Entro primavera il Casinò sarà polo culturale

Rinasce il simbolo della Belle Époque gardonese. In gennaio prenderà il via il secondo e conclusivo lotto del progetto di «Adeguamento tecnologico-funzionale e restauro dell’ex Cinema Casinò».

L’edificio, chiuso dal terremoto del 2004, ritroverà la sua originaria funzione culturale e aggregativa: diventerà una sala polifunzionale a disposizione della cittadinanza.

L’inaugurazione in primavera. Il secondo lotto di lavori prevede un investimento di 602mila euro, che si sommano ai 530mila già spesi per il primo stralcio di opere e che consentiranno di sistemare, come prevede il progetto redatto dall’arch. Roberto Baga, le aree esterne e di provvedere alle finiture delle facciate, ai serramenti, all’illuminazione delle pertinenze e ovviamente all’allestimento della sala polivalente. Previsto anche il recupero e il restauro dei decori degli anni Trenta e dei vecchi lampadari.

La storia. Sarà un intervento particolarmente attento al valore storico e culturale dell’immobile (si prevedono restauri per 75mila euro). L’edificio, per i gardonesi da sempre «il Casinò», fu costruito in stile liberty nel 1909, su progetto dell’architetto Heinrich Schäfer. Assunse poi l’aspetto definitivo nel 1911 con l’aggiunta di tre nuove sale progettate dall’ingegner Angelo Fuchs e dall’architetto Friedrich Zawar. Fu sede di concerti, veglioni, spettacoli e, ovviamente, tavoli verdi.

Nel 1911 ospitò un circolo per giocare alla roulette, ma già nel 1912 la casa da gioco venne chiusa in seguito alla proibizione dell’azzardo in Italia. Il casinò, acquistato dal Comune nel 1917 per 160mila lire, fu riaperto nel 1919 e ancora chiuso nel 1924 con provvedimento fascista, con gran sdegno del poeta Gabriele d’Annunzio, che scrisse a Mussolini: «Questa riva dopo la chiusura pudibonda del Casinò è quasi deserta».

Durante i mesi della Repubblica sociale italiana il Casinò venne utilizzato come centro di svago dai militari tedeschi. Vi si organizzarono concerti, rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche in lingua e grandi feste. La sala da gioco venne riaperta solo per un breve periodo nel primissimo dopoguerra, dal 27 ottobre 1945 al luglio 1946. In anni più recenti il salone delle feste è stato trasformato in una sala cinematografica da 280 posti; la porzione rimanente dell’immobile fu adattata a ristorante ed abitazione. Poi il sisma del 2004 ha reso inagibile il cinema e l’appartamento. Nel 2015, con la ristrutturazione della porzione che ospita la sede del Consorzio turistico Garda Lombardia grazie a un contributo regionale di 200mila euro, l’avvio del recupero che ora volge al termine.

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