Frane sottomarine nel Mare Artico

Saranno presentati al congresso internazionale di Geoitalia 2011 ,che si svolgerà a Torino da 19 al 23 settembre prossimo, i risultati di una spedizione scientifica italo-spagnola svoltasi lungo il margine continentale nord occidentale del Mare di Barents, nell’Artico.
La spedizione, effettuata con l’ausilio di due navi da ricerca, la spagnola Hesperides e l’italiana Esplora di proprietà dell’ Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale (OGS),  ha portato alla raccolta di una imponente mole di informazioni in diverse discipline ed alla scoperta, sulla scarpata continentale dello Storfjorden, di grandi frane sottomarine dovute all’intensificarsi della glaciazione, risalenti a circa un milione di anni fa e controllate dagli andamenti climatici.  “Le ricerche scientifiche – ha rilevato il coordinatore della ricerca, Michele Rebesco  dell’OGS – hanno portato anche ad altri risultati importanti come la scoperta di sedimenti all’interno della fossa di Kveithola che indicano il ritiro episodico della calotta glaciale del Mare di Barents; l’applicazione di un nuovo metodo basato sull’integrazione di misure oceanografiche e dati satellitari per meglio conoscere la circolazione delle masse d’acqua atlantica e artica che ha un profondo effetto sul clima terrestre; l’individuazione di sedimenti prodotti dalla fusione dei ghiacci che permettono di comprendere le variazioni della Corrente Nord Atlantica che in passato ha influenzato le condizioni climatiche europee (e che si teme possa in futuro diminuire di intensità a causa del riscaldamento globale generando quindi il raffreddamento del clima)”.

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