I morti meno morti

Allora, questo è un articolo difficile da scrivere per due motivi.
Il primo perchè parlerò di Roberto Castelli. L’ex ministro ora sottosegretario (complimentioni per il passaggio di grado) è pure conosciuto in quanto abituato a denunciare chiunque parli di lui in modo non gradito. Il secondo perchè devo rifarmi a quanto letto nei giornali e quindi non direttamente da me sentito. 

Tutto quanto quindi potrebbe indurre a starsene zitti. Ma quando di mezzo ci vanno i morti sul lavoro il silenzio non paga.

Credevo, fino ad oggi, che un morto fosse un morto. Ovvero quando c’è una persona morta la conti come 1. Se fai un conteggio di tutti quelli che muoiono, in una data situazione, sommi uno ad altre persone morte. Se uno muore nell’ambito del lavoro viene aggiunto alla somma di tutti coloro che sono precedentemente nello stesso ambito.Per Castelli sembra non sia così.

In questi giorni il Censis ha pubblicato uno studio dove si dice che le morti bianche in Italia sono quasi il doppio delle vittime degli omicidi, due volte quelle della Francia e il 30 per cento in più rispetto a Germania e Spagna.

Castelli non ci sta è fa notare che nel conteggio dei morti sul lavoro vengono inseriti anche i lavoratori che perdono la vita per incidenti stradali nel tragitto casa-luogo di lavoro. Questo per far prendere alle famiglie i benefici assicurativi dall’Inail. Ma quanti saranno mai questi morti in itinere?

Il buon Castelli aggiunge "È il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".

Ripeto:

"È il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".

Ed è questa l’apoteosi del ragionamento dell’ex ministro ora sottosegretario.

Mi chiedo come mai siano stati citati proprio settori come agricoltura ed edilizia, dove sono presenti in modo importante lavoratori extracomunitari e provenienti dalll’Est Europa, molti dei quali senza alcuna tutela ne sindacale ne economica.
Perchè non estrapolare settori come il commercio ed il turismo ad esempio?

Evidentemente esistono morti meno morti. Chi lavora in agricoltura ed edilizia non conta come coloro che lavorano nelle aziende manifatturiere. Evidentemente, sencondo l’ex ministro ora sottosegretario,  al Censis ed in Inail ci sono solo un branco di babbei che non sanno fare i conti. Anche in Eurostat fanno casino e non forniscono dati comparabili tra l’Italia e gli altri paesi Europei.

Come accade spesso solo Castelli ha la verità in mano. O almeno questo è quello che lui vuole sempre farci credere.

Ma i lavoratori che hanno votato lega non hanno un pò di voltastomaco quando leggono queste fregnacce? E se domani fosse uno di loro a morire come lo dobbiamo contare?

Sortite come quella dell’ex ministro ora sottosegretario allentano la tensione positiva che c’è sul tema della sicurezza del lavoro. Castelli sminuisce e riduce in farsa quanto fino ad oggi di buono è stato fatto su questo tema. 

Dimenticavo.
La maggioranza di Destra, a cui sta a cuore la salute dei lavoratori, ha approvato il 30 luglio in via definitiva (atto Senato nr 735 B) la legge di conversione del decreto legge 3 giugno 2008, nr 97 recante tra l’altro il differiemtno dal 29 luglio 2008 al 1 gennaio 2009 della entrata in vigore delle disposizioni del D.Lgs nr 81/2008 (testo unico sulla Sicurezza dei luoghi di lavoro) relative alla valutazione dei rischi e alle connesse norme sanzionatorie.

Complimenti!

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