I Vecchi Scout sognano il «Bosco della memoria»

Un sogno cullato per decenni, che ora vogliono concretizzare. La Comunità Vecchi Scout (CoVeSco) di Salò si mobilita per la creazione del «Bosco della memoria Scout», un progetto che ha radici lontane.

«Per celebrare i 50 anni dell’associazione – spiega Pasquale Maggi – abbiamo pubblicato un libro a ricordo di una grande impresa chiamata “Operazione Pineta”: un lavoro decennale, attuato dal 1975 al 1985, di recupero e riqualificazione ambientale di un bosco sul monte San Bartolomeo devastato da due spaventosi incendi, a due passi dalla nostra città».

EMBED [La cura dell’ambiente è tra le attività comunitarie]L’entusiasmo dei quattro amici che promossero l’operazione – lo stesso Maggi, Donato Castellini, Mauro Marini e Dario Zane – contagiò gruppi scout di tutta Italia, che in 10 anni riportarono in vita il polmone verde di Salò collocandovi 3mila nuove piante che ancora oggi donano ossigeno, ombra e bellezza.

Ma è rimasto qualcosa di irrealizzato: «Il Bosco della Memoria Scout, che vorremmo chiamare “Custodi del Creato”, un impianto di molti alberi – dice Maggi -, meraviglioso dono di Dio, che vorremmo dedicare, da un lato, a quanti, scout e non, hanno speso parte del loro tempo per gli altri o per l’ e, dall’altro, a tutti coloro che intendono lasciare memoria di sé o dei propri cari, viventi o defunti».

Per dare attuazione ai loro intenti i Vecchi scout chiedono aiuto alle istituzioni per l’accesso a eventuali contributi e lanciano un appello ad aziende, banche, fondazioni e benefattori per l’acquisto degli alberi. «Da parte nostra – dice Maggi – finanzieremo alcune opere di corredo: nei punti panoramici, dove lo sguardo spazia fino alla torre di San Martino della Battaglia e agli Appennini, posizioneremo panchine, tavoli e staccionate a protezione dei viandanti».

I vecchi scout, con qualche capello bianco in più ma ancora con una buona dose di olio di gomito, hanno già iniziato a liberare dai cespugli infestanti il terreno. «In primavera – conclude Maggi – metteremo a dimora specie autoctone, come roverella, carpino nero e frassino, insieme a quel simbolo di pace che è il nostro olivo». Per info si possono contattare i seguenti numeri: 0365.41027 o 339.7748236.

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