Cuneo – “NOI CONTINUIAMO L’ EVOLUZIONE DELL’ARTE”

Arte informale dalle collezioni della GAM di Torino

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Tra il 27 Maggio e il 22 Ottobre 2017 a Cuneo nell’ex chiesa di San Francesco – da tempo sconsacrata ed adibita ad eventi pubblici di varia natura – si era tenuta un’importante mostra dal titolo “Io non amo la natura. Pop Art italiana dalle collezioni della GAM-Torino”, che rientrava tra le iniziative artistico-culturali promossi dalla Fondazione Cassa di Risparmio locale per celebrare il venticinquesimo anno dalla sua nascita. Il curatore Riccardo Passoni, vice Direttore della GAM, (e il chiaro supporto della Fondazione Torino Musei, di cui il museo fa parte) aveva allora selezionato oltre 50 opere di e di alto livello di artisti quali Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Fabio Mauri, Mario Ceroli, attivi sulla scena romana, accanto a Jannis Kounellis e Pino Pascali, mentre il contesto torinese raccoglieva opere di Ugo Nespolo, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi, Antonio Carena. Visto i più che lusinghieri riscontri di pubblico e critica, la stessa “Triade” (Fondazione CRC, GAM Torino, Passoni) ha pensato fossero poste in essere le condizioni per ripetere la felice operazione “oltrepassando” quel periodo (potrei quasi dire a mo’ di “sequel” cinematografico, tipo “…lo chiamavano Trinità” e “…continuavano a chiamarlo Trinità”) e concentrandosi su una stagione susseguente a quella precedentemente considerata con questo nuovo evento espositivo. Scrive in sintesi Passoni che la mostra prende il titolo dal celebre inizio del “Manifesto bianco” (1946) in cui Lucio Fontana, ancora a Buenos Aires, preconizzava un ormai indifferibile passo in avanti per l’arte, un’arte nuova che svincola l’atto artistico dalla rappresentazione e l’artista da una visione estetica codificata mettendolo in condizione di agire liberamente secondo gli stimoli dell’attualità. Del resto il grande intellettuale francese André Malraux nel 1945 aveva scritto: “L’arte moderna è nata senza dubbio il giorno in cui l’idea d’arte e quella di bellezza si sono trovate disgiunte.”     E’ qui considerata la produzione artistica italiana degli anni Cinquanta, attraverso 60 opere di pittori e scultori attivi nel secondo Dopoguerra, figure rappresentative quali Alberto Burri, Lucio Fontana, Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi; viene così effettuata una ricerca organica su una serie di esperienze artistiche manifestatesi dopo la caduta del Fascismo e riconducibili alla corrente conosciuta come “arte informale”. Quindi viene ricordato il “Gruppo degli Otto” (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova), riuniti attorno a Lionello Venturi; fu proprio il grande critico e storico dell’arte a fornire una definizione sulla particolare attività svolta da questi artisti, descrivendo la spaccatura del gruppo con i movimenti dell’epoca e precisando la volontà di questi ultimi di uscire dal binomio tra realismo e astrattismo. Accanto ad una lettura dei fenomeni pittorici di questa generazione il percorso espositivo propone una selezione delle maggiori esperienze del periodo anche in ambito scultoreo, con opere di Mirko Basaldella, Alberto Burri, Ettore Colla, Pietro Consagra, Nino Franchina, Franco Garelli, Umberto Mastroianni, Giuseppe Tarantino.  “Questa mostra ci regala l’occasione di investigare su un periodo storico in cui in Italia prende avvio un nuovo percorso di ricerca espressiva – sottolinea Passoni – Avremo la possibilità di rileggere in una visione di insieme il ruolo dei protagonisti di quella ricca stagione artistica che si sono affacciati consapevolmente sui nuovi temi e fermenti internazionali”. Il catalogo, molto ben strutturato (Sagep Editori) presenta a fronte delle opere dei singoli artisti la loro biografia con i giudizi critici e la bibliografia. A confermare la felice intuizione di questo progetto è anche il Presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta: “L’evento si inserisce in un ricco calendario di iniziative artistiche e culturali che la Fondazione CRC sta promuovendo a Cuneo, Alba e Mondovì per offrire a tutti i visitatori l’opportunità di ammirare di persona opere di artisti riconosciuti a livello internazionale”.   