Lonato: sinergia per la Fondazione «Ugo da Como»

È una delle eccellenze più rappresentative dal punto di vista turistico e culturale della nostra provincia. Un complesso monumentale di straordinaria bellezza, dominato dalla grandiosa Rocca visconteo-veneta; un patrimonio da difendere senza esitazioni. Ridare fiato alla Fondazione «Ugo da Como», istituzione cui spetta la gestione della fortezza, ma anche dei «giardini segreti» dell’antica Casa del Podestà veneto, sede della casa museo del Senatore bresciano con quella che è considerata una delle biblioteche private più importanti d’Italia (oltre 52mila titoli a partire da manoscritti, codici medievali, preziosi volumi), Provincia di Brescia e Comune di Lonato hanno firmato un protocollo che porterà un aiuto concreto alla ripresa delle attività della Fondazione per i prossimi dieci anni. Il contributo (20mila ogni anno dal Broletto, 30mila dal Municipio lonatese), viene erogato a riconoscimento del valore e prestigio storico e culturale della Fondazione, nonché la positiva incidenza della stessa sul contesto socioeconomico del territorio.

L’accordo. «La Provincia – hanno specificato il presidente Samuele Alghisi e il vice, Guido Galperti – si impegna a sostenere i progetti della Fondazione che riprende il suo cammino di sviluppo dopo il lockdown che ne ha minato in parte le risorse». Durante l’incontro a palazzo Broletto, il sindaco di Lonato, Roberto Tardani, ha sottolineato come «il complesso monumentale, che caratterizza e disegna il profilo del nostro centro storico, sia senza alcun dubbio il più importante e significativo polo culturale e di attrazione turistica con rilievo non solo locale nel contesto turistico del territorio di tutto il lago e della provincia di Brescia».

«La Fondazione, istituita nel 1942 a seguito delle volontà testamentarie del Senatore Ugo Da Como – ha spiegato il suo presidente Antonio Porteri – è un ente di diritto privato che persegue finalità di pubblico interesse. L’attività si rivolge infatti alle scuole, ai visitatori italiani e stranieri (80mila lo scorso anno), ai ricercatori e a coloro che sono interessati a entrare in contatto con un inestimabile patrimonio culturale». Porteri ha sottolineato poi come l’emergenza Covid abbia pesantemente condizionato l’attività della Fondazione che comunque non ha rinunciato a progettare il miglioramento dei propri servizi attraverso interventi nella Rocca, nel parco che la circonda e nella Casa del Capitano. «Il supporto che ci viene dal Broletto e dal Comune – ha concluso il presidente – è segno di vicinanza e stimolo per una collaborazione sempre più efficace, che intendiamo svolgere a beneficio dell’intera comunità».

 

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