Il violoncello del nonno

IMG_7274Avevo sentito da un'amica che il nonno era un violoncellista e che il suo strumento era appeso alla parete di casa: se era il primo violoncellista di un'orchestra in Germania prima della guerra, l'orchestra sinfonica di Stoccarda, non poteva essere uno strumento "banale".

La mia curiosità si accende, chissà come suona, è "muto" da quarant'anni, che voce avrà ?

Convinco l'amica a prestarmelo per farlo vedere al mio liutaio di fiducia e anche lui dice che è un bello strumento, non azzarda ad attribuirlo a un 'autore ma dice che vale certamente la pena di rimetterlo in sesto con gli interventi necessari dopo tanti anni di silenzio e se lo dice Filippo Fasser c'è da fidarsi.

Lo chiamiamo "mistery cello" e dopo il restauro di Filippo lo facciamo provare a Meneses che passa dalla sua bottega e anche lui, grande violoncellista, dice che è proprio un bello strumento; un altro amico di Filippo non si sbilancia sull'autore ma lo colloca a metà settecento, probabilmente a Venezia (l'etichetta interna "Carlo Testore" non è originale ed è certamente postuma).

IMG_7228Il "mistery cello" ora ha solo bisogno di trovare un bravo violoncellista che lo suoni, lo faccia rivivere e cogliamo la palla al balzo della presenza di Giovanni Sollima per farglielo provare e anche lui lo trova molto interessante e dice che una sua amica violoncellista e concertista sta proprio cercando uno strumento di qualità, che esprima al meglio la sua bravra.

Con l'occasione del concerto di Trento in cui Monika Leskovar è una dei cinque violoncellisti in scena, il "mistery cello" le viene portato e lei lo usa per l'intero concerto e quando la vado a trovare in camerino al termine per chiedere un parere mi dice: "è magnifico, vorrei poter continuare a suonarlo, chiedi alla tua amica se me lo noleggia."

A questo punto si torna in liuteria da Filippo per una messa a punto speciale per predisporlo all'utilizzo da parte di una concertista professionista e assisto rapito al lavoro simile a quello dei meccanici di una macchina da corsa: ponticelli, angoli e tensioni delle corde ma il risultato è emozionante.

IMG_7288Sotto le dita magiche della Leskovar il violoncello fa sentire la sua voce ricca, calda, forte, "è così 'italiano', mi dice" e pensare che è solo all'inizio della sua rinascita.

Che storia!

Ha suonato in grandi sale da concerto e poi è finito appeso al muro per quarant'anni e ora, di nuovo si trova a fare quello per cui è stato creato: far vibrare di bellezza e di suono il mondo, prestando la sua voce al talento di un grande musicista.

C'è qualcosa di magico in tutto ciò, a metà fra un film della Disney in cui i giocattoli passano tra mille peripezie e tornano alla fine al loro destino di gioiosa felicità o il racconto delle Suites di Bach ritrovate per caso da Casals da un rigattiere di Barcellona e tornate ad essere suonate dopo 250 anni di silenzio.

A casa guardo il mio violoncello e so che non mi appartiene davvero, che il suo tempo travalica la breve vita dei singoli.

Magari tra 250 anni capiterà tra le mani di un grande musicista dopo anni di silenzio, dopo che il nipote di una mia nipote lo avrà staccato dalla parete dicendo: " apparteneva al nonno di mio nonno…"

 

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