Milano – A proposito di MARIA LAI

Arte delle fiabe, maestra di vita

Al d là dell’ambizione di emergere, al di là delle logiche mercantili…così si è sempre mossa Maria Lai, durante la sua vita e la sua attività lavorativa. Vediamola da vicino, ora che a Milano la M77 Gallery di Giuseppe Lezzi ed Emanuela Baccaro le rendono omaggio con una mostra che mira a confermarle il posto che merita nella storia dell’arte italiana del secondo Novecento, anche se, non solo il grande pubblico ma anche gli specialisti del settore, poco ne sanno. L’esposizione è stata accompagnata dal volume “Maria Lai. Arte e relazione” di Elena Pontiggia, studiosa del suo lavoro, (pubblicata da Ilisso Editore di Nuoro), che con la nipote dell’artista nonché Presidente dell’Archivio Maria Lai, Maria Luisa Pisu, che ha illustrato con particolari vissuti l’amore della zia per le favole portatrici di messaggi, non ultimo quello che “nella vita noi non possiamo mai abbandonare né il sogno né il mistero”. Vediamo in sintesi la sua biografia.   Maria Lai nasce ad Ulassar in Sardegna nel 1919 e muore a Cardedu nel 2013. Artista a tutto campo, fu poetessa, disegnatrice, scultrice, pittrice, ed oggi uno dei grandi nomi nel panorama artistico internazionale. I suoi lavori sono presenti in importanti musei e collezioni private. Con “Legarsi alla montagna” nel 1981, coinvolgendo l’intero paese natale, realizza la prima opera relazionale in Italia trasformando il pubblico, anziché spettatore, autore dell’atto artistico. Nel 2017 è stata celebrata sia alla 57° Biennale di Venezia, sia a “Documenta” nelle due sale di Atene a Kassel (Germania) e nel 2018 è stata protagonista della monografica “Il filo e l’infinito” in Palazzo Pitti a Firenze. La vetrina di pezzi ora esposti a Milano vanno dalla metà degli anni Cinquanta fino agli anni Duemila e ci parlano di leggende dimenticate della sua terra, trasformandole in opere magiche meditate nella solitudine e portate a valenza universale, perché tutto il mondo è paese….                                                                                                                                                                                                   Alcuni cenni sulla sede espositiva. M77 Gallery apre a Milano nel 2014, in un’area post industriale per volontà di Giuseppe Lezzi ed Emanuela Baccaro, da tempo fortemente impegnati sulla scena artistica italiana ed internazionale. Negli ultimi vent’anni, la costante e assidua collaborazione di Giuseppe Lezzi con fondazioni e musei ha portato alla realizzazione di importanti presso prestigiose istituzioni quali, tra altri, Palazzo Reale, PAC-Padiglione di Arte Contemporanea e Museo della Triennale a Milano, Museo MACRO di Roma, M77 Gallery ha come missione quella di offrire ai suoi collezionisti un luogo e punto di incontro dove poter esplorare le nuove tendenze del settore artistico contemporaneo, offrendo un programma vasto, che includa diverse tipologie di espressione. La galleria organizza eventi di natura artistica e culturale, presentazioni di libri d’artista, performance teatrali. Gli artisti attualmente rappresentati da M77 sono Emilio Isgrò, Odili Donald Odita, McDermott & McGough, Luca Pignatelli, Santi Moix, John Lurie, Giovanni Frangi, Chiara Dynys, Robert Fekete, Bernardo Siciliano. La ricerca sempre più attiva rivolta verso un collezionismo cosmopolita, ha portato M77 Gallery ad avviare inoltre una serie di importanti collaborazioni con gallerie selezionate di prestigio internazionale.

M77 Gallery – Via Mecenate 77, Milano (rif. Tram 27); fino al 13 Ottobre 2018; Orari: da martedì a sabato 11-19; ingresso libero;           Tel. 02 87225502; www.m77gallery.com

Fabio Giuliani

Maria Lai 1    Maria Lai 2    Maria Lai 3

Link all'articolo originale: http://www.giornaledelgarda.info/milano-a-proposito-di-maria-lai/

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