Questa esposizione rappresenta anche l’occasione per conoscere meglio i suggestivi spazi del Complesso Monumentale di San Francesco, restaurato e restituito alla città nel 2011 grazie ad un importante finanziamento della Fondazione stessa, sul quale dedichiamo alcuni cenni. Il Museo Civico di Cuneo è ospitato entro la suggestiva cornice del Complesso Monumentale di San Francesco, comprendente l’ex convento e l’annessa chiesa, classificato come monumento nazionale e rara testimonianza architettonica di epoca medievale in città. In questo luogo, probabilmente già a partire dal XIII secolo, si insediano i frati francescani; soprattutto dal XV secolo il Complesso diventa un importante punto di riferimento per tutta la cittadinanza cuneese e le famiglie nobili partecipano con ingenti donazioni all’abbellimento e all’ampliamento della struttura. L’esercito di Napoleone si impossessa dell’edificio, caccia i frati ed utilizza chiesa e convento come caserma e guarnigione militare; gli arredi sono dispersi in altri edifici religiosi o venduti. Dopo alterne vicende e diversi cambiamenti d’uso, dal 1980 l’intero complesso è utilizzato come luogo di attività culturali ed ospita la sede del Museo Civico, Istituzione fondata dal professor Euclide Milano negli anni Trenta del secolo scorso. Configurandosi come un’istituzione civica e territoriale, il Museo è composto da: Sezione archeologica, articolata in Preistoria e Romanità, costituita da donazioni storiche e acquisizioni di scavi recenti. Collezione di arte sacra che ospita, fra le altre opere, alcune tavole di pregio attribuite a Defendente Ferrari. Raccolta di   “Ex-voto” che ricrea l’interno di una cappella devozionale. Sezione etnografica formata da una variopinta collezione di strumenti, materiali, attrezzi, abiti e gioielli rappresentativi delle comunità alpine locali. Collezioni naturalistiche (mineralogica, entomologica, ornitologica, erbario); queste ultime non sono attualmente esposte al pubblico ma sono conservate nei depositi e possono tuttavia essere visionate previa richiesta scritta da studiosi, studenti e docenti. Esse comprendono: Collezione ornitologica donata dal barone Savio di Bernstiel; è formata da circa 200 esemplari rari, di provenienza territoriale ed extraterritoriale. Collezione mineralogica donata da diversi benefattori, tra cui circa 600 pezzi provenienti da Europa, Asia, Africa e America donati da Giorgio Bogni. Collezione entomologica organizzata, oggetto di donazioni varie e risalente al primo museo fondato da Euclide Milano. Erbario “Costabello”. Collezione di circa 1.600 specie vegetali di provenienza territoriale ed extraterritoriale. Il Museo ospita una biblioteca specialistica, aggiornata su tematiche riguardanti i beni culturali, e archivi grafici e fotografici, tra cui il Fondo Vacchetta e il Fondo Scoffone. Biblioteca ed Archivio Storico sono visitabili su appuntamento durante l’orario di apertura.   Vengono organizzate visite guidate comprese nel biglietto d’ingresso il sabato, la domenica e i giorni festivi visite guidate per gruppi, previa prenotazione laboratori didattici per le scuole.

Complesso Monumentale di San Francesco – Via Santa Maria 10, Cuneo; Fino al 20 Gennaio 2019; orari: martedì-sabato 15,30-18,30; domenica 11-18.30; Per informazioni: Tel. 0171 634175;

Fabio Giuliani

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Link all'articolo originale: http://www.giornaledelgarda.info/cuneo-noi-continuiamo-l-evoluzione-dellarte/

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