liberalizzazione dei domini web

La notizia è di oggi: dal 2009 sarà possibile registrare qualsiasi nome a dominio ci venga in mente. Ai  ‘vecchi’ domini .com .it .net. ru ,biz .name si aggiungeranno domini come .italia .commercio .carrelli .sesso .amore .quello-che-ti-pare
Chiunque abbia la capacità di gestire un registro potrà farne richiesta e l’appovazione sarà automatica a meno di obiezioni.

Pensate alla comodità per aziende note come , Samsung o Nokia. basterà digitare htt://stampanti.samsung http://symbian.nokia o http://maps. ma anche solo e semplicemente http://samsung Comodo no?

Talmente comodo (e allettante) che, nonostante l’esorbitante prezzo richiesto dall’ICANN che parte da circa 100.000 dollari, assisteremo alla rincorsa per l’accaparramento dei domini come .xxx o .porn (tanto reclamati dal settore) o del semplice . (vi immaginate una directory web raggiungibile come index. ?!?).

Da non sottovalutare neanche le dispute sull’assegnazione del nome a dominio e il fenomeno del cybersquatting che tornerà più forte che mai.
L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) deve ancora risolvere risolvere questi aspetti e per farlo si è presa tempo fino al 2009.

Dovranno cambiare anche le strategie di marketing (e di webmarketing in particolare) che dovranno valutare e gestire anche queste nuove variabili. Come bisognerebbe comportarsi se google (re)inserisse il nome del dominio negli algoritmi di posizionamento? E se un competitor registrasse un dominio di primo livello per noi dannoso? o se aderisse prima di noi a un registrant con un dominio molto specifico per noi?

Ci sarà da divertirsi…. voi che ne dite?

Link all'articolo originale: http://www.spedale.com/e-marketing/257-liberalizzazione-dei-domini-web/

Post navigation