Desenzano dice addio a «Cino» Anelli

La notizia è arrivata come una bufera: è morto Felice «Cino» Anelli. Per due volte sindaco di Desenzano, avrebbe compiuto 78 anni domani, mercoledì 5 agosto. Si è arreso alla malattia che ormai da tempo l’aveva colpito: «Una perdita importante per la città – sottolinea l’attuale primo cittadino, Guido Malinverno -. Se ne va una persona amata e rispettata, che è sempre stata vicina alle persone e ai loro problemi. Cino Anelli ha saputo governare per due volte, in tempi sicuramente non facili. È stato un amministratore serio e al di sopra delle parti, una persona dai toni pacati e riflessiva. Un vero sindaco».

Ex bancario, dopo la carriera al Credito Agrario Bresciano e ormai giunto alle soglie della pensione aveva deciso di dedicarsi alla sua città: il suo primo mandato, alla guida di una giunta di centrodestra, risale al quinquennio 1997-2002. Poi cinque anni all’opposizione e, nel 2007, di nuovo in corsa: la campagna elettorale lo vide vincente contro l’allora sindaco uscente Fiorenzo Pienazza. Nel 2012 lasciò i banchi della politica, ma non Desenzano, che ieri ha accolto la notizia della sua scomparsa con sgomento: i messaggi di cordoglio sono stati innumerevoli e trasversali alle diverse compagini partitiche. Del resto la sua reputazione lo precedeva: galantuomo, onesto e fuori dai giochi, Cino Anelli era persona stimata e molto rispettata nella capitale del Garda. La sua era una delle voci più autorevoli in città.

Una città per cui molto si è speso, e a cui molto ha donato: tra le opere che portano «la sua firma» c’è la passeggiata – realizzata durante il suo secondo mandato – che dal porto di Rivoltella conduce verso Sirmione. La prima passeggiata di Desenzano, una grande opera riconosciuta come tale da tutti. Poi la scuola dell’infanzia di San Martino, inaugurata nel settembre del 2011 e realizzata secondo elevati standard di eco-sostenibilità e all’insegna del risparmio energetico. 

La sua amministrazione aveva anche operato per rinforzare la rete idrica cittadina, collegando Desenzano all’acquedotto di Sirmione. E aveva posto le basi per il progetto di riqualificazione del lungolago al Desenzanino, di cui ancora oggi si parla.

Era lui, infine, primo cittadino quando nel 2012 si tenne il Consiglio comunale più lungo della storia della città: 25 ore a cavallo tra il 31 aprile e il primo maggio 2012, per approvare il Piano di governo del territorio. Lascia un grande vuoto. Desenzano è stretta attorno alla moglie, Agnese Raggi, e alle figlie Alessandra e Laura in attesa che venga fissata la data del funerale. 

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