Depuratore del Garda, sei mesi per l’ipotesi Lonato

Svolta politica nella lunga vicenda del depuratore del Garda. In Consiglio Provinciale è stata raggiunta ieri un’intesa bipartisan che rimette in discussione il progetto del doppio depuratore a Gavardo e Montichiari per , nonostante l’ok del ministero.

La mozione che è stata approvata stabilisce un principio: «I nuovi depuratori vanno localizzati nei territori afferenti agli impianti stessi». Ora Acque bresciane ha sei mesi per individuare una possibile alternativa. La decisizione giunge dopo la rottura in commissione Ciclo idrico della scorsa settimana. La ricucitura in vista del consiglio provinciale di ieri sembrava tutt’altro che scontata. Sono quindi servite cinque ore di discussione per giungere alla svolta: il progetto che prevede la realizzazione di due impianti di depurazione, a Gavardo e a Montichiari, per salvare il lago di Garda registra una brusca frenata.

Il consiglio provinciale, con voto bipartisan, ha approvato ieri una mozione che fissa duqnue un principio generale in base al quale gli impianti consortili di depurazione vanno localizzati nei comuni afferenti all’impianto stesso. In questo caso quindi l’impianto deve sorgere nei pressi di un comune gardesano. L’ipotesi più accreditata è Lonato. Il consiglio ha dato mandato ad Acque Bresciane di valutare altre soluzioni e di farlo entro 6 mesi.

La conclusione positiva dell’aspro confronto che si è consumato in queste settimane tra maggioranza e opposizione è stata possibile grazie alla mediazione del presidente del consiglio provinciale, Samuele Alghisi, che ha elaborato un testo messo a punto sulla mozione presentata dal consigliere  Sarnico. «La politica – ha affermato Alghisi – è riuscita a fare sintesi su un documento di carattere generale, che non vuole prescrivere nulla di specifico, ma dare solo un indirizzo».

Se il voto favorevole è stato possibile grazie ad un accordo bipartisan, non sono mancati però le voci fuori dal coro, nel centrosinistra, con Guido Galperti e Andrea Ratti che non hanno partecipato al voto, come Giacomo Massa di Ricominciamo e nel centrodestra, con il no secco di Gianluigi Raineri.

 

 

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