Otto metri sotto

Ovvero: di cose che forse non vi interesseranno ma che io non voglio dimenticare.
Ovvero: di traguardi, di , di mete raggiunte.
Ovvero: di cose che non avrei mai pensato di riuscire a fare e invece
.

Qui, al largo di Capoliveri, nella parte sud dell’Isola d’Elba, ho compiuto una delle imprese atletiche più impensabili della mia vita: sono scesa a 8 metri in apnea. E’ pazzesco, se ci penso adesso. Io, che fino a qualche mese fa non riuscivo nemmeno ad immergermi nei 3 metri della piscina, che quando andai alla presentazione del corso pensai tra me e me che non ci sarei mai riuscita, che 8 metri erano davvero tantissimi, e lo stress psicologico è davvero alto in quei brevi attimi.
Non chiedetemi quanto tempo ci ho messo: non lo so. Nessun istruttore ci ha mai messo l’ansia di prenderci i tempi. Ci hanno semplicemente insegnato le tecniche per scendere in totale sicurezza, in totale serenità, a stare bene sott’acqua, a godersi il blu, il silenzio, la pace, ed il benessere che uno sport come l’immersione in può dare.

E’ stato bello. E’ stato davvero emozionante.
E l’acqua fredda del mare di maggio me l’ha fatto apprezzare ancora di più.

Un grazie dal profondo del mio cuore a Franco, Carlo e Claudio, gli istruttori che erano lì con noi allievi, ma grazie anche a Francesca, Stefano, e tutti quanti mi hanno fatta crescere fino ad arrivare qui.

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