Maltempo, lo scolmatore del Garda salva Verona

«Verona è stata salvata dal lago di Garda». Mariastella Gelmini, presidente della Comunità del Garda, commenta con soddisfazione l’apertura notturna dello scolmatore artificiale a Nago di Torbole, nella notte tra lunedì e martedì, che ha riversato nel lago 20 milioni di metri cubi di acqua del fiume Adige, risparmiando al territorio veronese i disastri della piena.

«Di fronte al pericolo di allagare Verona – ha detto Gelmini – il Garda si è sacrificato accogliendo le acque dell’Adige. Una misura eccezionale: l’ultima volta era accaduto 18 anni fa. Confidiamo che non comprometterà la qualità delle acque del lago».

Dal punto di vista qualitativo, infatti, l’acqua dell’Adige non è propriamente un toccasana per il lago. È più fredda (ma anche decisamente più inquinata) di quella del Garda. Immettere improvvisamente milioni di metri cubi di fanghiglia e detriti a una diversa temperatura non fa certo bene all’ecosistema gardesano e mette seriamente a rischio la fauna ittica, che conta già diverse specie in sofferenza.

Ma, come detto, la priorità era la sicurezza delle persone.

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