Incidente nautico, «Teismann si oppose e disse “Non è dittatura”»

Seconda udienza del processo a Patrick Kassen e Christian Teismann, i due tedeschi – imputati per omicidio colposo, naufragio e omissione di soccorso – coinvolti nell’incidente nautico in cui lo scorso 19 giugno morirono Greta Nedrotti, 25 anni e Umberto Garzarella, 37 anni.

Nel corso del dibattimento di questa mattina ha testimoniato Fabrizio Cosimo, comandante del nucleo operativo dei carabinieri di , ricostruendo la mattinata successiva all’incidente nautico del 19 giugno scorso.

EMBED [La seconda udienza]«Quando siamo entrati nella stanza dove dormivano i due tedeschi abbiano sentito un forte odore di alcol». I legali dei due imputati fanno notare che la circostanza dell’ odore di alcol non era mai stata messa a verbale dai carabinieri. «Mi è venuta in mente solo ora» ha detto il capitano. «Dei due coinvolti uno, Kassen, si è dimostrato subito collaborativo mentre l’altro, Teismann, è apparso subito insofferente al controllo e si è rimesso a letto dicendo: “Non siamo in un totalitario, voglio parlare con mia moglie e con le autorità tedesche”» ha spiegato il carabiniere che ha testimoniato in aula. «Kassen ha accettato di sottoporsi all’alcol test e al prelievo del Dna, mentre Teismann si è assolutamente rifiutato di sottoporsi a qualsiasi test».

Cosa è successo nella prima udienza

EMBED [Le amiche di Greta Nedrotti portano in tribunale 25 rose bianche]

EMBED [La prima udienza]La prima udienza del processo ai due tedeschi, che non hanno scelto riti alternativi, è durata poco più di un’ora e il processo è stato aggiornato a oggi, 16 dicembre. Nel frattempo, dopo aver risarcito la famiglia di Umberto Garzarella con circa un milione e trecentomila euro, l’assicurazione della barca dei due stranieri ha firmato un risarcimento anche per i parenti di Greta, per un importo attorno ai due milioni e mezzo di euro.

Entrambe le famiglie parteciperanno alle udienze come parti offese, ma non come parti civili. I Garzarella non si erano costituiti, mentre i Nedrotti hanno ritirato lo scorso 10 novembre la costituzione. «Nessun risarcimento ci ridarà nostra figlia. Siamo gente semplice, lavoriamo e a Greta non mancava nulla. Avremmo voluto che oggi Greta fosse con noi, altro che avere quei soldi in tasca», commentano i genitori della 25enne che in aula, insieme a decine di amici dei due giovani morti l’estate scorsa, si sono presentati come un mazzo di 25 rose bianche.

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