Il vecchio dinosauro, la Catena del Baldo – Altissimo di Nago

L’ultima, tosta salita del , sui crinali del Monte Baldo

Guardate una montagna, la vedete ferma e immobile accogliere e nutrire tutte le forme di vita che la ospitano come una grande e silenziosa mamma. Inconsciamente la pensate lì da sempre: nata assieme alla terra stessa e destinata a morire con essa, fra qualche eternità. Se le vostre piccole esistenze venissero dilatate e coprissero l’arco di miliardi di anni capireste che vi state sbagliando e che le montagne nascono, crescono e crollano come una pianta o un animale.

Dicono che il lungo profilo del Baldo, che dalle colline di Bardolino fino all’Altissimo di Nago misura 34 km, assomigli alla schiena di un grande pachiderma preistorico. Io a dire il vero sono molto più giovane di qualsiasi dinosauro mai esistito. Iniziai a sorgere solamente 40 milioni di anni fa, almeno 25 milioni di anni dopo la loro estinzione. Crebbi assieme al resto delle Alpi, sollevandomi con gli strati di Dolomia principale, di cui sono composto.

La mia sommità, oggi così glabra, prima dell’arrivo dell‘uomo era coperta da foreste di pino cembro, pino nero e abete rosso, non a caso l’origine del mio nome risale a Wald, che in tedesco significa bosco. Con i primi insediamenti umani i miei alberi cominciarono a cadere uno dopo l’altro per fare posto ai pascoli. La conformazione era ottimale: le rocce superficiali, composte di biancone e scaglia rossa del Baldo, sono molto porose e permettono al terreno lo scambio di acqua e aria. Inoltre il clima è ventoso e mite, tutte cose che aiutano l’erba a crescere forte e abbondante.

Sulle vecchie cose morte e segnate dal tempo, si dice, cresce altra vita. Io non sono né vecchio né morto, tuttavia un’inifinità di creature molto meno longeve di me abitano le mie pendici, compreso l’uomo. Nonostante al momento sia lui al vertice della catena alimentare e dia per scontata la propria sopravvivenza e il proprio futuro, posso dire con certezza che quando sarà scomparso da un pezzo io sarò ancora qui. E poi, un bel giorno, un giorno che durerà qualche milione di anni, me ne andrò anch’io.

Il sentiero che si snoda sul monte Baldo, a partire da Nago fino alla stazione della funivia che porta a Malcesine, segna l’ultimo tratto in quota del Top Loop del Garda Trek. Da qui si abbracciano con lo sguardo tutte le cime che costellano il Garda Trentino e si possono idealmente ripercorrere tutti i chilometri percorsi fino a questo punto. Da qui non rimane che la vertiginosa discesa verso l’azzurro del lago e il rientro in battello: un finale unico per un tour che unisce impegno fisico e grandi emozioni.

GardaTrek

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