Le colombaie del Vittoriale tornano a popolarsi

Un giorno del 1936, nella quiete del Vittoriale, vedendo roteare sul di Garda un gruppo di colombi viaggiatori, Gabriele d’Annunzio venne colpito dalle mirabolanti virtù di quei minuscoli “messaggeri alati”, dei quali aveva ammirato la preziosa utilità già durante la Prima Guerra Mondiale, e specialmente nella battaglia del Piave.

Ancora, il 9 agosto dello stesso anno, l’Adunata Nazionale Colombofila del Gruppo Colombofilo Bresciano si riunì a Gardone Riviera sotto l’alto patronato del Comandante Gabriele d’Annunzio, mentre l’anno seguente, nel 1937, d’Annunzio fu ufficialmente iscritto alla Federazione Colombofila Italiana — sotto la “ La Leonessa” di Brescia — con la tessera n. 1670, conservata negli Archivi del Vittoriale.

A distanza di quasi un secolo — nell’anno successivo al centenario del Vittoriale -, i colombi tornano infine a ripopolare la colombaia all’interno del Parco, grazie alla volontà del Presidente Giordano Bruno Guerri: in occasione della festa Sembra che il “Parente” mi esprima, i primi esemplari nati in loco sono stati infatti avviati in volo fino alla vicina Verona, sulla sponda opposta del Lago, da cui rientreranno a casa. Contrariamente al loro primo impiego bellico l’episodio rappresenta l’avvio dei molti messaggi di pace e cultura che i colombi del Vittoriale porteranno, d’ora in avanti, al mondo.

Nello stesso pomeriggio è stato anche conferito il XIII Premio del Vittoriale a Mario Botta con la seguente motivazione: “Il genio di Mario Botta ha diffuso nel mondo il gusto per la bellezza di Gabriele d’Annunzio e l’arte di Gian Carlo Maroni, riuscendo a rendere ancora più bello persino il Vittoriale degli Italiani”.

 






 

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