere l’amministrazione affinché anche nel nostro comune venisse attivato un servizio di questo tipo per le famiglie.
Dopo essermi data da fare nel 2000 per raccogliere le firme di una ventina di genitori di bambini nati nel 1999 per chiedere alla scuola materna la possibilità di istituire la sezione di pre-asilo (per i bambini di due anni, come esisteva in passato), e non avendo avuto dalla scuola alcuna risposta, mi rivolsi al sindaco, affinché si facesse carico di questa esigenza delle famiglie. Al sindaco Florioli iniziò a piacere l’idea di aprire un piccolo asilo nido, e cominciò a prospettare la possibilità di destinare parte della ex scuola elementare di Portese a tale uso, quando lo stabile fosse stato lasciato libero dalla società Garda Uno.
E così, su sua sollecitazione, preparai una bozza di progetto di sistemazione dell’immobile in via Chiusure a Portese, insieme a Chiara, un’amica psicologa, interessata a portare avanti in prima persona la realizzazione e la gestione di un centro educativo per l’infanzia, che fosse al tempo stesso asilo nido e centro di supporto alle famiglie nella fase che precede e segue la nascita.


Preparai una proposta di sistemazione degli spazi che prevedeva lo spostamento dell’ambulatorio in un’altra stanza e l’individuazione di spazi ove potesse trovare collocazione anche la biblioteca. Consegnammo la bozza del progetto al sindaco, insieme ad un bellissimo progetto educativo e formativo che era stato predisposto da Chiara, anche sulla scorta di quanto lei aveva potuto maturare in Emilia Romagna, in una sua esperienza formativa per operatori di scuole per l’infanzia. All’epoca avemmo anche un incontro con la signora Venturelli, consigliere con delega ai servizi sociali, e l’assistente sociale, per illustrare loro la proposta.
Poi non seppi più nulla, se non che, ad un certo punto, era uscito il bando pubblico per l’individuazione di un soggetto privato che si facesse carico di attrezzare l’asilo nido e gestirlo, sulla base di una convenzione con l’amministrazione comunale di San Felice. Chiara prese contatti con una cooperativa molto seria, specializzata nella gestione di scuole dell’infanzia, che partecipò al bando. Si aggiudicarono l’appalto dei privati, che però non furono poi in grado di gestire il progetto e la realizzazione delle opere necessarie per allestire l’asilo nido. Allora subentrò la cooperativa che era stata contattata da Chiara, che ha realizzato il servizio e lo gestisce.
Quando l’asilo nido è stato inaugurato, nell’autunno 2004, ho saputo che, dopo i nostri contatti con la consigliere Venturelli, il tema dell’asilo nido era passato nelle mani di Elena Lombardi, con la quale non ci fu alcun incontro. Forse nessuno le aveva detto che alcuni cittadini si erano dati da fare per sostenere la cosa o forse lei aveva ritenuto non importante far partecipi della cosa i cittadini di San Felice.
Ricordo ancora che all’epoca qualcuno mi disse: “Scordati l’asilo nido. Ne abbiamo fatte noi di battaglie per l’asilo nido negli anni ’70 senza ottenere nulla!”.
Lo ritenni uno strano modo di incoraggiare chi si stava dando da fare perché si facesse qualcosa di utile per la nostra comunità…
Comunque potete immaginare la mia soddisfazione quando l’asilo nido è stato inaugurato, anche se non mi sarebbe dispiaciuto che qualcuno si ricordasse del fatto che non solo era stato fortemente voluto dall’amministrazione, ma era anche una risposta dell’amministrazione alle sollecitazioni che venivano da una parte della cittadinanza. Sollecitazioni che avevano peraltro giocato un ruolo determinante nel far cambiare programmi all’amministrazione, poichè ricordo bene che nel 1999, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative di allora, io andai all’incontro della lista di Ambrogio Florioli in castello a Portese e quando chiesi se ci fosse in programma la realizzazione di un asilo nido la candidata Berlendis mi disse categoricamente di no.

Perchè una lettera aperta?

In Italia ci siamo forse assuefatti ad una condizione di sudditanza nei confronti di chi (mi riferisco a certi organi di informazione in primis), invece di raccontare le cose come realmente stanno, ci propone la sua visione dei fatti.
Ma non tutti fortunatamente sottostanno a questa condizione.
C’è ancora qualcuno che crede che non sia ammissibile far scomparire i fatti e sostituirli con le opinioni.

Ecco perché ho deciso di chiedervi un po’ del vostro tempo e della vostra attenzione per partire dai fatti.
Per raccontare alcuni fatti, che si sono verificati a San Felice del Benaco negli ultimi mesi (e anche prima), dei quali ritengo sia giusto mettere a conoscenza tutti, perché ciascuno possa poi riflettere e farsi una propria opinione.
Fatti che taluni hanno fatto sparire per non disturbare la gente. Sparire e basta. Meglio non parlarne.
Fatti che altri hanno fatto sparire per sostituirli con le loro opinioni, dicendo che è troppo complicato spiegare come stanno le cose e chiedendo a voi di informarvi, se ne avete voglia.

E allora io vi racconto cosa è successo.

Dal giugno 2004 al dicembre 2006 io sono stata vicesindaco e assessore nell’ambito della materia urbanistica del nostro comune, fino a quando il 20 dicembre 2006 mi sono dimessa dall’incarico, rimanendo però consigliere comunale.
Sono altresì uscita dal gruppo di maggioranza, per cui io oggi sono in consiglio comunale come consigliere di minoranza.
La mia decisione è maturata a seguito di avvenimenti che si sono susseguiti dal giugno 2004 in poi e di cui sicuramente la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il modo in cui il sindaco e il resto della maggioranza hanno affrontato un attacco rivolto nei miei confronti da parte di alcuni consiglieri di minoranza.