Inaugurata a Lonato del Garda “Piazza Lancieri di Novara”

Alla presenza di numerose rappresentanze d’Arma, con vessilli e gagliardetti, è stata inaugurata a Lonato del Garda “Piazza Lancieri di Novara”. Presente, oltre al Picchetto d’Onore in armi dei Lancieri anche il Comandante del 5° Reggimento Col. Massimo Pezzarossa.

A dare il benvenuto ai presenti il presidente dell’Associazione Lancieri di Lonato Morando Perini ed il vice sindaco Monica Zilioli che, assieme al Comandante Pezzarossa hanno scoperto la Targa della nuova piazza, antistante il Palazzetto dello Sport di Via Marchesino.

Trasferimento poi in Piazza Martiri della Libertà per la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti di tutte le guerre.

Nota significativa e toccante la presenza di Carlo Colombo, 98 anni compiuti, il Lanciere che a soli vent’anni era di servizio proprio qui, sul territorio di Lonato in qualità di responsabile dei cavalli del suo plotone.

“L’inaugurazione di Piazza Lancieri di Novara a Lonato — spiega Morando Perini — ha avuto oggi due ospiti di eccezione. Oltre al Colonnello Pezzarossa, 84° Comandante di “Novara” appositamente venuto da Codroipo con un picchetto in armi dei Bianchi Lancieri, era presente anche il Lanciere Carlo Colombo, classe 1924, che a 98 anni compiuti è con ogni probabilità l’ultimo reduce di guerra dei “Lancieri di Novara” e l’ultimo delle migliaia di soldati che tra il 1927 ed il 1943 si addestrarono a cavallo ed a piedi nelle campagne e sulle  colline moreniche lonatesi trovando alloggio nelle cascine, la truppa, e nelle locande del paese, gli Ufficiali.

Sia in inverno che in gli squadroni a cavallo giungevano a Lonato sfruttando anche la ferrovia. Fu proprio a Lonato che si addestrarono i lancieri destinati a partecipare tra il 1941 ed il 1943 alla Campagna di Russia. Quei soldati lasciarono molti ricordi nella popolazione di Lonato ed alcuni di loro, smessa la divisa,  tornarono sposando alcune ragazze lonatesi conosciute in quei mesi. Il comando truppe era presso Palazzo Zambelli, oggi sede della Biblioteca Comunale; l’Ufficio Postale reggimentale era in Palazzo Franceschini; gli alloggi per le truppe, divise in plotoni da 40 uomini e cavalli,  erano nelle cascine del circondario. Il Regio Esercito pagava abbastanza bene per dare alloggio e vitto a uomini e cavalli, cosicché avere i soldati in cascina era anche una fonte di reddito.

All’8 settembre 1943 in addestramento c’erano a Lonato ben 270 Lancieri: Carlo Colombo, originario di Giussano in provincia di Milano, era tra loro. Dopo il primo periodo trascorso in caserma a Verona, le giovani reclute vennero mandate a Lonato per svolgere le esercitazioni a fuoco estive. Il Reggimento era infatti in via di ricostituzione dopo la disastrosa campagna di Russia dalla quale era uscito decimato. Toccava ora ai giovani del 1923 e 1924 prepararsi alla guerra. L’addestramento raggiunto a settembre era però alquanto approssimativo e dopo l’armistizio c’era poco da sperare nella loro capacità di reazione contro i tedeschi. In parte riuscirono a sfuggire alla cattura delle SS nel frattempo arrivate in paese ed in parte furono disarmati, imprigionati e deportati insieme agli Ufficiali che li comandavano e che seppero tutelare al meglio la sorte di quei giovani ragazzi di 19 anni a loro affidati. Carlo Colombo il mattino del 9 settembre era di guardia ai cavalli del suo plotone alla Cascina Rassica e non abbandonò il suo posto; fu così raggiunto dai tedeschi che prelevarono sia lui che i cavalli. La sorte fu poi dura per il giovane lanciere brianzolo perché nella confusione di quei giorni finì per essere separato dagli altri soldati e, pur senza essere ebreo, fu deportato nel campo di sterminio di Birkenau dove vide e sopportò violenze inenarrabili dovendo farsi forza per sopravvivere. La liberazione del campo ad opera dell’Armata Russa non migliorò di molto le cose e ci volle parecchio tempo prima che riuscisse a rientrare in Italia dove lo attendeva la famiglia. Con la carta vetrata, un poco alla volta, volle raschiarsi la pelle fino a cancellare il tatuaggio con la matricola di Birkenau, ma nella sua mente quei mesi durissimi sono rimasti per sempre.

Carlo Colombo, oggi, ha nuovamente rivisto i Lancieri di Novara proprio dove anche lui, ormai 78 anni fa, aveva per l’ultima volta messo la divisa dalle bianche mostrine.

In ricordo di questa lunga storia che ha visto i Lancieri di Novara a Lonato e costellata di eventi belli e brutti, già nel 2014 era stato pubblicato il volume “Lancieri di Novara a Lonato” a cura dell’Associazione Nazionale del Fante ed ora si è giunti, grazie alla volontà dell’Amministrazione Comunale, a dedicare al 5° Reggimento “Lancieri di Novara” una piazza, per la precisione la piazza antistante il Palazzetto dello Sport di Via Marchesino.

Il tutto in ricordo di quei soldati che per 16 anni cavalcarono a Lonato.

“Novara” — conclude il presidente Perini — è il Reggimento di Cavalleria più decorato dell’Esercito Italiano ed è una delle pedine fondamentali del dispositivo di difesa nazionale venendo impiegato in numerose missioni internazionali ed anche sul suolo italiano. E’ di febbraio 2022  è il rientro degli squadroni dal Libano meridionale dove sono rimasti per un ciclo operativo iniziato nel luglio 2021”.






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