Incidente nautico, le amiche pronte a laurearsi al posto di Greta

Ci sono le indagini, le scelte dei due tedeschi coinvolti, le ricostruzioni al vaglio degli inquirenti. Ma in questa tragedia enorme che ha colpito e Toscolano Maderno ci sono soprattutto due famiglie che hanno perso i loro figli. Ci sono i genitori di Greta e Umberto che da domenica non sanno più cosa pensare, ci sono gli amici del 37enne e della 25enne che non riescono a crederci.

Le lacrime si mischiano alla rabbia e allo sbigottimento. I genitori di Umberto Garzarella sono separati da tempo, ma oggi sono uniti da un dolore incommensurabile davanti alla legge della vita che si è capovolta.

A Salò, il padre di Umberto – racconta chi lo conosce bene – è chiuso in casa e non risponde nemmeno al telefono. A proteggere la madre ci sono invece le amiche di sempre.

A pochi chilometri di distanza, a Toscolano Maderno, la casa di Greta è diventata meta del pellegrinaggio silenzioso e carico di dolore di amici e amiche della ragazza che provano a portare un po’ di conforto a «due genitori distrutti dal dolore» per dirla con le parole degli avvocati di famiglia.

Le notizie del ritorno in Germania dei due tedeschi indagati per omicidio colposo e omissione di soccorso e poi quella relativa al rifiuto di sottoporsi all’alcoltest da parte del proprietario del potente motoscafo, non hanno lasciato indifferenti i familiari dei due ragazzi.

«Abbiamo istinti di rabbia, ma vogliamo tenere fede all’insegnamento di che Greta ha incarnato nella sua vita» è il pensiero del padre della ragazza affidato all’avvocato Caterina Braga. Ieri mattina Greta avrebbe dovuto sostenere il suo penultimo esame all’università. Era iscritta alla facoltà di Economia in Statale a e già pensava alla laurea da conseguire entro fine anno. Ora le amiche e compagne di studi vogliono ricordarla completando al suo posto il percorso universitario. Chiederanno al rettore Maurizio Tira di poter dare loro gli ultimi due esami che le mancavano e poi di discutere al posto di Greta e in sua memoria la tesi di laurea.

I precedenti non mancano in Italia. Ad ottobre scorso l’Università di Messina aveva proclamato Lorena Qaranta, dottoressa in Medicina e Chirurgia con la votazione di 110 e lode.

La donna, 27 anni, era stata uccisa il 31 marzo in pieno lockdown dal suo fidanzato. Nel 2006 a Pescara Silvia Luciani, 24 anni, morì in un incidente stradale quando le mancavano due esami alla laurea in psicologia. Fu la madre, ex operaia tessile, a presentarsi davanti alla commissione per discutere la tesi della figlia scomparsa.

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