Cavolo, che bando!

ARCO – È stato pubblicato sulla pagina web www.giovanicoltiviamoilfuturo.it «Cavolo, che bando!», ovvero il bando di finanziamento per l’avvio di imprenditoriali agricole rivolto a giovani del territorio con età da 18 a 35 anni curato dal Comune di Arco, ente capofila, in collaborazione con l’Apsp Casa Mia e la Fondazione Edmund Mach, e il supporto della sezione locale di Coldiretti. La pubblicazione del bando, la cui scadenza è il 31 marzo, è lo step n. 5 del progetto «Giovani: coltiviamo il futuro?», iniziativa sostenuta dall’Anci (Associazione nazionale dei Comuni d’Italia) e cofinanziata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Politiche giovanili e il servizio civile universale a valere sul Fondo per le politiche giovanili, anni 2020 e 2021.

Il progetto si inserisce nel territorio comunale di Arco, in cui il turismo è da tempo una componente rilevante dell’economia, e in cui è maturata la consapevolezza di dover pensare a nuove forme di proposte turistiche sostenibili. Da qui il progetto «Giovani: coltiviamo il futuro?», che si rivolge a ragazzi alla ricerca di sbocchi occupazionali innovativi e legati alla promozione del territorio.

I partecipanti sono stati accompagnati in un percorso formativo gratuito su temi agricolo-forestali, agro-turistici e di avvio di impresa, con seminari e workshop curati da esperti sulle che si possano mettere in campo in ambito agricolo, sulle nuove forme di promozione del territorio, sul turismo ecosostenibile, sull’avviamento di un’attività economica, sulle forme di finanziamento destinate ai giovani, sulla gestione di un bilancio economico di un’impresa e sulla creazione di una rete tra i vari attori del contesto socio-economico locale. Inoltre, hanno preso parte a un sopralluogo sulle aree di progetto, quelle che saranno a disposizione del progetto. Nella prima parte del quale si è anche compiuto un censimento delle aree a pascolo o agricole abbandonate e degli edifici rurali dismessi di proprietà comunale, immediatamente disponibili per la riattivazione. E ora, il bando.

Possono partecipare al bando tutti i giovani cittadini (italiani e stranieri) residenti in Provincia di Trento alla data di presentazione della domanda; che abbiano compiuto 18 anni di età e che non abbiano ancora compiuto i 36 anni di età alla data di presentazione della domanda; in possesso dei requisiti previsti dalla legge per l’ammissione ai contributi pubblici; appartenenti a una delle seguenti categorie: singola persona fisica, gruppi informali di almeno due persone fisiche, titolari di imprese già costituite alla data di emissione del presente bando.

I terreni sui quali possono intervenire i progetti candidati devono essere incolti (abbandonati o sottoutilizzati) e possono essere di due tipologie: di proprietà comunale messo a disposizione dal Comune di Arco; oppure di proprietà, in affitto, in comodato d’uso gratuito. Ogni tipologia di terreno prevede un tetto specifico in termini di premi e di gettoni. Nella selezione dei progetti da finanziare saranno favorite forme di coltivazione dei terreni e di gestione delle strutture abbandonate che privilegino la multifunzionalità e l’integrazione in termini ecologici (recupero di specie autoctone, biodiversità) e socio-economici (filiera dei prodotti, forme innovative di ospitalità) . Il percorso di formazione e il bando sarà aperto anche a giovani che hanno già avviato un’ sul territorio, ma sono interessati ad adottare modelli diversi di gestione e impresa.

Il monte premi che sarà riconosciuto ai progetti selezionati ammonta in totale a 12 mila euro, più 2000 euro di gettoni per consulenze specialistiche. Le domande vanno spedite per email all’indirizzo casamia.apsp@pec.casamiariva.it. La scadenza è fissata alle ore 23.59 del 31 marzo 2023. Successivamente i proponenti delle domande ammissibili saranno convocati per presentare il proprio progetto alla commissione di valutazione. I giovani interessati possono richiedere informazioni e supporto scrivendo all’indirizzo giovani.coltiviamoilfuturo@gmail.com.

La conferenza stampa di presentazione del bando si è svolta nella tarda mattina di venerdì 10 marzo in municipio ad Arco, presenti per l’amministrazione comunale l’assessore alle attività economiche Gabriele Andreasi e la responsabile dell’Ufficio ambiente Valeria Gallini; per l’Apsp Casa Mia la presidente Mariacristina Rizzonelli e il referente tecnico Francesco Picello; e per la società Ruma (che cura l’organizzazione delle attività rivolte ai giovani) Angelica Pianegonda.

«Posso dirmi orgoglioso di quello che ha fatto l’Ufficio ambiente -ha detto l’assessore Gabriele Andrasi- specie in un periodo complesso come questo. È stato messo in campo uno sforzo notevole, di cui ringrazio in particolare la responsabile Valeria Gallini. Come amministrazione abbiamo fatto tutto quello che potevamo per fare in modo che i ragazzi possano acquisire competenze e siano aiutati e guidati nell’aprire una attività nel mondo dell’agricoltura. Non è scontato che gli enti pubblici si mettano in questo gioco: adesso tocca ai giovani fare la propria parte».

Angelica Pianegonda ha spiegato l’iter del progetto compiuto finora, iniziato in gennaio con una serie di sei lezioni, cinque tenute dalla Fondazione Mach (su castanicoltura, apicoltura, erbe officinali e zootecnia) e una da Ruma sull’agricoltura rigenerativa, più un incontro con Coldiretti sul tema della gestione aziendale in ambito agricolo. «Sono stati spiegati ai partecipanti i principi generali -ha spiegato Pianegonda- e anche le caratteristiche e le difficoltà di questo genere di attività. Dopo ogni lezione c’è stato un ampio dibattito, e quindi sono seguiti due workshop progettuali in cui i ragazzi hanno pensato a un’azienda agricola innovativa che potrebbe essere sviluppata nel territorio, riuscendo a pensare in termini multifunzionali, ovvero non solo a un’azienda agricola strettamente intesa, ma combinata con la produzione energetica e attività collaterali didattiche, formative e legate al turismo».

«Questo progetto consentirà di finanziare alcune start up agricole giovanili – ha detto Francesco Picello- che avranno la possibilità di lavorare su un terreno privato proprio o su uno dei terreni che il Comune metterà loro a disposizione in comodato gratuito. Avranno anche un finanziamento per le spese dei primi investimenti e per consulenze e formazione, per una proposta che nel complesso è qualcosa che si vede ben raramente e che anzi pensiamo sia unica in Italia».

«Qualla comunale è una struttura complessa -ha detto Valeria Gallini- ma siamo riusciti a fare rete all’interno tra assessorati e all’esterno con Casa Mia e Fondazione Mach, che hanno lavorato assieme a noi fin dall’inizio. Il finanziamento di Anci ci ha permesso di partire con un progetto che abbiamo affrontato con grande entusiasmo, anche se con tempi un po’ stretti perché inizialmente non eravamo stati selezionati. Dopo la conclusione di questo progetto i ragazzi saranno seguiti per qualche tempo a livello di consulenza, ma poi dovranno camminare con le loro gambe. La speranza è che siano tutte esperienze positive e vincenti»

Vai articolo originale: http://www.giornaledelgarda.info/cavolo-che-bando/

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