Gardesana, code e rabbia. Bonassi scrive ad Anas

Ci risiamo. Dopo un anno di traffico inesistente, sono bastati i primi movimenti da zona gialla per far riemergere tutti i limiti della Gardesana. E soprattutto del semaforo che dovrebbe evitare il passaggio contemporaneo, nei due sensi di marcia opposti, di pullman e mezzi pesanti, per evitare che si incrocino nei tunnel stretti e bassi tra Gargnano e .

Un semaforo che dovrebbe funzionare in modo «intelligente», attivandosi solo all’occorrenza, ma che invece, troppo spesso, trasforma la galleria «Dei Ciclopi» in un imbuto in cui si procede a senso alternato.

Qualche avvisaglia che l’impianto non funzionasse a dovere si era già avuta nel fine settimana del primo maggio. Venerdì mattina altri problemi: code e disagi, in cui è incappato chi si sposta per lavoro, così come gli dell’alto Garda che frequentano le superiori a Salò, arrivati a scuola con parecchio ritardo. Se il buongiorno si vede dal mattino, si preannuncia un’estate di passione. Una prospettiva insostenibile, che ieri ha indotto il sindaco di Tignale, Daniele Bonassi, a scrivere l’ennesima lettera di proteste all’Anas.

«Non credo sia necessario – scrive Bonassi – ricordare quanto tutto questo stia accrescendo una situazione difficile. L’economia turistica è stata fortemente provata dalla pandemia ed ora che si può intravedere lo spiraglio di una possibile apertura, almeno al target del turismo locale, concentrato nei fine settimana, ci troviamo a lottare nuovamente con un problema che non possiamo, oggi più che mai, permetterci. Non possiamo tollerare di condannare i turisti a code infinite e far subire agli operatori anche questo problema».

La vecchia gardesana, dice il sindaco, «è inadeguata già in condizioni normali, figuriamoci con un senso unico alternato». Bonassi chiede «un rapido intervento» in vista del fine settimana e fa presente ad Anas: «Quelle che per voi possono essere semplici code, per noi rappresentano un danno d’immagine che colpisce un territorio che sta facendo l’impossibile per rialzarsi. Il caos che regna su questo tratto di strada stride con l’immagine dell’alto , che ha saputo distinguersi per un turismo a contatto con l’ambiente, fatto di momenti di distensione e di tranquillità».

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