Giorni di dissesto

Il ormai si è generalizzato, cronicizzato. E’ emotivo, economico, politico, vero e proprio e quotidiano. Ma io cosa farei se la prossima scossa fosse più forte. A questa ho reagito come al solito, impreparata. Ormai le scosse e gli assestamenti si susseguono, si annullano reciprocamente, accumulano macerie, azzerano luoghi, abbattono idee. E avanti, è la vita, cosa vuoi farci? Senza strumenti di navigazione o sismografi chiaroveggenti. Riusciremo, quantomeno, ad essere più solidali, in tutto questo? Verso chi è un po’ più lontano ed è stato colpito più duramente, ma anche verso chi, accanto a noi, ha subito terremoti di vario genere. Io questa la sento e la vivo con gratitudine, cerco di ricambiarla. Dovremmo fare un po’ rete, invisibili fili di amicizia, tesi, a sostegno di tutti – mi sembra l’unica prevenzione sensata.

Foto Mirko Di Gangi – Gazzetta di Mantova

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