Desenzano a rischio cemento

I promotori del Parco delle colline moreniche attaccano l’amministrazione sul documento urbanistico

«Il Piano di del territorio non è uno strumento dedicato esclusivamente all’edilizia e deciso dalla giunta ma un dispositivo di concertazione tra le esigenze e la volontà del cittadino e l’amministrazione da lui eletta». Lo sostiene il Comitato per il parco delle Colline Moreniche del Garda che apre il nuovo anno con un durissimo attacco alla giunta Anelli che, secondo l’accusa degli ambientalisti «rispetto alle altre amministrazioni, ha preferito il percorso del giocare a nascondersi, del negare ciò che l’esecutivo e i tecnici stavano invece preparando».
PER IL COMITATO PARCO il piano di governo del territorio desenzanese nasconderebbe parecchie insidie per la tutela dell’area del basso Garda. E rinfaccia alla giunta di centrodestra impegni e promesse solenni che «non hanno trovato poi conferma».
CITANDO IL PROGRAMMA elettorale della lista del sindaco, l’associazione ambientalista rimarca «le tante belle parole della classe dirigente». Il comitato ricorda inoltre una lettera inviata nell’agosto 2008 alle province e ai Comuni del Garda, per poter presenziare all’iter dei vari piani di governo del territorio, «Solo Desenzano non ci ha risposto. Dell’avvio del Piano di governo del territorio abbiamo appreso solo dalla stampa, e poi nel corso di un incontro pubblico in cui è stato presentato un preliminare».
Sono parecchie le decisioni già prese o in via di elaborazione (nel preliminare si parla fra l’altro di case per 3500 nuovi abitanti, e di una nuova urbanizzazione accanto al quartiere delle Grezze), che preoccupano il comitato parco. «L’antica ma sempre vigente legge 1497 del ’39 che vincola il territorio gardesano è praticamente ignorata. La delibera della Regione che dichiara l’area di Desenzano e sirmione di notevole interesse pubblico non è presa in considerazione. Il Parco locale del Corno, a fronte delle mancate iniziative dell’amministrazione, è lasciato in stato di degrado ed abbandono. L’area del Vò – prosegue la protesta del comitato – è lasciata anch’essa in stato di abbandono, invasa da sporcizie, il Piano Casa ha autorizzato soprelevazioni fino a 14 m. di altezza e uno sconto del 20% sugli oneri d’urbanizzazione: Desenzano è l’unica sul Garda a essere tanto benevola». Infine, l’accorato appello finale, a «rivedete il piano casa e salvaguardare il territorio rimasto libero per le future generazioni».

fonte: bresciaoggi.it

Link all'articolo originale: http://sosgarda.blogspot.com/2010/01/desenzano-rischio-cemento.html

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