Imprenditore morto in pista: si attendono risposte dall’autopsia

Chi condivideva la sua passione e lo conosceva lo ricorderà così, «al volante della tua amata 991 GT3 RS, di traverso e con la musica anni Ottanta a tutto volume»: Fabrizio Antonuzzi, stimato imprenditore e padre di quattro figli, è morto sabato pomeriggio mentre era al volante della sua Porsche, in pista all’autodromo «Angelo Bergamonti» di San Martino del Lago, in provincia di Cremona.

Si è schiantato a una velocità di 240 chilometri orari alla fine di un lungo rettilineo. I soccorsi sono stati inutili. Abitava a con tutta la sua numerosa famiglia: la moglie Pieruccia Bellini, salodiana d’origine, e i suoi quattro ragazzi. Il più piccolo proprio a Manerba frequenta le scuole. Bresciano di origini, era figlio di un noto parrucchiere del centro cittadino e da molti anni abitava sul con i suoi familiari: prima a Padenghe, ora a Manerba.

Il cordoglio

La notizia della morte del 61enne è stata accolta con sgomento su tutto il basso lago, ma le sue conoscenze spaziavano in tutta Italia sia per merito della sua passione, sia per la sua professione. Antonuzzi era un imprenditore di successo: titolare di un’azienda che progetta e arreda negozi di gioielleria e ottica con sede a Nuvolento, le sue realizzazioni trovavano casa sia nel nostro Paese, sia all’estero.

Era, però, anche un pilota appassionato: «Era un bravo imprenditore, un bravo pilota e una persona gentile, educata e sempre sorridente, ben voluto da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo», lo ricordano gli amici del Krypton Motorsport di Rovato. E con loro chiunque lo abbia incrociato sui campi di gara, in giro per l’Italia, conserva di lui un ricordo positivo: «Abbiamo perso un amico, uno dei migliori anche a livello umano».

EMBED [Post Krypton]

Gli accertamenti

Ancora non è stato possibile stabilire la data dei funerali dato che è stata disposta l’autopsia sulla salma. Carabinieri e magistratura sono chiamati a stabilire cosa esattamente abbia provocato il terribile schianto e se ci siano responsabilità in capo a qualcuno. Per ora le ipotesi più accreditate sono quelle dell’errore umano oppure dell’improvviso malore.

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