Il gatto pescatore che ogni notte cattura coregoni

Cacciatore lo è di certo. E con i baffi, data l’abilità nel catturare coregoni di frodo, quando il lago diventa nero. Si apposta sulla spiaggia in silenzio e attende il momento propizio. Nonostante violi la legge, che vieta la cattura dei pesci durante la deposizione delle uova e avviene dove l’acqua è bassa, non può essere multato se sorpreso sul fatto dalle guardie venatorie o dai carabinieri forestali che in questi giorni perlustrano lago di Garda e lago d’Iseo alla ricerca di chi cattura di frodo utilizzando reti, guadini o bilancini. Impunibile per questioni di razza.

A ridosso di Capodanno, quando la temperatura dell’acqua cala sotto i 10 gradi inizia la frega dei coregoni. A decine di migliaia si avvicinano alla costa per deporre le uova. E inizia contemporaneamente quella specie di gioco tra guardie e ladri. Ma sono ancora in molti i pescatori di frodo nel basso, medio e alto Garda a farla franca.

Agiscono con astuzia. Ci sono le sentinelle che segnalano l’arrivo delle guardie o di persone sospette usando il cellulare o fischi convenzionali. E così chi è incaricato di far rispettare la legge e alla salvaguardia del patrimonio ittico solo di rado coglie sul fatto i trasgressori che vengono denunciati e multati pesantemente. Spesso chi pesca di frodo abbandona l’attrezzatura e se la dà a gambe protetto dall’oscurità.

Alle guardie non tocca altro che recuperare i coregoni rimasti impigliati nella rete e recuperare l’attrezzatura. Gargnano può farsi vanto di avere un cacciatore d’eccezione. Si sa che abita in una villa tra il centro storico e San Giacomo, che si chiama Michele, un trovatello soriano di 13 anni, e che praticamente ogni notte, durante la frega dei coregoni, ne cattura più d’uno per poi portarseli a casa, indisturbato, eludendo ogni controllo.

Li «pesca» a mani o meglio zampe nude, senza attrezzatura, per regalarli alla sua padrona, insegnante in un istituto superiore salodiano. Un regalo. Un gesto gentile da parte di Michele, uno splendido gatto-pescatore. Deposita i coregoni sul pavimento, miagola e in cambio richiede due carezze. Le fuga equivalgono ad un grazie. Non di rado li addenta.

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