Ottanta sub per pulire a fondo il lago di Garda

Perché tanta inciviltà? Vien da chiederselo ogni volta che sul lago si organizza una giornata di pulizia dei fondali. Immancabilmente dall’acqua viene ripescato di tutto: bottiglie, lattine, copertoni e rifiuti di ogni tipo, di cui qualcuno si è sbarazzato gettandoli a lago, compromettendo un bene preziosissimo, l’ambiente naturale, e nel caso specifico l’acqua del Garda, patrimonio collettivo che rappresenta quasi il 40% della riserva d’acqua dolce italiana.

Un contributo importante alla sua tutela ieri è stato fornito dal coordinamento lombardo di Sea Shepherd Italia, la più agguerrita organizzazione per la tutela degli oceani, dal 1977 impegnata sui mari di tutto il mondo per impedire la distruzione di habitat e il massacro di specie marine, da qualche anno attiva anche sulle acque interne lombarde.

Più di 80 i sub coinvolti. Una risposta superiore alle aspettative, tanto da indurre gli organizzatori a chiudere le adesioni già nella giornata di giovedì e a programmare, per la sicurezza di tutti, due gruppi di immersione scaglionati. Il primo è sceso in acqua alle 10, il secondo alle 11.30. Ai sommozzatori si sono affiancati i volontari a terra, sostenuti dagli operatori di Garda Uno, che hanno preso in carico e differenziato il materiale recuperato dai sub così da ricollocarlo nella filiera del riciclo, e dai tecnici del Comune di Salò, che ha patrocinato l’evento e fornito supporto logistico.

È stata una bella mattinata di impegno collettivo, che ha visto la partecipazione di tante associazioni di sub come North Central Divers, Merano Club Sommozzatori e Scubalitrox, affiancati da altre realtà del territorio come il progetto di welfare comunitario Legami Leali, Garda Zero Waste Girls, Benaco Guardians e Dirbergamo. Una risposta corale all’inciviltà dilagante di chi ancora scambia il lago per una discarica.

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