Pacco bomba a Pasini: «Gravi ferite se fosse esploso»

Se l’ordigno artigianale si fosse innescato Giuseppe Pasini avrebbe riportato gravi ferite. Lo dimostra quanto avvenuto durante le operazioni di brillamento, compiute a Milano, del materiale inviato in una busta anonima al presidente di Confindustria Brescia. Quando è stato innescato dagli artificieri, l’ordigno ha prodotto una fiammata ritenuta «importante e pericolosa». Nella busta, di colore rosso e grande poco più di un foglio di carta A4 inviata ieri a Lonato nella sede della Feralpi Group, che fa capo proprio all’imprenditore, c’erano un detonatore e della polvere da sparo. Non biglie d’acciaio e neppure chiodi.

Era indirizzata a Pasini in persona ed è stato lo stesso industriale ad aprire la lettera, ma il materiale che comprendeva anche fili elettrici, non è esploso. Probabilmente perché non era collegato adeguatamente, secondo chi indaga. Gli inquirenti – l’inchiesta è affidata alla Procura di Brescia – starebbero seguendo la pista che porta al mondo anarchico, ma al momento il gesto intimidatorio non è stato ancora rivendicato. Sul pacco bomba c’erano alcuni francobolli ma non sarebbe ben visibile il timbro dell’ufficio postale dal quale è stato inviato.

Davanti ai suoi collaboratori Pasini, messo subito sotto scorta dalla Prefettura di Brescia, fa capire di essere sereno e anche oggi era in azienda. Per l’intera giornata ha incassato attestati di solidarietà, dai colleghi industriali, dal mondo della politica e anche dai sindacati con i quali si è sempre confrontato scegliendo la strada del dialogo e della mediazione. 

Tra gli altri, anche il leader di Confindustria Lombardia, bresciano e suo predecessore alla guida degli industriali della Leonessa, Marco Bonometti, a sua volta sotto scorta da inizio estate dopo aver ricevuto una busta con un proiettile rivendicata dai Nuclei proletari lombardi. «Il clima di odio e di disprezzo che si è creato verso l’impresa e gli industriali non aiuta certamente a risolvere i problemi in cui versano economia e società in questo difficile momento. L’intimidazione non può fermare il nostro impegno di rappresentanza nel difendere la libertà di fare impresa e la democrazia in un Paese liberale come l’Italia», ha scritto in una nota Bonometti.

In serata anche il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, tramite il prefetto di Brescia Attilio Visconti, ha voluto esprimere vicinanza e solidarietà a Giuseppe Pasini, che nel frattempo non ha mancato di recarsi allo stadio comunale di Salò per assistere alla sfida di Coppa Italia tra la FeralpiSalò e il Pineto. Lo ha fatto in presenza della scorta, ma non ha mancato di esultare al gol che ha decretato la vittoria della squadra di cui è presidente.

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