Assalto ai vivai: dopo la quarantena tutti pazzi per le piante

Pomodori e zucchine, piante fiorite ma anche papaya e mango, per trasformare l’orto in un giardino tropicale: l’assalto ai vivai in Valtenesi è cominciato appena le misure restrittive sono diventate meno stringenti e in questi giorni il boom non è venuto meno. Padenghe, paese del florovivaismo, regala il quadro di cosa stia accadendo e di cosa sia accaduto nei mesi scorsi: «Una reazione istintiva», la definisce un vivaista. E sarebbe quella del prendersi cura almeno di una piantina in un periodo di grande difficoltà emotiva.

Sono stati in tanti ad averla e riscoprire (o scoprire per la prima volta) che il proprio pollice tutto sommato è abbastanza verde: «Prendersi cura delle piante nel periodo di chiusura totale ha aiutato a vivere in un ambiente più allegro, a fare attività. Il giardino è svago, una valvola di sfogo meravigliosa. Ha donato serenità alle persone», spiega Sara Benedetti, del GardaFlor di Padenghe.

Durante il lockdown le consegne a domicilio hanno riguardato anche questo settore: «Un servizio che ci siamo inventati – sottolinea -. Eravamo chiusi, con tantissime piante che altrimenti sarebbero state da buttare. I clienti chiamavano, noi preparavamo piante, fiori e terriccio, facevamo numerose consulenze telefoniche. Questo ci ha permesso di non fermarci. Ancora oggi sono in tanti a chiedercelo: manterremo questo servizio». Hanno chiesto e stanno chiedendo piante e fiori per colorare giardini e balconi.

Ma la vera novità riguarda l’orto: «Sono anni che proponiamo l’orto in balcone – rimarca Sara -, ma mai come in questo periodo abbiamo avuto riscontri positivi». Un vero e proprio boom, che se da un lato coinvolge chi già qualche nozione ce l’aveva, dall’altro ha attirato anche neofiti, «ma molto preparati grazie a internet. Certo, qualcuno ha chiesto semi e piante di mango e papaya, o semi fuori stagione, ma è un bel segnale per tutto il settore». Un settore che è stato tra i primi a riaprire a inizio maggio: «Le persone venivano nei vivai perché era l’unico luogo in cui potevano accedere – evidenzia Roberta Cherubini del Garden Europa -. Abbiamo avuto un aumento esponenziale perché c’era voglia di avvicinarsi alla natura. Certo, il Garda è penalizzato perché per il momento non ci sono turisti, ma, insieme ai proprietari delle seconde case, stanno arrivando anche loro».

 

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