In Piazza con Noi si specchia nel lago e abbraccia la Valtenesi

Sapete dove si trova la valle degli ulivi, la valle dell’acqua, la valle della quiete e della luce presa a piene mani, di una Palestina non in Palestina? Viene dal punto in cui il lago di Garda si fa abbracciare dalla collina e si consegna all’entroterra. Viene dalla Valtenesi, in senso più prossimo, da Manerba. «In Piazza con Noi», domenica alle 11 (diretta su Teletutto), dopo il primo colpo di vita di Orzinuovi e in attesa del colpo del 15 settembre a Gualdo per l’inaugurazione della nostra scuola, si siede a Manerba, in questo sito da contea affrancata dall’appartenenza stretta alla federazione benacense e però senza un atto di ribellione separatista.

La Valtenesi, Manerba, è forza del Garda e terra appartata, è quiete bresciana, turistica. Cosa c’è di particolare domenica prossima a Manerba? C’è il fascino di Manerba non costretto a inventarsi una data per proclamare la propria attitudine a un’ospitalità discreta. Qui si sente la speciale disposizione di una terra nell’ordine delle piante, nell’accesso a un’acqua come obbediente, alla disposizione di ulivi e di viti non nati nell’ordine in cui appaiono. Sistemati, alimentati, raccolti e portati a rinascere.

Clara Camplani ha incontrato amministratori e cittadini manerbesi e riporta il ragionamento del sindaco Isidoro Bertini: «Qui, ogni cosa è vissuta con pazienza, si percepisce un tributo ragguardevole della persona alla terra e della terra alla persona». Il patto della Valtenesi, di Manerba si scrive nell’ambito di questo equilibrio. Se proprio si intende scrivere il titolo della festa permanente, domenica, azzarderemo a dire di una festa di fine estate, anche se qui l’estate arriva fino alla festa dei Morti e l’inverno è dominato da un presepio maestoso. Un presepio clessidra. Misura l’anno, appena finito, ricominciano altre quattro stagioni per ideazione, preparazione, presentazione, vissuto.

Manerba è un presepio d’inverno e d’estate, un presepio con mille movimenti ideati, incastonati, danzanti e rifocillati dall’energia del plauso di migliaia di persone. Così sarà domenica prossima. Comune e Pro loco si fanno in quattro con associazioni e aziende per questo defilé settembrino. L’ambiente e il paesaggio verranno avanti, più o meno, così: il nucleo storico galleggerà nel pudore estremo delle sue rughe: lo rendono sicuro, millenario; le seconde case hanno abbassato un poco la testa per superare la grande crisi di dieci anni e mostrano il loro misurato aplomb, la ricezione alberghiera è armonica con il resto, i prezzi seguono le possibilità dei turisti e questa Valtenesi è sempre la casa amata dai bresciani. Gli stranieri passano, chapeau, i bresciani rimangono. Domenica li incontriamo.

 

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