Bergamo – BERGOMUM – UN COLLE CHE DIVENNE CITTA’

La Bergamo di un tempo che non ti aspettavi…ma importante per capire quella di oggi…

Bergomum 1    Bergomum 3    Bergomum 4

“Dopo circa quarant’anni di impegnative campagne di scavo archeologico, condotte in una sinergia costante tra il Comune di Bergamo e la Soprintendenza, è emersa la necessità di collegare tutte le evidenze archeologiche, dalle collezioni del Museo ai siti presenti nell’area cittadina, in un racconto complessivo che restituisse al pubblico la storia dell’antica Bergomum. Il successo registrato dal programma di aperture dell’Area archeologica di vicolo Aquila Nera, così come dalla app che disegna percorsi archeologici nel tessuto urbano, ci ha dimostrato che le persone hanno un grande desiderio di conoscere questa vicenda millenaria.”

Con queste parole, Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, inizia il suo contributo introduttivo al catalogo di un importante evento espositivo in corso a Palazzo della Ragione, in Città Alta. Questa particolare suggestiva zona della città orobica, oggetto di numerosissimi visitatori, italiani e stranieri, fin dal “Colle Aperto” (dove arriva la funicolare e il bus 1°) per ammirare un panorama davvero suggestivo ovunque si ponga lo sguardo, per poi incamminarsi lungo una via principale, tra caratteristici negozi di vario genere, ristorantini, arrivando a Piazza Vecchia, dove si staglia, con la sua scalinata, Palazzo della Ragione, palazzo storico risalente alle fine del XII secolo (uno dei più antichi comunali d’Italia), da tempo sede di eventi espositivi di rilievo.  Ma Bergamo, e in particolare la parte Alta, un tempo era molto diversa da come la conosciamo ed abbiamo imparato ad apprezzarla oggi, e proprio nella sede suddetta è attualmente ospitata la prima, grande mostra che ricompone in un racconto complessivo le tracce archeologiche della storia millenaria di Bergamo, unica città lombarda a nascere e crescere su un colle; da qui il titolo assegnato dalle curatrici Stefania Casini e Maria Fortunati a questa bella iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo e dalla Soprintendenza di Bergamo e Brescia. Il visitatore, come un antico romano, anche usufruendo di installazioni multimediali con le quali può interagire direttamente, percorre a ritroso nel tempo il tragitto che conduce nel cuore dell’antica “Bergomum”, con i suoi suoni e i suoi abitanti, il foro monumentale, l’anfiteatro per i giochi gladiatori, il teatro, le botteghe, le terme pubbliche e le ricche domus. Ai tempi dei Romani questo agglomerato era punto di riferimento di un vasto territorio fonte di materie prime e all’interno di un sistema commerciale che la collegava anche ai luoghi più lontani dell’Impero, come l’isola greca di Taso, la costa pugliese per le ostriche o l’area siro-palestinese da dove venivano importati i balsamari in vetro. In un percorso suggestivo è possibile ammirare la città con il suo cardine e il suo decumano, il foro monumentale tra il Palazzo del Podestà e il Teatro Sociale, il teatro per la rappresentazione di tragedie e commedie nella zona settentrionale di Piazza Mascheroni, l’anfiteatro dove si poteva assistere ai “ludi gladiatorii” nel giardino della Crotta, sulle pendici orientali del Colle di San Giovanni, le antiche botteghe e le terme pubbliche in Piazza Mercato del Fieno, dove le giornate si trascorrevano giocando a palla, curando il proprio corpo o in biblioteca a leggere. Durante le indagini archeologiche condotte tra il 2008 e il 2010 nell’aula dell’ex chiesa di Sant’Agostino vennero in luce 185 sepolture deposte in varie fasi tra l’Alto Medioevo e il XVIII secolo. Nella tomba della “Signora delle collane di vetro” è stata ritrovata una rara collana composta da palline di vetro sottilissimo di colore violaceo, decorate con filamenti dorati e ritorti e gocce di vetro opalescente.

Bergomum 5

Nel complesso sono qui esposti 450 reperti come affreschi, mosaici, monete, vasi, lucerne, iscrizioni, recipienti in vetro, statuette in terracotta e altri oggetti della vita quotidiana, per la casa e la cura della persona. Nel percorso anche videoproiezioni, paesaggi sonori che dialogano con i dispositivi mobili e le installazioni interattive per una visita multisensoriale.    Ma questa è anche una mostra diffusa che dal Palazzo della Ragione prosegue con importanti collegamenti al vicino Museo Archeologico e nelle aree archeologiche urbane, negli ultimi anni rese visitabili. Una piccola e conclusiva tappa espositiva è allestita anche nel vicino Museo e Tesoro della Cattedrale di Sant’Alessandro dove lo scavo archeologico ha fatto affiorare alcune domus romane sopra le quali sono state edificate la cattedrale paleocristiana e, successivamente, quella romanica.  In conclusione troviamo importante citare l’allestimento su progetto media srl Silvana Sermisoni, Andrea Nulli, Francesco Vicari; la scelta è stata per un intervento leggero, aereo, quasi impalpabile. Lunghe strisce di carta bianca che calano dall’alto (ad evocare i rotoli di papiro presenti nelle biblioteche di epoca romana) segnano dunque il percorso, sottolineando la verticalità dello spazio senza celare in alcun modo la vastità della Sala delle Capriate: si inseriscono ma non si sovrappongono agli importanti affreschi sulle pareti di questo edificio storico. La progettazione e realizzazione video installazioni multimediali Studio BASE2, progetto grafico Dario Carta. L’esplicativo catalogo, corredato da tante foto e mappe a colori, contiene numerosi contributi critici delle curatrici e di esperti del settore, è pubblicato da Lubrina Bramani Editore.

Palazzo della Ragione – Piazza Vecchia, Bergamo Alta; fino al 19 Maggio 2019; Orari: da martedì a venerdì 9.30-13 e 14.30-18; sabato, domenica e festivi 10.30-18.30; Per tutte le informazioni e gli eventi in programma consultare la pagina Facebook “BERGOMUM”; Tel. 030 2896511 ; 030 290196; Possibilità di prenotazione di visite guidate all’indirizzo archeodidatticabergamo@gmail.com

Fabio Giuliani

 

 

Link all'articolo originale: http://www.giornaledelgarda.info/bergamo-bergomum-un-colle-che-divenne-citta/

Nessun tag per questo articolo.

Lascia un commento