Mese: settembre 2008

Quesiti ingannevoli

 

Il treno A viaggia a 240 Km/h verso il treno B, che a sua volta viaggia verso A a 150Km/h.

Una mosca percorre la distanza tra i due treni a 300Km/h partendo da A e torna indietro non appena raggiunge il treno B, salvo subito invertire nuovamente la marcia e tornare indietro: continua così finché non viene spiaccicata tra i due treni che si scontrano giusto un’ora dopo la partenza della mosca.

Quale distanza ha percorso la mosca?

 

La soluzione è dietro l’angolo…

Sul PGT di San Felice

Vi riporto la lettera della sig.ra Tiboni Michela pubblicata oggi sul Bresciaoggi. Potrà sembrarvi strano ma in fondo, se ci pensate, non lo è.
Quanto scritto dalla sig.ra Tiboni, che a tratti è frutto di una sua personale interpretazione dei dati e quindi non è necessariamente la verità , deve a mio avviso essere considerato come […]

GIORNATA DEL CONTEMPORANEO Habicher alla Galleria di Arco

Dopo la mostra dedicata a Giovanni Segantini, la Galleria Civica G.Segantini prosegue il percorso di approfondimento del tema del paesaggio attraverso le opere di artisti contemporanei chiamati a confrontarsi con il territorio di Arco. Sulla scia di questa ispirazione, nasce il progetto intitolato Profili, evento collaterale di Manifesta7, dedicato allo sguardo contemporaneo che vuole approfondire […]

I passaggi in bici sul Passo Sella e sul Passo di Campolongo

Ecco altro materiale sul Sellaronda in bicicletta affrontato sabato scorso.
Per quanto riguarda i dati tecnici il giro si snoda su 60 Km di strada e circa 2.000 metri di dislivello percorsi affrontando 4 valli e 4 passi come si può vedere nella mappa dettagliata del tragitto.
Ecco il video del passaggio sul Passo Sella (2.240 m) […]

Mobile: ancora una questione di fiducia

IAB ha analizzato una recente indagine condotta da Unisys  e messo ben inevidenza come la ‘fiducia’ sia ancora la questione irrisolta nel commercio elettronico anche quando si parla di mobile.
Nel caso specifico si paral di fiducia percepita nella ’sicurezza nell’effettuare operazioni on-line”.

il 59% degli intervistati non ritiene sicuro effettuare operazioni online – attraverso dispositivi mobile – […]

A me piace questa qui

Però ho scattato anche questa (#1) e questa (#2), stesso soggetto, angolazioni e sfondi diversi.
Sarei curiosa di sapere quale piace di più a voi.
Ma non preoccupatevi, non è mica un test: è proprio solo che sono curiosa.

Sellaronda in bicicletta

Fine settimana con una storica impresa quello appena trascorso e questa è la fotografia più significativa: il mio arrivo al Passo Gardena, 4° e ultimo passo dolomitico!
Anche se la stagione era piuttosto avanzata e facceva freddino (temperature vicino allo 0), io, Rizzo e Teto seguiti da Paola e Camilla sulla ammiraglia (la Micra di Paola) abbiamo percorso […]

era meglio morire da giovani, lasciando un bel cadavere

Fan di Vasco, lasciate perdere. Suoi detrattori, seguite i fan e passate oltre.

Io da piccolo ricordo che mio padre ascoltava tre cantanti: Zucchero, Battisti e Vasco Rossi. Diavolo, mi sembrava dannatamente figo solo quest’ultimo, un po’ per quel modo di fare da americano, un po’ per canzoni che spaccavano davvero, e spesso irridevano l’italian way of sing. Attenzione, parlo da nato a metà degli ’80, quindi da uno che i ’90 non solo li ha vissuti: ci è cresciuto.

Gli anni ’90, un decennio irrimediabilmente sputtanatosi in ogni sua potenzialità: muoiono Dc e Psi ma nasce Forza Italia, si afferma Internet come strumento di comunicazione di massa ma non ne esce poi granchè (la televisione sta ancora là e nessuno la scalfisce, anzi, in un certo senso fà scuola), compare la New economy e tutti sono pronti ad arricchirsi ma si scopre che è una bufala. E via dicendo per una lunga, lunga lista (un giorno qualcuno dovrà preoccuparsi di stilarla).In mezzo a tutto questo, la musica, in mezzo alla musica lui, il Blasco.

