Annata eccezionale per l’olio del Garda

Nei frantoi gardesani si lavora 24 ore su 24. Erano anni che non si vedeva tanta oliva. Sarà una stagione record per l’oro verde del Garda, il pregiato olio extravergine benacense, che per qualità si colloca ai primi posti nel panorama olivicolo mondiale.

Crescita. Tanto che il Consorzio olio Garda dop, sollecitato dalle richieste dei produttori, ha chiesto al Ministero, in collaborazione con Aipo e Aipol, una deroga temporanea all’articolo 5 del disciplinare Garda dop, quello che regola la produzione di olive per ettaro. Ebbene per il 2018, in via eccezionale, il Consorzio ha ottenuto il permesso per una produzione temporanea di 7.500 kg di olive per ettaro, superiore di 1.500 kg rispetto alla regola dei 6.000 kg per ettaro in vigore per disciplinare.

«È una stagione memorabile – afferma la presidente del Consorzio, Laura Turri – la produzione 2018 è eccezionale e la grande quantità di olive non va a discapito della qualità». Si respira aria di grande soddisfazione anche alla Cooperativa Agricola San Felice, operativa dal lontano 1946, il maggior frantoio lombardo, dove si lavorano il 20% delle olive raccolte in regione, conferite da oltre 300 soci olivicoltori della riviera bresciana del lago, da Gargnano e Desenzano.

«Lavoriamo mediamente dai 7 ai 9mila quintali di olive ogni anno – dice il direttore, l’agronomo Pier Paolo Vezzola -, ma quest’anno prevediamo numeri maggiori. L’annata è eccezionale, il clima ha permesso di raccogliere frutti al giusto punto di maturazione e in perfetta salute, visto che non si sono visti agenti patogeni, né mosca né funghi».

Soddisfazione. In questi giorni clou della campagna olivicola 2018 a San Felice si moliscono tra i 500 e i 600 quintali di olive al giorno, con una resa del 12-13%.

«Ma ci aspettiamo che aumenti ancora di qualche punto», dice Vezzola. Le buone notizie non finiscono qui. Alla grande quantità (comunque relativa, visto che l’extravergine del Garda non raggiunge nemmeno l’1% della produzione nazionale), fa riscontro una qualità eccezionale. L’olio del Garda è celebre per la delicatezza del gusto e per il bassissimo grado di acidità, mai superiore a 0.70%, che lo rende morbido al gusto, una vera gioia per il palato. «Quest’anno addirittura registriamo un’acidità dello 0,05%, eccezionalmente bassa», dice Ambrogio Florioli, il presidente della Cooperativa, dove, peraltro, quest’anno lavorano macchinari rinnovati grazie a investimenti sull’innovazione tecnologica per circa 70mila euro, per frangiture di olive sempre più sane e in tempi sempre più brevi dalla raccolta. «Qui c’è solo tecnica – conclude Vezzola -, nessun intervento chimico, come avviene a livello industriale». E, al palato, si sente.

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