I soliti giornali comunisti

Uno scandalo che non riguarda più solo gli italiani, ma anche i paesi
partner dell’Italia, nell’Unione Europea, nella Nato, nel G8 che
l’Italia si prepara ad ospitare. E’ questo il severo giudizio di un editoriale del Times
di Londra sulla vicenda che ruota da settimane attorno a Silvio
Berlusconi, al suo rapporto con la 18enne Noemi Letizia, alle feste in
Sardegna e al divorzio con la moglie Veronica Lario.

"Cala la maschera del clown", s’intitola l’editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. "La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata", afferma il sottotitolo. "L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al parlamento europeo", comincia l’articolo. "Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente".

Il Times riconosce che la vita privata di Berlusconi è appunto un affare privato, ma osserva che, come è si è dovuto rendere conto Bill Clinton, scandali e alti incarichi pubblici non vanno d’accordo. "Molti potrebbero dire che l’Italia non è l’America, che l’etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. Ma questo è un ragionamento insensato e condiscendente. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è. E, come gli americani, giudicano spregevole il cover-up".

l‘Independent riporta le pesanti critiche
fatte dal premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, che hanno
spinto la casa editrice Einaudi, "parte dell’impero Modandori di
Berlusconi", a non pubblicare il suo ultimo libro, che descrive tra
l’altro il primo ministro come "un delinquente".




Il quotidiano El Pais torna a trattare la questione in una corrispondenza da Roma:
"L’opposizione italiana chiede a Berlusconi che spieghi in parlamento
se abbia portato nell’organizzazione elettorale del partito i suoi
invitati delle feste private in Sardegna" e si chiede: "Berlusconi
utilizza gli aerei ufficiali dello stato per portare gli
artisti, ballerine e veline a Villa Certosa? Ha fatto uso improprio dei
beni dello stato? È l’ultimo capitolo del Naomigate che ha trasformato
l’Italia in un manicomio semplicemente portando allo scoperto
l’abitudinaria mescolanza tra vita privata e pubblica di Berlusconi e
la sua tendenza a conquistarsi amici e amiche dell’ambiente televisivo
portandoli in quello politico".

Le notizie sono prese dal comunistissimo Repubblica