I psicodrammi legati agli ebook

Guardando il video del crash test di WiredItalia con il Kindle mi è venuto un commento aggiuntivo da fare sulla mia esperienza d’uso con il mio in questi giorni. Mi sono espresso già a favore dell’ebook reader sul blog di Fabio. Visto che tanto si parla che il Kindle non ha l’odore dei (premetto che mi girano in un istante quando sento queste robe, soprattutto se dette da chi ha meno di 80 anni) anche io volevo fare un’uscita abbastanza in linea con il filone psico-nostalgico-luddista.

D’estate mi piace andare a leggere in giro (nei parchi, sulle panchine, sugli alberi, in amaca) e quando esco di casa per fare queste cose mi piace l’idea di essere solo io e il mio libro. Una cosa intima insomma dove al massimo mi porto dietro una bottiglietta d’acqua per dimostrarmi che per qualche ora so sopravvivere benissimo da solo nella selvaggia natura incontaminata del parco urbano armato di un unico libro. Un po’ come quando esco in bici, dove sono io, la bottiglietta d’acqua e la natura selvaggia incontaminata della strada asfaltata. Con il Kindle il fatto che potenzialmente posso connettermi ad internet e avere dietro un pacco di libri (grandi vantaggi se analizzati dal lato razionale) si inquina un po’ questa sensazione di isolamento (completamente emotiva e irrazionale). I libri non sono più quelli di una volta e non ci sono più le mezze stagioni.

Detta questa, ora posso coniugare sia andare in bici con leggere in posti open-air in inc*landia grazie al fatto che il Kindle pesa meno della bottiglietta d’acqua e occupa molto meno spazio di qualunque versione cartacea dei libri che leggo. A quanto pare non troverò mai un motivo abbastanza solido per pensare anche solo per un istante che un libro di carta sia meglio di un Kindle.

PS: Al massimo c’avrebbe il problema della batteria, che quando è scarica sei fregato, ma il Kindle ha dei consumi così bassi di energia che ho l’impressione che abbia una durata superiore ai pacemaker.

Nell’immagine io che da solo affronto le incognite della selvaggia natura urbana. Foto presa da qui.

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