Larve di vespa – sviluppi

Della rischiosità delle nostre azioni alle volte è meglio averne conoscenza quando ormai sono passate: i nidi di vespa (o martinello) che abbiamo eliminato a quanto pare non erano proprio abbandonati come pensavamo.
Un ritrovamento interessante è legato ad un involucro ancora pieno (vedi post precedente) e da un batuffolo di simil seta/ragnatela.
Ieri abbiamo dato una spintarella al processo di nascita degli insetti aprendo con un coltello questi involucri e ne sono saltate fuori due larve a stadi diversi di maturazione.

La larva di sinistra era dentro l’involucro a forma di sigaro, mentre a destra la larva, più piccola, è ancora all’interno del suo involucro bianco. Si noti la somiglianza con i bruchi delle farfalle. Della larva a sinistra, credo che la parte cefalica, se così si dice, o comunque della bocca è quella più scura in alto. In leggera trasparenza si intravedono gli organi interni.

Ho pensato che non valesse la pena allevarle, perché probabilmente non sarebbero state facilmente addestrabili, così ora navigano – morte, esplose sotto la pressione di un manico di coltello – nelle tubature di scarico.

Credo che il “sigaro” della larva maggiore sia dello stesso materiale imbrunito della larva che circonda quella più piccola, perché nell’aprirlo sull’interno presentava la stessa lanuggine.

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