Le sette cose che non sapevi di Venezia

Una gita a Venezia è un vero e proprio viaggio nel tempo, poiché offre l’occasione di dimenticare a casa stress e caos cittadino per immergersi passo dopo passo in un’atmosfera unica, traboccante di storia secolare. Molto spesso quando si pensa alla Serenissima, la mente corre agli scenografici ponti e ai palazzi affacciati sul Canal Grande così come anche al continuo viavai di gondole. Ma ci sono moltissime curiosità da scoprire, aneddoti insoliti sui quali fare sarà utile luce per avere un quadro ancora più completo della città e di quello che può offrire. In questo approfondimento ne passeremo in rassegna sette, in modo da orientare in modo ancor più consapevole la definizione dell’itinerario di viaggio.

1 Ci sono 500 giardini

Oltre ai canali e ai ponti, alle scalinate e agli scorci che all’improvviso si materializzano mentre si cammina, Venezia possiede anche un gran numero di giardini segreti. Sono tantissimi, circa 500. Alcuni si trovano celati dietro altissime mura che costeggiano le calli, rigogliosi e splendidi anche se a volte inaccessibili. Ma non è così per tutti: tra i più belli in assoluto — è pubblico e val bene una visita — c’è il che sorge in zona San Marco lungo le Fondamenta degli Ex Giardini Reali.

2 Non solo gondolieri ma anche impiraresse e squeraroli

Le parole di Venezia sono spesso inconfondibili così come certe professioni che alla Serenissima si legano a doppio filo. Oltre a quella di gondoliere, infatti, bisogna indicare anche l’antica arte delle impiraresse. Chi erano? Le donne che infilavano — ovvero ‘impiravano’ — le sfere in vetro colorato per fare bracciali e collane ma non solo. Alcune impiraresse si trovano ancora a Venezia, ma si tratta di un’attività che ormai è quasi scomparsa. Per quanto riguarda invece gli squeraroli, si trattava dei maestri d’ascia: la terminologia deriva dall’epoca in cui queste figure si occupavano della flotta di Venezia e lo squero era la parole che indicava il loro laboratorio. Anche di squeraroli e squeri ne restano pochi.

3 I cavalli di San Marco non sono veneziani

Piazza San Marco è un simbolo assoluto di Venezia e dell’Italia intera. La presenza scenografica dei Cavalli di San Marco sulla terrazza della facciata della Basilica ne rappresenta un picco. Anche se sono sempre associati a Venezia, la loro provenienza non è affatto lagunare. Arrivarono nel 1254, sottratti a Costantinopoli. Ma la loro origine sembra ancora un’altra: potrebbero infatti essere stati scolpiti in Egitto. Negli anni Ottanta gli originali furono posti all’interno per proteggerli dalle intemperie e al loro posto si trovano oggi copie esatte.

4 Se gli orologi hanno il quadrante con 24 ore

Sempre restando in Piazza San Marco sarà interessante parlare di un altro aneddoto insolito, che riguarda la Torre dell’Orologio. E’ qui che si può ammirare uno dei molti orologi provvisti di un quadrante a 24 ore. Le meridiane vennero progressivamente sostituite con orologi così progettati quando alla fine del XV secolo gli orari furono codificati con il sistema moderno. Contare però tutti i 24 rintocchi era molto complesso, dunque il sistema venne semplificato e con il tempo furono modificati anche i quadranti dei normali orologi. A Venezia quello di Piazza San Marco non è l’unico esempio: c’è quello della chiesa di San Giacomo di Rialto, l’orologio del Fondaco dei Tedeschi, l’orologio di Palazzo Ducale.

5 Come si diventa gondoliere

Il gondoliere è legato a doppio filo all’anima di Venezia, poiché permette alle eleganti imbarcazioni di scivolare in tutta agilità tra i canali spesso strettissimi. Governarle non è semplice, ecco perché l’iter per diventare gondoliere è così complesso e lungo (dura in genere anni). Prima si deve fare un corso per imparare l’arte della guida, la storia della città e una lingua straniera. Poi si deve sostenere un esame per potersi iscrivere all’albo, infine — superato un apprendistato di 12 mesi — si potrà dare l’esame di guida diventando ufficialmente gondoliere di Venezia.

6 Parcheggiare è più facile di quanto sembri

Molto spesso si pensa che visitare Venezia possa diventare un’impresa poiché lasciare l’auto viene visto come un passaggio estremamente complesso oltre che molto oneroso. Invece sarà utile precisare come grazie al servizio MyParking, diversamente da quanto avveniva in passato, sia oggi possibile parcheggiare a Venezia spendendo davvero poco. Il parcheggio a Venezia, città che vive e affacciata tra i canali non è dunque più un tabù né deve essere inteso come limite al viaggio.

7 Calli, rami, campi e salizade

Tra le parole più ricorrenti quando si passeggia per le strade e i vicoli di Venezia ci sono senza dubbio: calle, ramo, campo e salizada. La toponomastica qui è un viaggio nel viaggio. Ma perdersi è difficile a patto di conoscere il significato delle singole parole. Con ‘campo’ si intenderà per esempio una piazza, mentre con ‘calle’ una strada oppure una via. La ‘salizada’ è invece un viale, mentre il ‘ramo’ identifica i passaggi laterali di collegamento rispetto alla calle principale.

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