«Il cattivo poeta», dietro le quinte delle riprese al Vittoriale

«Interpretazione storiograficamente corretta». Il via libera alle riprese del film «Il cattivo poeta» (da giovedì 20 maggio al cinema) al Vittoriale degli Italiani lo diede il presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri, dopo aver letto la sceneggiatura. «Ho chiesto di leggerla prima di dare il consenso a un’operazione così complessa, che avrebbe comportato la chiusura del Vittoriale per settimane. Mi ha soddisfatto, condivide sostanzialmente le tesi storiche, mie e non solo, su un d’Annunzio tutt’altro che fascista, guardato con sospetto da un regime che mal giudicava, negli ultimi anni addirittura infuriato con Mussolini, completamente ostile all’ipotesi di un’alleanza con Hitler e la Germania nazista».

Guerri ha «vigilato con il fucile spianato» sulle riprese: «Immaginate una troupe di 60 tecnici cinematografici, abituati a muoversi tra oggetti finti e scenografie ricostruite, negli ambienti della Prioria colmi di oggetti preziosi. Per girare da un lato della stanza si svuotava l’altra metà, e viceversa, per poi ricollocare ogni cosa nello stesso identico posto, così come la lasciò d’Annunzio nel ‘38. Ovviamente ce ne siamo occupati noi del Vittoriale». La Prioria, la casa del Vate, è una specie di cristalleria, «ma durante le riprese neppure uno spillo è stato danneggiato».

Guerri ha apprezzato l’interpretazione di Sergio Castellitto, al quale nel 2020 ha assegnato il premio del Vittoriale «per il suo perfettissimo lavoro di attore e regista, e per avere reso magnificamente la figura di d’Annunzio». «Castellitto – dice il presidente – si è rapato completamente, ogni mattina si sottoponeva a due ore di trucco, è riuscito persino a rimpicciolirsi, si è rattrappito, e siccome è un uomo colto è entrato perfettamente nello spirito di d’Annunzio, come accade nella scena sulla nave Puglia, con il poeta che si mette ad ululare. Se l’è inventata Castellitto, diventando d’Annunzio, che noi ci immaginiamo come un vecchio trombone quando invece era un uomo che amava giocare, divertirsi e divertire».

Cosa ci si aspetta dal film, in termini di promozione per il Vittoriale? «Contavo su questo film per arrivare a 400mila visitatori nel 2020. Abbiamo dovuto aspettare il 2021. Mi aspetto un grande impulso. Molti non hanno idea di cosa sia il Vittoriale, che il film mostra in tutti i suoi spazi, compresa ogni stanza della Prioria. È un enorme spot».

Chissà come avrebbe reagito, vedendolo, l’Immaginifico…
«D’Annunzio amava il cinema e diede un grande contributo allo sviluppo del primo cinema italiano. Ha scritto i testi di Cabiria, il primo kolossal, ha inventato il personaggio di Maciste. Fu tra i primi al mondo a costruirsi un cinema in casa. L’attuale auditorium nacque come sala di proiezione personale. Nell’ultimo anno di vita il poeta invitava ospiti, artisti, cuoche e camerieri a guardare con lui i film che amava, i kolossal, Stanlio e Olio, Braccio di Ferro. Bobine che conserviamo. Le abbiamo digitalizzate e le proiettiamo nel nostro cinema più piccolo del mondo, a un solo posto».

Sarà organizzata una proiezione de «Il cattivo poeta» anche al Vittoriale? «Naturalmente sì».

 

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