Garda: aperto il 35% degli hotel, dal 15 luglio saranno l’80%

L’emorragia di disdette è stata tamponata. Cominciano ad arrivare prenotazioni per luglio e agosto. Gli alberghi riaprono. La ripartenza turistica, quella vera, è iniziata. Parola di Marco Girardi, direttore del Consorzio Garda Lombardia, colosso da 800 aziende ricettive sparse da Limone a Sirmione che valgono 8 milioni di presenze annue. Quest’anno, ovvio, saranno meno, ma l’orizzonte non è più così nero come appariva fino a qualche settimana fa. La cartina di tornasole utile a capire come stanno andando le cose è rappresentata dal numero degli hotel aperti. «Siamo al 35%, quasi al 40», dice Girardi. Non sono sensazioni, ma dati reali, tratti dal database che il Consorzio ha organizzato per avere il quadro delle strutture ricettive e dei servizi riattivati nella fase 2.

Ma il bello deve ancora venire: «Entro il prossimo fine settimana – continua il direttore – saranno aperti il 60% degli hotel, per arrivare a un definitivo 80% dal 15 luglio in avanti. Un dato molto positivo, che ci auguravamo ma che nessuno si aspettava. Resteranno chiuse le strutture di alcune catene, che dirotteranno e concentreranno i clienti in quelle aperte, e alcuni grandi alberghi per i quali l’apertura è insostenibile».

Una chiusura eclatante. Tra le chiusure che più fan rumore, c’è certamente quella del Grand Hotel Gardone. Non era mai successo dal 1884. Questo hotel icona del turismo gardesano, amato da d’Annunzio e Churchill, registra ogni anno dalle 45mila alle 50mila presenze, garantite per oltre il 70% da clienti inglesi. Che quest’anno, tra Brexit e Covid, non si vedranno proprio. «Dalla Gran Bretagna prenotazioni zero», conferma Girardi. Se si aggiunge che è saltata pure la stagione congressuale, ecco spiegata la decisione dello storico hotel gardonese. «Con gli inglesi – continua Girardi – quest’anno mancheranno anche i russi e i polacchi, clienti emergenti ormai da qualche stagione che rivedremo nel 2021».

Clienti affezionati. Ma, nonostante qualche nuvola all’orizzonte, al Consorzio Garda Lombardia cominciano a vedere il bicchiere mezzo pieno. Il nocciolo duro dell’affezionata clientela gardesana non si farà attendere: «Da metà luglio arriveranno in massa austriaci, svizzeri, belgi, olandesi e, soprattutto, tedeschi». Una nota curiosa riguarda le limitazioni ancora un vigore (mascherina e distanziamento): «Pensavamo fossero un handicap – dice Girardi – invece tramite un sondaggio abbiamo scoperto che gli ospiti tedeschi si sentono più sicuri qui da noi che a casa loro. La percezione di sicurezza dovuta alle restrizioni diventa paradossalmente un valore aggiunto della nostra offerta turistica».

Il Consorzio ha riacceso anche la macchina della promozione, spenta durante il lockdown ed ora ricalibrata sul mercato nazionale e della Mitteleuropa: spot su tv e radio in Italia e promozione on line, principalmente social, per Germania, Austria e Svizzera. Certo non sarà un’estate da tutto esaurito come le ultime, si navigherà a vista, ci saranno alti e bassi, nulla sarà come prima, ma il sistema Garda si è rimesso in moto: «Nessuno prenoterà il soggiorno in anticipo, molti decideranno di venire sul lago in base al meteo, le vacanze saranno più corte, avremo dei picchi nel fine settimana e dei cali nei giorni feriali, durante i quali alcuni alberghi lavoreranno probabilmente al di sotto della soglia minima per coprire le spese, ma tutto sommato ci sono finalmente i primi segnali concreti di ripartenza. Lo testimonia – conclude Girardi – l’invasione che c’è stata lo scorso fine settimana: traffico sulle strade, battelli Navigarda pieni, motoscafi e barche sul lago, gente nei bar e nei ristoranti. Lo dico piano, ma siamo ripartiti».

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