L’arte del catalogo online

Ieri sera mi sono detto: “Faccio un confronto online di prezzi, promozioni e prodotti, così domani so esattamente se andare da Sportland, Sport Specialist o se aspettare di essere a Bolzano e andare da Sportler”.Online di Sportland (che è quello che c’è al Leone di Lonato) non si trova niente. Non ha neanche un sito proprio. Non ce l’aveva l’anno scorso e a quanto pare ancora non sentono la necessità di mettere online una bella pagina di immagini con i loro prodotti.Sport Specialist (che poi a voler essere precisi si dovrebbe chiamare df Sport Specialist, qualunque cosa significhi quel df che confonde e baste e rende solo più difficile la memorizzazione dell’indirizzo) ha un catalogo online sfogliabile e l’online shop, abbastanza comodo.Sportler, già lo sapevo, ha il migliore catalogo online: un bel paginone con tutti i prodotti elencabili per prezzo, per genere, per magnitudine di sconto, per tipologia ecc. Avrei solo da ridire sul sistema di “carrellaggio” per i nuovi utenti, che al primo prodotto che vogliono mettere del carrello devono subito fare tutta la trafila di indirizzo, privacy e modalità di pagamento, quando magari ancora si vuole fare un po’ di shopping.Così mi sono chiesto, ma è così difficile fare un catalogo online utile, pratico e bello? Ho guardato il sito del catalogo per eccellenza, quello dell’Ikea (se inserite in Google la voce “catalogo”, Ikea è la prima!), ma non ho ancora capito se è utile impostato così. Hanno mantenuto un catalogo sfogliabile in flash (con tutto quello che ne consegue di incompatibilità, tempi di caricamento, imprecisione del link alla pagina del prodotto ecc.), ma almeno l’anno integrato con interessanti bottoni interattivi per vedere video e immagini sui prodotti e un bottone in fondo per visualizzare i prodotti per tipologia in una specie di checklist, che però resta in flash ed è a scorrimento a danno della individualità del singolo prodotto. Mi sembra più un mettere in mostra capacità tecnica nel fare un sito pensante e complesso che altro.Credo che alla base ci sia un problema che accomuna tutti, ovvero il sottostare a due principi che però non sono adatti.Complementarietà:Il primo è che si tende a voler mettere in mostra tutto contemporaneamente, cercando di far capire al cliente la complementarietà dei propri prodotti (se prendi quello, allora ti potrebbe servire questo e quest’altro), che di per sé non è un principio cattivo, ma è implementato male.Contesto:Il secondo è il contesto. Il catalogo è in mano a chi vuole vedere che prodotti hai, come sono e quanto costano. In genere sa già di voler comprare, o almeno è già interessato, altrimenti non prende in mano il catalogo. Non fargli perdere tempo e digli chiaro e tondo cos’hai. Se vuoi, puoi sempre ficcargli un link da qualche parte alla sfilata che hai fatto o alla storia di come ti è venuto in mente di creare la scarpa che respira, ma sii cosciente del fatto che a chi sfoglia il catalogo basta che la scarpa respiri. Il resto è tempo perso.Per fare un catalogo online veramente utile e di successo, bisogna ripensare alla finalità del catalogo (non storie, ma prodotti). Ripensare a quello che vuole il consumatore e non il produttore (scegliere, non capire). Ripensare l’azione che segue l’individuazione di un prodotto interessante (comprare, non andare in negozio).Come comunicare allora al cliente la propria visione, i propri valori, le proprie qualità, il proprio brand? Con tutti i canali comunicativi online di oggi, veramente non vi viene in mente altro mezzo che il catalogo?

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