Rossi Vasco nato il 7 febbraio 1952 ha, se leggete la sua voce wiki, vissuto la vita dell’artista si può dire fin da quando era un ragazzino. Non vi annoierò raccontandovela, ma leggerla riserva alcune sorprese: sapevate che era iscritto all’università a Bologna nel ’68? (probabilmente si, se avete sentito “Stupendo“) che ha aderito al gruppo “ilManifesto“? (a proposito, chissà cosa pensa della situazione in cui si trova il giornale) e che ha fondato una delle tante radio libere? (Punto Radio). Tutte cose che non sapevo, ma che non mi hanno stupito; in fondo, per me Vasco è uno che canta ridendo del mondo, gridando al Re che è nudo in uno stile grezzo ed efficace, semplice in quel senso positivo che rispecchia il Bar, la saggezza popolare ancora non coniugata in semplicismo. Il Vasco che conosco io ha alternato sì principalmente canzoni-icona di una maniera di interpretare la vita (Gli Spari Sopra, Siamo solo noi, C’è chi dice No…) e canzoni d’amore o di sentimento (Sally, Albachiara, Senza Parole…) ma il suo pezzo forte sono sempre state le canzoni irridenti. Il Vasco che ho amato davvero cantava Fegato Fegato Spappolato, Coca Cola, Colpa d’Alfredo, il Vasco che ho amato davvero beveva un cicchetto, saliva sul palco e prendeva per il culo il mondo. Se ci fate caso, è questo Vasco a essere davvero scomparso dalle scene; si certo, fa ancora quei pezzi ai concerti, ma più come biglietto da visita o cadeau per le vecchie generazioni. E quella vena irridente non si limitava a quest’ultimo tipo di canzoni ma sconfinava in tutta la sua opera e nel suo personaggio, che in qualche modo, pur cercando continuamente di diventare una rockstar americana, sapeva anche prendersi in giro, mantenere almeno un piede per terra. In fondo non voleva nemmeno diventarla, una rockstar, solo poter arrivare al Roxy Bar con un buon bagaglio di storie da raccontare.

Mi chiedo se uno dei tanti ragazzini che ascolta Vasco oggi, il Vasco che è uscito dagli anni ’90 coi connotati cambiati, sappia chi era Vasco appena quindici anni fa. Nel frattempo il Blasco ha deciso di prendersi più sul serio, di seguire i propri fan (o meglio, la parte di fan che non vedeva l’uomo accanto al personaggio) lungo la china che l’ha portato da un lato a diventare uno degli intoccabili per l’opinione pubblica italiana, dall’altro a perdere di vista quell’ironia che gli permetteva di mantenere un distacco tra sè e il suo personaggio. Un distacco che si vedeva sul palco e si sentiva nelle canzoni, e lo rendeva davvero unico. Ora, tutt’altro che unico, vende sempre lo stesso prodotto, infiocchettandolo al meglio e facendosi più giovane di quello che è, per poter rimanere nel personaggio. Ha rinunciato a salire sul palco ed è diventato marketing, e da lui mi aspettavo una vecchiaia diversa.

La balla dei rifiuti

Avevo parlato in questo mio post del fatto che i rifiuti di fatto non sono miracolosamente spariti come tutti i media proclamano.
Grazie al blog di Diego garcia ci sono spesso testimonianze della realtà, come queste foto scattate ad Aversa, più eloquenti di mille parole:

Davanti al liceo:

Davanti alla chiesa:

Davanti alla ASL (!!!!):

Un furto legalizzato !!!

Ma lo è davvero? O è una truffa bella e buona?
Mi riferisco al nuovo modo di pagamento del bollo auto: modulo online sul sito della Regione Lombardia, pagamento via carta di credito … mi dico: bene, proseguiamo, io non mi muovo da casa, nessun operatore della regione deve lavorare, tutto è automatico …
Sorpresa-furto: guardate la […]