«Alziamo la tassa di soggiorno per pagare la depurazione»

Per la depurazione del Garda, «ci siamo anche noi». Almeno, il presidente del Consorzio Garda Lombardia, Franco Cerini, prova a lanciare l’appello: «Aumentiamo la tassa di soggiorno e destiniamo l’aumento al nuovo sistema di depurazione».

Un appello che Cerini lancia sia ai «colleghi» albergatori, per la gran parte non propriamente favorevoli al rialzo della tariffa, sia alle amministrazioni comunali che si affacciano sul Garda bresciano, gli enti preposti alla definizione della tariffa stessa.

Una tariffa per la quale nel Contratto di governo era stata indicata la soppressione, ma che il presidente Cerini propone addirittura di aumentare. Perché? Per i cospicui introiti che ne derivano, destinati alle manifestazioni e alla promozione turistica. Aumentare le tariffe attuali (sono diverse di paese in paese, e si differenziano anche in relazione alla tipologia di struttura ricettiva) di un importo compreso tra i 30 e i 50 centesimi di euro comporterebbe un tutt’altro che simbolico contributo alla causa di oltre un milione e mezzo di euro l’anno.

 

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