Incidente nautico, l’avvocato: «Il mio assistito a disposizione»

I vicini di casa a Monaco di Baviera fino a sabato sostenevano di non vederlo da giorni. Da ieri qualcosa è però cambiato, nell’abitazione in Germania del manager tedesco di 52 anni per il quale la procura di Brescia ha chiesto l’arresto in carcere per l’incidente nautico di . L’uomo sarebbe rientrato nella sua villetta dopo alcuni giorni passati via con la famiglia. «Non è irreperibile, non scherziamo» assicura il suo legale italiano, l’avvocato Guido Sola che continua a ribadire di non sapere nulla sul mandato d’arresto europeo firmato dal procuratore capo Francesco Prete dopo che già il gip Andrea Gaboardi aveva dato il suo ok alla misura cautelare sostenendo la sussistenza del rischio di reiterazione del reato e il pericolo di fuga.

Dato che i due amici tedeschi che sabato 19 giugno viaggiavano sul Riva che ha investito la barca sui cui erano fermi Umberto Garzarella e Greta Nedrotti uccidendoli, sono tornati in patria nemmeno 48 ore dopo il drammatico scontro, spetta alla giustizia tedesca mettere l’ultima parola sull’arresto. E probabilmente già oggi il giudice del tribunale di Monaco si pronuncerà definitivamente. Una decisione che, se è confermato il fatto che ai legali non è arrivata alcuna fissazione di udienza, potrebbe essere pronunciata «inaudita altera parte». Senza cioè ascoltare la controparte, ma basandosi solo sugli atti arrivati dai magistrati bresciani.

«Se arresto sarà, è certo che il mio assistito si metterà a disposizione e si farà trovare. Ci mancherebbe altro» assicura il legale del tedesco, che per sua stessa ammissione era ai comandi dell’Aquarama. Lui, che aveva accettato di sottoporsi all’alcol test poi risultato negativo, e non il proprietario del Riva, manager di un gruppo leader mondiale nella produzione di computer, che invece si era rifiutato di sottoporsi all’esame del sangue per stabilire la presenza nel corpo di alcol e droghe al momento dell’incidente.

Il proprietario della lussuosa imbarcazione era stato arrestato dai carabinieri la domenica successiva allo scontro, ma dopo l’interrogatorio il pm Maria Cristina Bonomo lo aveva rimesso in libertà. Il tedesco che rischia l’arresto in carcere è invece quello ripreso dalle telecamere del rimessaggio barche di Salò alle 23.35 di quella sera quando, ad incidente già avvenuto, dopo aver ormeggiato il Riva, barcolla fino a perdere l’equilibrio e cadere in acqua. È lo stesso che successivamente, mentre è ai tavolini dell’hotel Commercio, in centro a Salò, assieme ad altri connazionali, sanguina dal volto ma rifiuta il trasferimento in ospedale e rimanda indietro l’ambulanza chiamata dai titolari dell’albergo allarmati dalle sue condizioni.

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