Dorina, una barca, un uovo… La Chiesa di San Pietro racconta storie

San Pietro sorge ai piedi della Rocca di Garda, sebbene sia sotto il comune di Bardolino, e si raggiunge imboccando una viuzza a destra della Gardesana, che porta ad un piccolo piazzale.

Costruita prima del XII secolo, la chiesa fu nel Cinquecento sotto la custodia degli agostiniani del monastero veronese di S. Eufemia e, in seguito, andò in mano agli eremiti. Durante il Settecento subì grandi restauri e importanti modifiche. Rivolta insolitamente a nord, la facciata è a capanna e conserva i tratti appena percettibili del S.Pietro realizzato nel 1766 dal pittore bardolinese Bartolomeo Zeni.

A dare slancio all’edificio, pressoché cubico, vi è un campanile semplice, ma elegante e ben conservato. L’interno, ad una navata, presenta un altare maggiore rifatto in forme barocche nel 1691, dove è collocato un Crocifisso ligneo, affiancato dalle figure dipinte della Madonna e di S. Giovanni.

Nell’altare laterale di destra, è “curioso” il dipinto a fresco che raffigura il calvario con la Madonna, la Maddalena e S. Giovanni ai piedi della croce, priva però di Cristo.

Sull’altare di sinistra, invece, si trova una Vergine con Bambino di fine Trecento o inizio Quattrocento, opera di Ranuccio Arvari.

Ogni 29 giugno, giorno in cui anticamente si commemorava la divinità di Quirino, assimilato a Romolo, fondatore di Roma, si celebra la Messa a San Pietro in occasione della festa del santo, quale fondatore di una “nuova Roma”.

Ma in questo giorno accadono fatti davvero misteriosi… La sera prima, la tradizione vuole che si riempia una bottiglia d’acqua, mettendoci dentro l’albume di un uovo: l’albume, durante la notte, si rapprende, formando una trama di fili che ricordano le vele e il cordame di una nave, è la “barca de San Piéro”, pescatore e traghettatore di anime. Il miracolo però non si avvera sempre, gettando così sventura sui raccolti. Si dice poi che è possibile sentire le campane dell’antica città di Garda, inabissatasi secoli prima. Allo sfortunato che ne udirà i rintocchi rimarrà poco da vivere, perché il lago lo inghiottirà. Non finisce qui: sembra, infatti, che in tal data debba scoppiare un forte temporale, scatenato dalla madre di San Pietro che, condannata all’inferno, avrebbe il permesso di uscire questa unica volta per festeggiare il figlio. Per questo motivo, per paura di improvvise tempeste ‑con tanto di grandine‑, i pescatori non escono al largo a gettare le reti. In questa chiesetta si dovevano sposare segretamente Dorina e il suo innamorato, un povero pescatore, dal momento che la ricca famiglia di lei disapprovava la loro unione. L’eremita di San Pietro ascoltò la loro triste storia e decise di aiutarli: nella notte stabilita, avrebbe acceso un cero sul davanzale della chiesa per indicare loro la strada. Il destino fu però ostile nei confronti dei due giovani che, una volta saliti in barca, si trovarono in balia di un vento violentissimo: l’imbarcazione divenne ingovernabile e ribaltandosi portò via con sé i due innamorati. Si racconta che di notte, quando il lago è agitato, le anime di Dorina e del pescatore vaghino sulle onde, in cerca della fiaccola che li avrebbe guidati nel coronamento del loro amore.

Chissà quante altre storie cela in sé questa chiesetta! Un patrimonio culturale di tutto rispetto che sarebbe bello poter ascoltare, magari il 29 giugno dopo la Messa, quando secondo l’usanza si fa colazione con polenta, salame e vino.

 

San Pietro sorge ai piedi della Rocca di Garda. Costruita prima del XII secolo, la chiesa fu nel Cinquecento sotto la custodia degli agostiniani del monastero veronese di S. Eufemia e, in seguito, andò in mano agli eremiti.

Ogni 29 giugno, si celebra la Messa a San Pietro in occasione della festa del santo, quale fondatore di una “nuova Roma”. Ma in questo giorno accadono fatti davvero misteriosi…



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