Le strade riflesse nel blu del Garda per svuotare la mente

Hai qualche ora per te. Non hai voglia di acculturarti né di camminare né di visitare e nemmeno di fare shopping, ma desideri solo svuotare la mente dai pensieri pesanti. Allora percorri il Benaco dalla nostra parte, quella bresciana.

Da Limone a Sirmione o viceversa, a seconda di dove sei e da dove vuoi cominciare. Questo lago offre la possibilità di essere guardato da prospettive diversissime senza dover poi fare così tanti chilometri. È una delle sue grandi virtù, oltre la bellezza. La Gardesana, sinuosa nelle parti ostiche e per il resto dotata di miriadi di rotonde che obbligano a curvare in ogni momento, è un viaggio da molti punti di vista. Offre spunti non banali ogni volta che si deve girare il volante.

Costeggi il lago e ti scorre davanti la vita. Non solo la tua. Passi dalle limonaie lasciate a se stesse a quelle trasformate in resort, agli alberghi favolosi con tutta la loro storia (e le ville pure), a chiese incantevoli a complessi che il motivi per cui qualcuno abbia concesso il permesso di costruirli. Pure le lunghe file estive, che ti costringono a stare fermo o ad avanzare a mo’ di lumaca, acquistano un senso, se affronti l’impresa come un viaggio della mente.

Poi ci sono le vie traverse, che trovi ogni tanto. Portano sopra Gargnano, in Valvestino, a Tremosine, in Valle Sabbia, Valtenesi, alle colline moreniche. Pertanto non è necessario che percorri la rotta principale: puoi deviare quando vuoi e mai resterai deluso. Continuerai a trovare svolte, che a volte si trasformano in tornanti. Intanto vedrai case, chiese, piante di agrumi, di vite, d’ulivo. Insomma, si tratta di una sorta di flusso che procedendo diventa parte di te. Con le gallerie del tratto impervio di Limone fino ad abbassarsi con grazia verso Toscolano Maderno, apertura rilassante piena di luce. Ed ecco l’incredibile vista del golfo di Salò, che ti abbraccia confortandoti.

Poi via verso la Valtenesi, dove ti trovi affiancato in ambo i lati delle corsie da pini marittimi (o dovremmo dire lacustri?). La viabilità a un certo punto, in prossimità di Desenzano, cercherà di allontanarti dalla costa. Non cadere nel tranello, mantieniti vicino alla riva, perché il tratto costiero tra Padenghe e Desenzano, da percorrere rigorosamente pianissimo, è un rasoterra (anzi rasolago) che non ha uguali. Da lì puoi osservare qualsivoglia increspatura dell’acqua, ogni variazione di verde e di azzurro in ogni stagione e clima. Durante l’intero tragitto puoi fermarti quando e quanto ti pare. Non serve aprire guide, cartine, app: vedrai che saprai guidarti da solo.

Una perdita di tempo? Dipende. Qui, dove ci siete solo tu, il lago, il tuo tempo e il tuo sguardo, c’è molto da imparare. Non è sempre detto che l’importante non è il percorso bensì la meta da raggiungere: esistono strade su cui riflettere.

 

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