L’arco di Balbiana è stato ricostruito come se fosse un puzzle

Come un puzzle, l’arco di Balbiana è stato ricostruito: numerate una a una, le pietre che lo componevano prima che il furgone di un corriere espresso lo radesse al suolo nel novembre del 2016 sono state riposizionate e l’arco del 1400 oggi è lì da vedere. Sono serviti più di due anni, ma adesso via le impalcature, via i sostegni, finalmente è tempo di festeggiare: sabato 11 maggio alle 11 sarà inaugurato in grande stile, con l’architetto che si è occupato della ricostruzione, Paolo Toselli, a spiegare nel dettaglio il progetto a chi parteciperà. E poi, l’atteso taglio del nastro. 

Ma anche per tutta la comunità di Manerba e non meno per i turisti, che nell’arco vedevano la scenografia perfetta per uno scatto vista lago. Quel giorno di novembre rimarrà nei ricordi di molti: chissà perché l’autista del corriere imboccò proprio quella strada. Forse deviato su un percorso decisamente non congeniale dal navigatore, era al suo primo giorno di lavoro: lui stesso l’aveva raccontato a chi si era precipitato in strada sentendo il tonfo dell’arco “dei poeti”, come viene anche chiamato, crollare.

Dopo è cominciata la trafila burocratica: prima il Comune ha provveduto a trasportare, catalogare e immagazzinare le pietre in un luogo sicuro e protetto. Poi è stato redatto un progetto per la ricostruzione, sottoposto come si conviene in questi casi al parere della Soprintendenza. Una volta ottenuto, via ai lavori: al Comune non sono costati nulla perché il risarcimento giunto dall’assicurazione del corriere (circa cinquantamila euro) ha coperto tutte le spese. Sono stati svolti con meticolosa precisione: ogni pietra è tornata esattamente al proprio posto. L’arco dei poeti è identico a un tempo.A. S.

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