Arrivederci 2010

Mi spiace che finisca questo 2010. E' stato un anno molto intenso, pieno di incontri, viaggi, novità, soddisfazioni, con la sola ombra della disavventura kafkiana di mio nipote Alberto.

Non vorrei dirgli "addio" ma "arrivederci", augurandomi di avere occasioni felici per ricordarlo ancora dicendo "… come nel 2010 quando…"  e mentre passeggio per fare la spesa come tutte le mattine ripenso a cosa è successo quest'anno, alle tante cose piccole e grandi straordinarietà che ho vissuto.

Il 2010 è stato l'anno del progetto CRS4 e lavorare per mesi fianco a fianco con una persona straordinaria come Paolo Zanella mi ha aperto la mente e il carattere a nuovi aspetti del cambiamento e dell'innovazione. Ora, a lavoro finito, mi rimane la soddisfazione di leggere periodicamente dei successi del team che conduce il lavoro e sono felice per quei ragazzi splendidi. Mi rimane anche tutto ciò che ho imparato su tecnologie e scienze di cui sapevo quasi nulla, mi rimane la stima reciproca di persone splendide che studiano l'impossibile, ma soprattutto mi rimane l'amicizia con Paolo con cui di tanto in tanto ci sentiamo per commentare, sempre sorridendo, la battaglia per cambiare il mondo che vale sempre la pena di condurre anche quando tutto rivoltartisi contro.

Ed è stato lo stesso a Cosenza in Exeura: gente calorosissima, brillante, innovativa, con cui il rapporto professionale diventa subito rapporto umano e di condivisione. Anche lì l'incontro con un "vecchio saggio" come Sergio De Julio, con cui è un piacere dialogare e un onore riceverne i complimenti, convinto che le nuove tecnologie siano soprattutto tecnologie di progresso e di grande opportunità per le aree più "marginali" ma non meno creative del nostro paese.

E poi il 2010 è stato un anno di viaggi belli e intensi: l'Egitto, gli Stati Uniti, la Sardegna, viaggi a occhi spalancati e a cuore aperto. Viaggiare è parte della essenza mia e di Marina curiosi come siamo di tutto ciò che ci sta intorno e della ricchezza che ogni incontro offre perchè il viaggio è solo la prosecuzione esterna di un amore per il mondo che hai dentro e che si nutre degli spazi e degli abbracci che non conoscono confini.

E il 2010 è stato l'anno in cui è nato il mio fantastico Maggini, strumento magico che riprende vita dopo 400 anni sotto le mani sapienti di un artista come Filippo Fasser. Seguirne il progetto e la creazione (dire costruzione è limitativo) è stato un piacere intenso di rumori di pialla e sgorbia, di silenzi in cui senti distintamente il truciolo d'abete che si stacca dalla tavola e cade in terra, di sorrisi soddisfatti di chi sente che il lavoro procede per il verso giusto. E' una storia che devo ancora raccontare e i cui insegnamenti devo ancora risistemare ma è il primo impegno che mi prendo per l'anno nuovo.

A proposito di musica: il 2010 è l'annno scritto sulla copertina del CD dei Sogni in Corso. Veramente un sogno che si è realizzato e che è punteggiato di incontri e scoperte, di pomeriggi con Marco, Vito e Cristina a provare e a dare forma alle idee e poi con Vladi, Beppe, Massimo per vedere "l'effetto che fa" E poi l'incontro decisivo con Stefano e Evelina e il loro meraviglioso studio di registrazione dove ho respirato lo stesso paziente amore per le cose ben fatte che avevo trovato nella bottega di Filippo. Come si fa a non voler bene a tutta questa gente?

E poi ancora il 2010 è l'anno del grande impegno per la nuova sede della Scuola di Musica un altro sogno che diventa realtà  e in cui i dubbi si sciolgono come in Field of Dreams quando la fila di auto appare all'orizzonte: "Tu costruiscilo, loro verranno, vedrai verranno".Mentre lavoravo, (e quanto ci ho lavorato!) mi riecheggiavano nella testa i sorrisi di Paolo (Bisogna farla qui l'innovazione perchè è qui, dove sembra impossibile, che è più necessaria) o l'incontro flash con don Pierino Ferrari (I miracoli accadono, bisogna solo farli accadere) o le serate ad ascoltare i concerti di Carlo, in cui spazi a volte imprevisti, si riempiono di bellezza e intelligenza.

Oh, sì, il 2010 è stato anche l'anno della mia prima "lezione" in una università americana, con la soddisfazione di portare la felpa della Rutgers University con un orgoglio tutto mio, in fondo non diverso da quello degli abbracci delgi studenti a Benevento o delle altre conferenze o dell'ultimo "tour" alle Scuole Civiche e da Damiano, condividendo con queste il piacere di scoprire che la musica è un linguaggio universale che oltre che veicolare più facilmente i miei pensieri mi permette di condividere con tanta gente un intero mondo così denso di bellezza.

Già la musica. Quest'anno ho allargato di molto i miei orizzonti d'ascolto, grazie alla fortuna di avere un amico speciale come Carlo Boccadoro che come ogni direttore d'orchestra che si rispetti, mi guida con pochi tocchi di bacchetta e mi fa scoprire nuovi autori, suoni, con una disponibilità e una apertura che va oltre l'orizzonte della musica e diventa apertura mentale, curiosità intellettuale, amore per la bellezza, felicità di reinventare ogni giorno la vita.

E che dire della gioia della pancia di Irene che cresce? I suoi occhi pieni di felicità quando ce lo ha detto, sono lo specchio della nostra stessa felicità.

Che anno! Difficile pensare che il 2011 possa essere migliore ma in fondo ci credo: la vita ci stupisce proprio per il motivo opposto di chi dice "al peggio non c'è limite" perchè non ha capito che in realtà "il meglio si affaccia sull'infinito".

 

Vai articolo originale: http://blog.gigitaly.it/2010/12/arrivederci-2010.html

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