Emozione

Mi capita sempre, sia che debba parlare in pubblico, sia che debba suonare, l'emozione mi invade e il più delle volte mi aiuta a dare il meglio. A volte mi ostacola, prende il sopravvento, vuole guidare lei e c'è poco da fare, se la contrasto mi blocca, se provo a lasciarla scorrere, poco a poco riesco a ritrovare l'equilibrio.

Il vibrato del violoncello in Don't Explain, non è "tecnico" è proprio il tremore dell'archetto dato dall'emozione e devo respirare spesso per ascoltarmi, per tenere l'intonazione, per godere della voce di Gabriella che devo accompagnare e non coprire tenendo il tema del pianoforte come guida.

L'inizio con la sordina va bene, è quello che volevo, il suono è lontano, appena accennato, poi devo chiedere all'emozione di farsi un po' da parte giusto perchè mi lasci accennare il tema assieme al pianoforte.

Prova ancora a bloccarmi quando siamo soli io e Cristina al pianoforte ma passato l'ostacolo di quel "do" là in fondo da prendere d'istinto, senza cercarlo con la ragione, tutto il resto è in discesa e lascio scorrere la musica.

So bene che chi ascolta non percepisce tutto questo, sente solo la musica, non fa a tempo ad ascoltare le imprecisioni, i dubbi, le tensioni, ascolta l'insieme e ne coglie l'essenza. Chi conosce il brano rimane folgorato dalla voce di Gabriella e chi conosce la nostra storia di questo brano come Giorgio non riesce a stare seduto e alla fine deve venirci ad abbracciare perchè apprezza il passaggio dal "che bello sarebbe.." al "ce l'abbiamo fatta!".

Rifaremo questo brano venerdì in concerto a Castiglione e vedremo di negoziare con l'emozione un minore ingombro, non un'assenza, perchè senza emozione non accadrebbe la magia della musica.

Vai articolo originale: http://blog.gigitaly.it/2012/07/emozione.html

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