La legittimazione del clienteslismo

Quello che stupisce dalla lettura del resoconto del Consiglio Comunale di Desenzano è che il leghista Polloni nella sua interrogazione in cui chiede al Sindaco come sia possibile avere un dirigente che fa l’assessore in un altro comune ma in una giunta di colore politico diverso, non si rende conto della gravità di ciò che il suo ragionamento implica.

Dice, in sostanza, che non conta se un dipendente è bravo, fa bene il suo mestiere, conta la sua appartenenza (come potrebbe contare il colore della pelle, la religione, o la città di nascita) e diventa la legittimazione del clientelismo. Ora, essendo lui un dipendente di un ente pubblico (l’Ospedale di Desenzano) viene da chiedersi se non troverebbe offensivo se qualcuno gli dicesse che è in quella posizione perchè appartiene ad uno specifico partito e non per le sue capacità.

Certo, sembra una piccolezza in confronto all’enormità del servilismo degli amministratori locali rispetto alle pressioni da parte, si dice, del Cavaliere che impone alla giunta desenzanese di modificare le sue decisioni per permettere l’insediamento alla Esselunga e se questo significa usare terreno destinato a verde pubblico per fare un parcheggio per il night che bisogna sistemare da un’altra parte, che c’è di strano?

E se i progettisti sono consiglieri, assessori, che c’è di male? Lo si sapeva anche prima di eleggerli, se i cittadini li hanno scelti loro hanno il diritto di fare quello che gli pare. Ce lo dimentichiamo spesso, accidenti, che lo hanno scritto esplicitamente nel loro programma, ed è nel loro stesso manifesto politico: Casa della Libertà in cui ciascuno deve essere libero di fare i propri interessi.

Link all'articolo originale: http://blog.gigitaly.it/2009/10/la-legittimazione-del-clienteslismo.html

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